30 Aprile 2010

Una via in memoria di Andrea Pollitzer, industriale triestino del sapone

All’epoca di Carlo VI e di Maria Teresa il sapone si faceva solo con l’olio d’oliva. Trieste era il centro qualitativamente e quantitativamente più importante dell’Adriatico e importava l’olio dalla Dalmazia e dalla Grecia, grazie a una legislazione e a degli incentivi particolarmente mirati. In questo contesto tre generazioni della famiglia Pollitzer, August (1831-1896), Alfred (1861-1940) e soprattutto Andrea (1892-1972) hanno caratterizzato la storia economica e commerciale di Trieste negli ultimi 200 anni.

Nasce su questi presupposti la decisione dell’Amministrazione comunale e della Commissione toponomastica, presieduta dal vicesindaco Paris Lippi, di dedicare il tratto di strada tra il numero civico 73 di via Cologna e via Fabio Severo, alla memoria dell’industriale triestino Andrea Pollitzer.

Questa mattina -in prossimità dell’area dello stabilimento di via Cologna, dove al tempo si producevano fino a 150 quintali di sapone al giorno e lavoravano oltre 125 persone e dove oggi sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo- si è svolta la cerimonia per la nuova intitolazione toponomastica a ricordo di Andrea Pollizer. Alla scopertura della targa viaria sono intervenute autorità locali, con gli assessori comunali Michele Lobianco e Carlo Grilli, Adriana Pollitzer Lepri, figlia di Andrea Pollitzer con i nipoti, il parroco della parrocchia di San Pietro e Paolo don Fabio Ritossa e un foto gruppo di amici, conoscenti e abitanti della zona.

Portando il saluto del sindaco e dell’amministrazione comunale, l’assessore Lobianco ha sottolineato l’importanza di “conservare la memoria di chi ha reso grande la nostra città dandogli lustro”. “Andrea Pollitzer –ha detto ancora Lobianco- è stato un benefattore, un uomo di dedizione e passione, capace di coniugare positivamente il profitto all’umanità, per essere un imprenditore vero”. “Le passioni-concluso l’assessore Lobianco- rendono grandi gli uomini e Andrea Pollitzer è stato un grande uomo”.

“Per me e mio fratello -ha ricordato la figlia Adriana Pollitzer Lepri- papà è stato un ‘taza anime’ che ha Trieste ha dato due cose grandi: lavoro e prestigio e per questo credo gli venga dedicata una strada, punto d’incontro ideale anche per i miei figli e nipoti, segno del nostro legame con la città”.

Un pensiero è venuto anche dal parroco don Fabio Ritossa che ha ricordato come “sul terreno dove sorgeva la fabbrica oggi c’è la chiesa dei Santi Pietro e Paolo: dove c’erano gli operai oggi ci sono i fedeli, dove suonava la sirena oggi suonano le campane”.

Andrea Pollitzer nasce a Trieste in via del Lazzaretto Vecchio. Studia legge e chimica a Vienna. Di ritorno nella sua città natale, affianca il padre Alfred nella conduzione dell’A.D.R.I.A. (Antiche Ditte Riunite Industrie Adriatiche). La ditta era stata fondata nel 1782 da Luigi Chiozza e successivamente rilevata da August Pollitzer (nonno di Andrea). La fabbrica A.D.R.I.A. produceva saponi (solidi, liquidi e in polvere) da toilette, da bucato e per uso industriale, nonché acidi grassi, glicerina e disinfettanti agricoli; era il principale fornitore ed esportatore di sapone nel territorio dell’Impero austro-ungarico. Lo stabilimento, che comprendeva anche un laboratorio chimico, una segheria per gli imballaggi, un refettorio e una biblioteca, era sito in via Cologna e occupava 7000 metri quadrati. Il camino misurava 40 metri (il più alto della Trieste degli anni Trenta). La produzione giornaliera era di 150 quintali: il frutto del lavoro di più di cento operai e venticinque impiegati.

Personaggio poliedrico e cosmopolita, per molti versi antesignano, Andrea Pollitzer è stato anche un fotografo di rilevanza mondiale: a lui è intitolato il Concorso Fotografico Internazionale organizzato annualmente dal Circolo Fotografico Triestino. E’ stato inoltre cultore appassionato di svariate discipline sportive (canoa, sci, canottaggio) e Accademico del Club Alpino Italiano. Ha organizzato tre importanti spedizioni triestine extraeuropee: nel Caucaso (1929), nel Grande Atlante del Marocco (1932) e in Islanda (1935). Il suo diario della spedizione nel Caucaso “Montagne Bianche e Uomini Rossi”, pubblicato nel 1932, resta una straordinaria testimonianza di quelle terre e culture. Andrea Pollitzer ha contribuito a onorare, accrescere e diffondere il nome di Trieste nel mondo.

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