19 Maggio 2010

Esclusiva: il resoconto dell’incontro Gas Natural- imprenditori

L’autore è Carlo Franzosini, biologo marino e componente del Tavolo Tecnico Rigassificatori Trieste

Ho preparato un breve resoconto dell’incontro di ieri sera in CCIAA, al quale ho partecipato in qualità di “industriale”, essendo il legale rappresentante di una società regolarmente iscritta alla confindustria e registrata presso la locale CCIAA. I giorni scorsi mi ero prenotato per telefono (come da istruzioni) e all’arrivo ho trovato il mio nominativo associato a quello della ditta sull’elenco dei partecipanti, controfirmandolo al momento di entrare nella “Sala Verde”.

Sala sovradimensionata (così come il buffet di fine-lavori) per quella trentina di persone che hanno presenziato all’incontro. Gran parte di queste, come il sottoscritto, aveva già idee ben precise sul rapporto rischi/benefici di questo progetto, e le ha palesate durante il dibattito seguito alla presentazione di GN.

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Lo slogan scelto da GN: “Fiducia nello sviluppo”

Introduce Paoletti, poi tutto l’intervento (più di 1 ora) è sviluppato da Ciro Garcia Amesto, che presenta un powerpoint di cui riporto gli appunti che mi sono annotato.

Presentazione del gruppo industriale GN-Fenosa: 19.800 addetti, volume affari di 20.733 milioni €, attivo di 38.133 milioni € (N.d.R. attivo di 38 mila M€ a fronte di un volume d’affari di 20 mila M € ??), presente nell’indice europeo FTSE4GOOD di responsabilità sociale, listato nella “Global reporting initiative”, Gold Class nell’annuario di sostenibilità 2008

Il Gruppo GN aderisce dal 2002 al Global Compact delle Nazioni Unite che ha per obiettivo principale la promozione dell’adesione a principi universali nell’ambito dei diritti umani, delle norme a tutela del lavoro e del rispetto per l’ambiente. Gas Natural SDG figura dal 2002 nell’indice europeo FTSE4GOOD di responsabilità sociale, in cui sono registrate le società europee maggiormente impegnate in questo ambito.

For the first time, GAS NATURAL has been classed as a “Gold Class” company in the Sustainability Yearbook 2008. This publication by Sustainable Asset Management (SAM) in collaboration with the firm PricewaterhouseCoopers includes the top-performing companies in sustainability and corporate responsibility.

GN dispone di una flotta di 13 metaniere, di 3 rigassificatori + 2 in progetto.

La scelta del sito di Trieste-Zaule è basata su criteri di sostenibilità ambientale, sia in genere che per il sito specifico: col gas aumenta l’efficienza nella produzione di elettricità, diminuisce l’emissione di CO2 (dimezzata rispetto ad altri combustibili), la proposta risponderebbe alle ricorrenti “emergenze gas” che in inverno affliggono l’Italia, rappresenta un’apertura del sistema energetico nazionale ad altri Paesi, consente una riduzione nei costi di approvvigionamento essendo più economico – rispetto ai gasdotti – su distanze superiori ai 3.000 km, include la bonifica ambientale del sito a Zaule.

Il sistema è sicuro (in Giappone – 24 rigassificatori – rappresenta il 100% dell’approvvigionamento, in Europa ce ne sono 16, nel mondo 60). Viene illustrato il principio di funzionamento di un rigassificatore: la tecnologia – semplice – è di per sé garanzia contro malfunzionamenti. I serbatoi “full containment” (= cemento + 2 strati di acciaio 9% nichel) sono i più sicuri in assoluto, diversamente da dove vengono proposti i “double containment” (es: in USA, solo doppio strato di acciaio). N.dR: si, ma la nave e le tubazioni ?


Viene confermato l’impiego di “piccole” metaniere da 140.000 m3, pescaggio 12 metri, doppio scafo (come le petroliere, anche sulle metaniere?), 100 metaniere/anno, scaricate attraverso 3 bracci.

Vengono presentati gli studi ambientali DHI (effetti sulla temperatura, posizione dello scarico interna alle dighe): così l’impatto rimane confinato all’interno di un’area già contaminata, il decreto VIA impone i monitoraggi ambientali (… a babbo morto…), la concentrazione del cloro negli scarichi è inferiore ai limiti di legge, non si riscontra il rischio di effetto domino in nessuno dei 2 sensi impianto/altri impianti confinanti (ma dall’esterno verso l’impianto la simulazione rappresentata riguarda solo l’impianto di formaldeide, e l’illustrazione non include la turbogas: cosa succederebbe in una catena di incidenti impianto formaldeide-turbogas-rigassificatore ? Depositi Costieri non viene menzionata).

Si blocca il porto? No, guardate l’esempio di Barcellona, dove il rigassificatore (raddoppiato negli anni ’90) è collocato all’ingresso del canale commerciale (viene presentata una diapo che mostra rigassificatore con nave all’ormeggio perpendicolarmente al canale, e passaggio di un’altra cargo lungo il canale); nel 2006 il porto – con le metaniere in lavoro – ha servito 8.853 navi e movimentato 190.000.000 tons.
Nel 2005 GN, per Zaule, ha ottenuto il NOF dei VV.F e l’Ok della Capitaneria di Porto di TS (è su questo lontano “Ok” che si basa il titolo del Piccolo di martedì “Rigassificatore: nessun intralcio per il traffico navale”) però non si è parlato del dettaglio e tipologia delle limitazioni/restrizioni che potrebbero essere imposte.
Nel corso del dibattito ci sono state domande sull’argomento e la risposta è stata – con riferimento alle restrizioni in vigore a Rovigo – che in area portuale, dove le navi si muovono lentamente e con cautela (“come in un parcheggio”), non c’è bisogno di imporre le stesse cautele di quelle in vigore per un impianto collocato nel bel mezzo di un corridoio di traffico navale (“come in mezzo ad un’autostrada”).

Enfasi sulla “politica della trasparenza” adottata da GN: Garcia Amesto presenta la cronistoria delle domande/pubblicazioni/autorizzazioni fatte, dal 2004 ad oggi. Niente di più di quanto dovuto per legge… Incluso il fatto che è GN a fornire al Min. Ambiente le controdeduzioni alle osservazioni fatte dal pubblico.

Fuochi d’artificio e Pedicchio in visibilio: le ricadute economiche sul territorio. Per la realizzazione dell’impianto (40 mesi di tempo) l’investimento sarà di 550 M€, di cui il 70% speso in loco, pari a 400 M€ per il tessuto produttivo del territorio. Incremento del PIL regionale di 300 M€, 1.5000 posti di lavoro durante la costruzione, 130 M€ di redditi fiscali, gettito IVA aumentato di 1,5 – 2 %.
Opportunità per l’ambiente: 30-40 M€ spesi per le bonifiche ambientali. Si ma a TS cosa è rimasto dalla realizzazione di infrastrutture quali la grande viabilità ? operai sono venuti e se ne sono andati, dormendo in container, mangiando in mensa e mandando i loro soldi a casa. Nessun numero sull’impianto “in esercizio”.

Le conclusioni: GN è un partner affidabile, le criticità ambientali sono state studiate in maniera accurata, la sicurezza è garantita, la bonifica ambientale rappresenta un’opportunità, l’investimento di GN è un motore di sviluppo locale.

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Interventi/domande del pubblico.

Parte della discussione se ne va sull’annosa questione del cloro (sollevata da uno degli astanti, non io), ma quando Garcia Amesto ribadisce che l’effetto è limitato al poco cloro attivo residuo in uscita dallo scarico sbotto e spiego, a tutti, che la questione riguarda la sterilizzazione di tutto il volume d’acqua processato dall’impianto: ben altro !

Interramento dei serbatoi: la risposta è che non si fa più, neanche in Giappone. E comunque la terra contaminata da smaltire sarebbe troppa e saturerebbe le discariche, oltre ad avere costi esorbitanti.
Delle distanze di sicurezza ho riferito prima: quelle di Rovigo non sono ipotizzabili per Zaule.

Uno dei presenti chiede perché continuare a proporre rigassificatori, quando ormai è nota la situazione di sovraccapacità e a Panigaglia, essendo stata negata l’autorizzazione al raddoppio dell’impianto, probabilmente quel rigassificatore chiuderà nel 2013 al termine della concessione.

Una signora anziana menziona uno studio statunitense che riferisce sull’impossibilità di spegnere gli incendi in impianti industriali di GNL. La risposta è che c’è già il NOF dei Vigili del Fuoco.

Cosa è stato fatto dal luglio 2009 (decreto di VIA) ad oggi? GN sta procedendo con la messa a punto del progetto e con la preparazione dei documenti per la Conferenza dei Servizi.

Perché non sono stati interpellati gli Istituti di ricerca presenti a Trieste? Per consuetudine, GN ha interpellato, nella prima fase di studi – quella che ha portato al decreto di VIA – le società con le quali ha consuetudini di lavoro. Nel futuro, per gli approfondimenti, potranno essere consultati anche gli Istitui locali.

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5 commenti a Esclusiva: il resoconto dell’incontro Gas Natural- imprenditori

  1. Avatar dultan

    come sempre…
    …trieste dormi el mar se movi apena…

  2. “operai sono venuti e se ne sono andati, dormendo in container, mangiando in mensa e mandando i loro soldi a casa. Nessun numero sull’impianto “in esercizio”.”

    Interessante, e un segno piutosto palese de ciolta pel fioco.

  3. Per avere i numeri con l’impianto in esercizio basta cliccare sul sito di Gas-Natural.

    Ecco quanto dichiarano: “In fase d’esercizio, il terminale prevede l’impiego di circa 70 addetti in pianta stabile e di circa 320 posti di lavoro derivanti dall’indotto”.

    L.

  4. Avatar Carlo

    @ “numeri con l’impianto in esercizio”
    Carlo, Trieste
    Data
    19/03/2010
    Quesito
    Sulle ricadute occupazionali. La libera circolazione delle persone e l’apertura a livello europeo del mercato del lavoro, oltre al fatto che il proponente dell’impianto è una società privata straniera, mi fanno domandare se esiste una qualche forma di garanzia sul fatto che i posti di lavoro (comunque in numero esiguo) che si verranno a creare andranno a vantaggio dei residenti, piuttosto che di tecnici stranieri già formati dal proponente in altri impianti in giro per il mondo. Non sarà che per la provincia di Trieste rimarranno le “fregole”, cioè poche decine di posti di lavoro nell’indotto per figure professionali di più bassa specializzazione ? Il proponente si è espresso su quanto lavoro, e per quali figure professionali, garantirà a regime per i residenti del nostro territorio ? Se si, tali affermazioni sono vincolanti ?

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