13 Giugno 2010

Basket Trieste: Il crepuscolo degli idoli….quando la “dècadence” triestina tocca il fondo

La Triestina calcio in terza categoria dopo 8 anni di onorata militanza in serie B pone la definitiva pietra tombale sulla “verità”, come la chiamava Nitzsche nell’opera di fine ottocento, che si avvicina alla fine, quella che ha portato alla definitiva “dècadence” sportiva triestina, dopo la pallacanestro, la pallamano, l’hockey.
Purtroppo, parafrasando sempre il filosofo, le “verità” a cui i gestori del mondo sportivo, in primis i politici, hanno venduto alla piazza come “idoli” di carta, nient’altro è che l’andare avanti dopo aver toccato il fondo, dribblando quelli che sono i veri progetti per una crescita incrementale, rimanendo sordi a campanelli d’allarme più volti risuonati in città, spogliandosi della dignità minima per una memoria storica che andrebbe preservata come valore assoluto.

Ma tanto questa città è così, pigra, senza sana “cattiveria” intellettuale, assuefatta ormai alla logica delle iniziative da paesetto di provincia, “andando avanti, voglio dire un passo dopo l’altro più in là della dècadence”. Così che il glorioso passato della Triestina di Nereo Rocco finisce fra i campetti del calderone multiforme della Lega Pro, l’hockey a cinque stelle vissuto in città costretto a chiudere, la pallamano obbligata ogni estate a esporsi a un balletto imbarazzante di rinunce….e la Pallacanestro Trieste?

La Pallacanestro Trieste 2004, paradossalmente, si trova un’occasione più unica che rara (ahimè), naturalmente nel pensiero nuovo di chi fruisce del prodotto basket e non di chi lo governa, cioè quello di fungere da traino per una possibile rivoluzione copernicana sportiva in città. Per le rivoluzioni però ci vogliono uomini coraggiosi e poco inclini alle logiche di potere politico, Matteo Boniciolli poteva essere un “illuminato” ma sembra incastonato nei meccanismi e nelle tempistiche ordinate dai vertici societari.
E’ necessario aspettarsi anche da lui un “alzare la voce”, rompere gli schemi politici anestetizzanti che bloccano la progettualità sportiva, che impongono la data del 15 Giugno come cardine per ripartire (quando le società serie siedono al tavolo di trattativa a marzo-aprile ndr.), che chiudono le porte a qualsiasi ipotesi di inserimento economico di largo respiro. Ricordate uno dei motivi principali chi fecero crollare l’ambizioso progetto Stefanel? Beghe comunali sul Palasport (costruito poco dopo ndr.), in pratica sempre la politica! Riusciremo a far capire che la politica deve solo che essere di supporto allo sport cittadino sentendolo come risorsa e non un mezzo per i sventolare vessilli elettorali?
Ribadisco che l’occasione con l’arrivo di Matteo Boniciolli a Trieste era quella di portare un timoniere capace (e non stereotipato) e pronto a far voltare pagina alla pallacanestro a Trieste; due anni pieni di gestione sembrano aver condizionato anche lui, trascinato nel vuoto immobilismo politico-sportivo, legato senza possibilità di movimento alcuno e soprattutto privato della verve iniziale che lo ha convinto a sposare la causa di “casa sua”.

Trieste deve alzare la voce, le “verità” che cadono dagli alberi sotto un forte vento che soffia non devono essere schiacciate o  bypassate; le verità che dicono che con gli investimenti fatti fino ad ora si poteva tranquillamente essere già in Legadue, le verità che parlano di un percorso improntato sui giovani che abbisogna di tanto lavoro in più, le verità di una classe dirigente incapace di darsi credibilità economica, le verità che nessuno ha cercato con forza realtà imprenditoriali per supportare il progetto, la verità che tanto qualsiasi cosa si dia da digerire al pubblico triestino, venga ingurgitato senza rappresaglie…. sono elementi più che sufficienti a togliere quel tappo alle bocche di chi non ci sta.
La dècadence giuliana può scegliere di invertire la rotta, altrimenti sarà l’ennesimo silenzio-assenso di una eutanasia sportiva.

Raffaele Baldini

5 commenti a Basket Trieste: Il crepuscolo degli idoli….quando la “dècadence” triestina tocca il fondo

  1. ok,
    cosa possiamo fare come singoli cittadini e come bora.la?
    tell us, e lo faremo!

  2. Raffaele ha detto:

    Purtroppo il singolo cittadino ha poco potere, se non quello del voto o della protesta di massa, che non è uso nella nostra città. La stampa in generale è colpevole di assecondare i gestori dello sport triestino, inutile fare i processi alla fine, bisogna farli quando ancora si può salvare la baracca…

  3. ser Paolo ha detto:

    No xe tempo bon per nissun grego.
    E, visto che ghe semo, staremo un poco attenti a parlar del “Kras de Repen” piuttosto che de Monrupino o Rupingrande, come finora go visto prevaler?

  4. Alessio ha detto:

    Coraggio, farete la stessa fine di Gorizia

  5. massimiliano ha detto:

    a mi el Kras me ricorda sempre la più bona ciocolata mai magnada… quando iero picio.

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