20 Maggio 2010

Ricette domače: girai e schile fritti

I girai, o ribaltavapori, e le schile sono delle incredibili golosità. C’è poco da dire o da fare. La semplicità, la freschezza (in una frittura!) e la velocità di preparazione sono impagabili.
I girai sono dei pesciolini veramente piccoli, da qui l’ironico soprannome, che vanno semplicemente infarinati e fritti, e una volta serviti si mangiano nella loro interezza; non c’è nulla da scartare, e anche questo è un bel punto a favore. Il loro nome italiano è latterini, mentre in alcune famiglie dove sono presenti dei bambini piccoli, vengono chiamati patatine di mare.
Stesso discorso vale per le altrettanto ghiotte schile, che sono dei gamberetti semi trasparenti, e che vanno infarinati, fritti e mangiati interamente.
Perdonatemi il parallelo ma questa preparazione potrebbe essere un’altra via triestina al fast food nostrano e decisamente più buono e saporito, come anche la porzina.

Veniamo alla semplice e veloce preparazione.

Bisogna lavare le schile e i girai con abbondante acqua fresca. Di solito svolgo questa operazione in uno scola pasta, dove lascio poi il pesce ad asciugare. In ogni caso dopo un po’ è meglio dare un’asciugata aggiuntiva con della carta assorbente, magari con della carta dei sacchetti usati del pane.

Il passo successivo è quello di infarinare i ribaltavapori e le schile. Fatto ciò è sufficiente friggere il nostro pesce in abbondante olio bollente.
Come al solito ho usato olio extravergine d’oliva, basta che non sia troppo aggressivo.

La cottura è abbastanza veloce, diciamo che nel giro di un paio di minuti avete finito la prima buttata. Avvolgete il vostro fritto misto nella solita carta del pane e poi mettete tutto in una terrina. Salate ed ecco che potete servire nei piatti. Portate in tavola il limone da spremere a piacimento. Inoltre vi consiglio un buon vino bianco fresco e secco per accompagnare il vostro pasto, nel mio caso ho bevuto un “Cvetko” di Žerjal.
Per concludere questa ricetta è importante perché con pochi e semplici ingredienti farete rapidamente un pasto indimenticabile, nutriente, economico e saporito.

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7 commenti a Ricette domače: girai e schile fritti

  1. io non riesco assolutamente a friggere il pesce in olio di oliva, vabbè che l’olio d’oliva lo uso solo extravergine, ma lo trovo di gusto sempre troppo deciso per la frittura, per cui friggo rigorosamente in olio d’arachide e mi trovo benissimo.
    Alla “minudaia” però preferisco i sardoni fritti, semplici o impanati.
    (Nessuno ha problemi di dieta? di fegato? di colesterolo?)

  2. Avatar giacomo

    io uso solo extravergine, ovviamente. bisogna scegliere l’olio giusto, ci sono oli dal sapore non troppo forte che vanno benissimo e non sovrastano. e poi l’olio e.v. ha un punto di fumo nettamente più alto degli oli di semi, questo vuol dire che è più stabile e si degrada a temperature più alte. infine ricordo che l’olio e.v. (vero) è di fatto una spremuta di olive, mentre gli oli di semi sono oli raffinati ottenuti mediante procedimenti chimici.

  3. Avatar dani7c3

    Probabilmente varierà con le diverse qualità di olio extravergine ma io sapevo che l’olio di oliva solitamente ha un punto di fumo più basso di quelli di semi e comunque in generale che gli olii raffinati (anche d’oliva) hanno un punto di fumo più alto dei corrispettivi non raffinati.

  4. Avatar Gianluigi Rupel

    per mi olio de oliva solo per insalata e un filin sul pesce alla griglia ma per tutto el resto no grazie

  5. Avatar giacomo cecotti

    L’olio ev ha unpunto di fumo di 210°, l’olio di arachide di 180°, come quello di palma, l’olio di soia a 160°, mais e girasole se ne vanno già a 130°. I dati sono tratti da “Olio e salute” del dottor Renzo Ceccacci. Parliamo solo del vero ev! Ovviamente non raffinato.

  6. Io ne facevo una questione di sapore. Poi bisogna saper friggere.. e per la salute, andarci comunque piano coi fritti, per tanti motivi.

  7. ma schile, se trova ancora? Se sì, dove/come?
    Qualche anno fa iera pien, in Istria. Desso.. no me par più 🙁

    Cmq, voto anche mi per l’oio de oliva!

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