5 Giugno 2010

Piano energetico: “La pubblica amministrazione deve fare da garante”

“Tante prospettive aperte, tante strade da intraprendere. Il ruolo della pubblica amministrazione nel Friuli Venezia Giulia deve essere quello di garante, sia considerando gli interessi in gioco sia integrando i diversi punti di vista di tutti gli attori che parteciperanno alle future sfide del settore energetico nella Regione” questo il commento finale di Maria Pia Turinetti Di Priero, del Servizio pianificazione ed energia della Regione, che ha concluso il seminario organizzato da NE Nomisma Energia dal titolo “Energia nel Friuli Venezia Giulia: politica, scenari e strategia” svoltosi in mattinata a Trieste alla Camera di commercio.

L’evento è nato dalla convinzione che pianificatori, operatori del settore ed esperti debbano, a valle del Piano Energetico Regionale, confrontare le proprie strategie ed azioni per contribuire attivamente sia ad orientare le dinamiche del settore energetico del Friuli Venezia Giulia sia a rendere efficace la politica energetica del medesimo piano energetico, valorizzando appieno le peculiarità del territorio e le specificità di protagonisti.

Dopo un saluto iniziale del Presidente della Camera di commercio di Trieste Antonio Paoletti, i lavori sono proseguiti con gli interventi dell’assessore all’Energia e all’Ambiente della Provincia di Trieste Vittorio Zollia, dell’assessore all’Ecologia della Provincia di Udine Stefano Teghil e dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Gorizia Mara Cêrnic che hanno illustrato i punti di forza e le prospettive delle politiche energetiche nelle rispettive province di appartenenza.

E’ seguito un intervento di Elisa Tomasinsig del Ceta (il Centro di Ecologia Teorica e Applicata dell’Area SciencePark di Padriciano) sulle prospettive della generazione di energia da fonti rinnovabili nel Friuli Venezia Giulia sottolineando come i progetti censiti non permettano neanche alla lontana di avvicinarsi agli obiettivi di copertura percentuale fissati per l’Italia in sede comunitaria. Successivamente un contributo su quale potrebbe essere l’impatto del burden-sharing (la ripartizioni tra regioni degli obiettivi nazionali di Kyoto e della direttiva 20-20-20) a cura di Alessandro Bianchi Amministratore Delegato di NE Nomisma Energia e chairman dell’incontro.

La mattinata è proseguita con due tavole rotonde. La prima ha trattato il tema del risparmio energetico ed ha visto susseguirsi tre interventi. Il primo di Francesco Belcastro del FIRE (la Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) che ha sottolineato l’importanza dell’efficienza energetica nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione e abbattimento della CO2 ribadendo il ruolo della Pubblica amministrazione deve avere in questo processo. Il secondo intervento di Massimo Carratù di Acegas Aps ha ribadito l’impegno dell’azienda nel raggiungimento degli obiettivi attribuiti, in primo luogo all’interno del nel territorio servito, auspicando, inoltre, ad un miglioramento dell’attuale fase speculativa del mercato dei certificati bianchi ed illustrando lo scenario che si prospetta in futuro di aumento del valore e del costo dei certificati bianchi sottolineando la necessità di ridefinire delle regole per questo mercato. Infine, l’intervento di Antonio Fonovich della Esco Friuli Venezia Giulia, una delle poche Energy Service Company sul territorio regionale, ha illustrato alcuni degli interventi effettuati direttamente sul territorio.

La seconda tavola rotonda ha affrontato il tema delle nuove infrastrutture energetiche a cui si associano ruoli geopolitici di grande respiro per la Regione unitamente ad impatti micro e macroeconomici di assoluta rilevanza. Il primo intervento di Fabrizio Scaramuzza di Enel Trade ha parlato del ruolo delle merchant lines, le linee di interconnessione elettriche transfrontaliere realizzate e gestite da un operatore in regime di esenzione dall’obbligo di accesso a terzi, con particolare focus sulle due linee che collegano la Slovenia al Friuli Venezia Giulia, di cui Enel sia promotore che azionista, e che potrebbero avere un impatto positivo sul mercato elettrico del territorio in termini di riduzione di costo dell’elettricità. Il secondo, ed ultimo, intervento è stato quello di Ciro Garcia Armesto di Gas Natural che, oltre ad aver passato in rassegna numerosi casi in Europa di rigassificatori collocati in prossimità di grandi città, come nel caso di Barcellona, ha presentato uno studio sugli impatti in termini di economia locale, di macroeconomia, di occupazione e delle opportunità di sviluppo che il futuro rigassificatore di Trieste sarà in grado di garantire alle comunità locali.

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