22 Agosto 2010

La Soprintendenza sul Piano regolatore di Trieste: “Seri rischi di alterazione del paesaggio”

“Rappresenta in sostanza un monito, dettagliato quanto autorevole, il documento della Soprintendenza ai beni architettonici ed paesaggio sul nuovo piano regolatore di Trieste. Si tratta di 64 pagine di osservazioni, che l’organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali ha inviato al Comune lo scorso dicembre, nell’ambito della Valutazione ambientale strategica. La stessa, prevista da una Direttiva europea del 2001, che gli ambientalisti avevano duramente criticato, per il modo in cui era stata applicata dal Comune”. E’ l’appello lanciato dal Wwf, Italia Nostra e Lagambiente.

La Soprintendenza si è avvalsa anche della consulenza del professor Livio Poldini e della dottoressa Sonia Comin, botanici del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, in quanto – si osserva nella premessa – “la natura e la biodiversità sono componenti rilevanti del paesaggio non artificiale” e di conseguenza va considerata anche la stabilità del paesaggio, cioè “la capacità di mantenere l’efficienza funzionale dei suoi sistemi ecologici”.
Le osservazioni rilevano quindi che, pur in presenza di un ampio patrimonio edilizio inutilizzato (oltre 7.400 alloggi vuoti) o sotto utilizzato (52.000 alloggi), il nuovo piano – spiega il Wwf – continua a prevedere zone di espansione residenziale, benché il trend demografico triestino sia stagnante o in diminuzione. Ne deriverebbe un ulteriore ingiustificato aumento del consumo di suolo, soprattutto nelle zone di vincolo paesaggistico. La gran parte di queste, sottolinea con dovizia di elementi e riferimenti bibliografici la Soprintendenza, presentano anche un notevole – in alcuni casi elevatissimo – valore naturalistico ed ecosistemico, del tutto ignorato dagli elaborati del piano.

Da ciò la richiesta di rivedere le destinazioni d’uso non solo di tutte le 18 zone “C” di espansione residenziale, riclassificandole zone agricole o boschive, ma anche la nuova zona ”turistica” di Padriciano e alcune zone per servizi, come quelle destinate al parco (cimitero) degli animali in via Commerciale alta ed al nuovo canile presso Fernetti. Da rivedere pure le destinazioni di alcune zone “miste strategiche”, come quelle dell’ex caserma “Monte Cimone” di Banne e dell’ex campo profughi di Padriciano.

“Ci sono moltissimi punti di convergenza tra le osservazioni della Soprintendenza e le nostre – hanno commentato Wwf, Legambiente e Italia Nostra – e ci auguriamo pertanto che il Consiglio comunale tenga debito conto di questo autorevole monito, quando sarà il momento di votare l’approvazione definitiva del piano regolatore. E’ necessario quindi modificare molte previsioni del piano. L’importante è che venga definitivamente spazzata via la tesi, sostenuta da qualche consigliere comunale, secondo cui non è possibile modificare le previsioni che incidano su proprietà private. Si tratta infatti non solo di una sciocchezza, ma di una tesi totalmente infondata sotto il profilo giuridico”.

“Sarà decisivo – hanno aggiunto gli ambientalisti – anche in vista del prossimo rinnovo del Consiglio e dell’amministrazione comunale, capire quanto incidano sulle scelte urbanistiche gli interessi economici (grandi e piccoli che siano) e quanto le esigenze di tutela del patrimonio comune, rappresentato dal paesaggio e dall’ambiente naturale.”

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2 commenti a La Soprintendenza sul Piano regolatore di Trieste: “Seri rischi di alterazione del paesaggio”

  1. Bibliotopa ha detto:

    Ma è una novità di oggi o state riprendendo le notizie di dicembre scorso?

  2. Dario Predonzan ha detto:

    Si tratta di una novità, perchè le osservazioni della Soprintendenza sul PRGC – ancorché consegnate al Comune lo scorso dicembre – non erano state rese note finora da nessuno. Lo hanno fatto le associazioni ambientaliste, dopo aver richiesto ed ottenuto il corposo documento. Certo, viene da chiedersi perché nessuno, in Comune, abbia ritenuto in questi mesi di divulgarle…

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