27 Gennaio 2010

“Skocjanske jame in pericolo: tutto il Carso sta diventando un sobborgo di Trieste”

“Accolgo con favore le iniziative a sostegno del parco delle Skocjanske jame, ponendo l’accento sul fatto che la normativa di pianificazione territoriale, sia a livello nazionale che locale, segue il principio dello sviluppo sostenibile del territorio. Il punto è che su questa area del Carso, e nelle immediate vicinanze delle grotte, sono stati progettati numerosi interventi a livello comunale: ciò non rappresenta di per sè un problema, ma tutti i progetti assieme posso invece costituire una minaccia per l’area. Alcuni degli interventi sono già stati attuati, per altri ci sono solo dei progetti”.
Sono le parole del primo ministro Borut Pahor alle interrogazioni che gli sono state presentate relativamente alla situazione di pericolo che sta vivendo il parco delle Skocjanske jame, minacciato dalla costruzione di una nuova zona artigianale, campi da golf, dal passaggio di un oleodotto, dall’ampliamento della rete ferroviaria.
L’appello, che ha dato il via a una serie di interventi trasversali da parte di numerosi parlamentari, è stato lanciato dall’Accademia slovena delle scienze e delle arti, che sottilinea in particolare come “tutto il Carso si stia trasformando in un sobborgo di Trieste”

Riportiamo alcuni stralci del documento:

Nei confronti delle grotte, che rappresentano il nostro unico patrimonio naturale tutelato dall’Unesco, notiamo gravi forme di inquinamento ambientale, di interessi di mercato. Questo può portare al collasso delle risorse idriche, alla perdita dello status di patrimonio naturale mondiale, alla morte dei monumenti naturali e culturali.

L’Accademia ritiene che l’unica soluzione possibile risieda nello sfruttamento sostenibile del Carso, tenendo conto delle sue specificità.

C’è urgente bisogno di un’unica strategia di intervento che faccia da guida a tutte le decisioni da assumere per quanto riguarda il territorio del Carso. Gli interventi di ciascun Comune possono avere ripercussioni negative irreparabili non solo per le zone nelle immediate vicinanze ma per l’intera area del Carso.

Il Carso sta diventando un sobborgo di Trieste. Il dovere del nostro governo, centrale e locale, è di salvaguardare questo paesaggio.

Nell’area carsica le aree urbane devono essere mantenute entro i confini attuali. Deve essere evitato l’ampliamento. I capitali disponibili vanno reindirizzati verso la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e non utilizzato.

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14 commenti a “Skocjanske jame in pericolo: tutto il Carso sta diventando un sobborgo di Trieste”

  1. e mentre a Lubiana ci si interroga del rapporto tra Carso in Slovenia e Trieste,
    a Trieste e a Roma…

  2. Avatar Dario Predonzan

    Qualcuno potrebbe fornire recapiti e riferimenti dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti?
    Magari chi in redazione ha scritto l’articolo qui sopra?

  3. Dogodki in objave

    Stališča
    Slovenska akademija znanosti in umetnosti podpira izjavo akademij o poučevanju evolucijske teorije in izraža skrb glede pouka naravoslovja več »

    D. Predonzan

    Slovenska akademija znanosti in umetnosti
    Novi trg 3
    1000 Ljubljana
    P.P. 323

  4. D. P.

    La prima parte e’ entrata per errore. Chiedo scusa

  5. D. P.

    Ancora questo:

    Telefono: 003861 4706-100
    Fax: 003861 4253-423 e 4253-439 Elektronska pošta: sazu@sazu.si

  6. Per Borut: “tutto il Carso si stia trasformando in un sobborgo di Trieste”

    Tranquillo Borut, xè tutto finto. in realtà xè el set del nuovo film dei registi Menja e Rosoljen che se ciama “Carso Je Nas”. prossimamente al cinema. NAZIONALE ovviamente.
    =)

  7. Avatar annalisaturel

    Dario, il sito dell’Accademia è questo:
    http://www.sazu.si/
    il firmatario della lettera è Marko Mušič

  8. Avatar Dario Predonzan

    Hvala Srečko. Grazie Annalisa Turel.

  9. Avatar Aldo Flego

    Carso sobborgo di Trieste? la parola “sobborgo” non è corretta, anzi, è provocatoria, e non ha senso usarla. Meglio usare il termine “retroterra naturale”, che i Triestini -per primi – dovrebbero tutelare, salvaguardandone cultura e natura.Io già ragiono in termini di AREA, non solo per quella giuliana nella cui costruzione sono impegnato, ma soprattutto transfontaliera (ma anche questo è un termine non corretto, che racchiude il concetto di “fronte”, e fronti non ce ne sono più…). Il confine pesante non esiste più, diamo spazio alla collaborazione e al rispetto reciproco, e pianifichiamo insieme (gli strumenti giuridici europei tipo GECT http://europa.eu/legislation_summaries/agriculture/general_framework/g24235_it.htm
    possiamo usarli da subito, fruendo anche dei relativi finanziamenti) sia la pianificazione e lo sviluppo del territorio sia la tutela delle aree intoccabilii, com’è quella delle Grotte di San Canziano – Skocjanske iame.
    La gente, la politica, le istituzioni amministrative devono pensare più “insieme”, immaginando già oggi che tra dieci anni (spero prima) le cose saranno ben diverse, e si deciderà più a Trieste e Capodistria che a Lubiana e Roma.

  10. Avatar Franz

    e mentre a Lubiana ci si interroga se il ministro dell’ambiente Karl Erjavec si dimetterà entro febbraio ( e non a causa di questa storia => ai politici sloveni non gliene frega niente dell’ambiente.. )
    a Trieste e a Roma ______
    ( l’ultimo parte la condivido)

  11. Avatar paola

    bisognerebbe rivalorizzare il carso perchè ha un grosso potenziale, anche turistico, anche se ormai è diventato una discarica dei peggiori affari dei costruttori.

  12. Avatar Matteo Apollonio

    Vorrei mi fosse spiegato questo concetto Carso sobborgo di Trieste. Forse che la Slovenia non e’ sovrana sul proprio territorio? Non capisco veramente questa affermazione. Se i politici sloveni hanno progettato delle cose in vicinanza di San Canziano, cosa c’entra Trieste? Mumble mumble… non capisco…

  13. Io l’ho inteso così: si continua a costruire, a costruire, tanto che i paesi del Carso diventeranno periferia di Trieste (forse il termine “periferia” sarebbe stato più appopriato). Interpretato così si lega anche all’invito a non costruire e a ristrutturare, piuttosto, l’esistente.

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