7 Gennaio 2010

Sai che pesci pigliare? La guida al consumo critico in pescheria del WWF e dell’AMP Miramare

di Marco Costantini, Diego Manna, Milena Tempesta e Sara Famiani

Il Programma Mare del WWF Italia, in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Miramare, nel 2008 ha dato il via all’operazione “SAI CHE PESCI PIGLIARE?” il cui tema cardine è l’ormai più che necessaria sostenibilità delle nostre scelte di prodotti alimentari derivanti dalla pesca e dall’acquacoltura.
È dagli anni Novanta che stiamo, infatti, assistendo ad un continuo declino della quantità del pescato globale: malgrado una maggiore efficacia di strumenti e attrezzature e una perversa spirale di continui sussidi pubblici, che ha spinto la pesca industriale ad operare sempre più in profondità e in mari mai toccati, il risultato è sempre più magro e la qualità del pesce sempre peggiore, lontana dalle prescrizioni e dal buon senso che prevedono una taglia minima e la protezione delle specie a rischio.
Ma per saper scegliere il pesce “migliore”, quello che non resta sullo stomaco e sulla coscienza, bisogna avere una maggiore conoscenza e non dare per scontate l’origine e la provenienza del prodotto che troviamo in pescheria o sul banco della grande distribuzione.

Proprio a Trieste, nel 2008, la pluriennale esperienza dello staff della Riserva Marina ha costruito un progetto educativo e divulgativo chiamato “Con il mare per il mare”, a cui hanno partecipato 12 scuole cittadine che ha avuto lo scopo, in primis, di “fotografare” il consumo di pesce nella nostra città, e poi di esaminare la composizione del banco pesce di alcune pescherie cittadine che hanno partecipato al progetto, per misurarne la “fish print” imparando a leggere le informazioni contenute nel cartellino. Il progetto ha destato un notevole interesse in campo internazionale, tanto che i biologi della Riserva sono arrivati a presentarlo addirittura in Canada, al World Environmental Education Congress, ed addirittura Mathis Wackernagel, padre del concetto di impronta ecologica, è stato coinvolto nella fase di review.

L’impronta ecologica marina, definita fishprint, è un indice che è stato elaborato a partire dal concetto più generico di impronta ecologica standard, in uso dal 1996, che serve a definire quale impatto hanno le attività umane su un determinato ambiente in termini di consumo di risorse e territorio per la produzione delle materie prime, la loro trasformazione, distribuzione e infine lo smaltimento dei rifiuti a esse collegato.

La fishprint valuta qual è l’impronta lasciata sui mari dall’uomo quando pesca, conserva, distribuisce e consuma le risorse ittiche, tenendo conto che il peso di una specie in un ecosistema dipende dalla sua posizione nella catena alimentare. I consumatori secondari o i grandi predatori (tonni e pesci spada ad esempio), incidono in modo maggiore sull’ecosistema marino, e quindi “allargano” la fishprint, rispetto al consumo di specie di livello trofico inferiore (acciughe, ovvero i “sardoni”, sarde, papaline,…).

I ragazzi delle scuole coinvolte (scuole elementari Venezian (Prosecco), De Amicis (Muggia), Kugy (Opicina), De Tommasini, Pertini, Morpurgo, e scuole medie De Tommasini, Codermatz, Rismondo, Corsi, Brunner e Svevo), con la collaborazione delle pescherie cittadine e della grande distribuzione (Pescheria comunale di Muggia, Pescheria Grassilli, Pescheria Supermercato Bosco, Pescheria Manna Bruno, Pescheria La Barcaccia, Pescheria Poldrugovac Dorina, Pescheria Europesca, Pescheria Tognon Susanna, Supermercati Famila, PAM, Eurospar, COOP) e il prezioso supporto della Confcommercio Trieste, hanno imparato ad analizzato proprio questo: la posizione nella catena alimentare delle specie in vendita, la loro provenienza, il metodo di cattura, di conservazione e distribuzione, tutte informazioni presenti per legge sul cartellino esposto sul bancone.
In media, il livello trofico riscontrato si è attestato attorno al 3, che è il livello occupato dal pesce azzurro, cioè quello dei consumatori secondari che si cibano di plancton. Sarebbe stato 4 o 5 se le nostre pescherie avessero venduto soprattutto tonno e pesce spada che si trovano agli apici della piramide alimentare.
Si è inoltre visto che la provenienza delle specie vendute in pescheria è per più del 50% adriatica e per un ulteriore 20% mediterranea, confermando come il mercato triestino si orienti comunque verso un prodotto locale.
Non è così nel resto d’Italia, dove non è raro trovare sui banchi del mercato dai calamari sudafricani al pesce specchio neozelandese, dal pangasio vietnamita a pesce di pregio proveniente dal Senegal.
Per questo motivo, per aiutare il consumatore italiano a districarsi nella scelta del prodotto del mare, il Programma Mare del WWF Italia e l’Area Marina Protetta Marina di Miramare hanno preparato e messo in distribuzione in tutta Italia una guida tascabile al consumo consapevole dei prodotti del mare denominata “Sai che pesci pigliare?” (scaricabile da questo link), che basandosi su criteri scientifici di disponibilità delle specie in natura, di provenienza dalle zone di pesca, di selettività degli attrezzi da pesca e di impatto sul territorio di origine, individua tre classi di prodotti ittici (una verde, una gialla e una rossa), all’interno delle quali compaiono alcune tra le specie di interesse commerciale più comuni sul territorio nazionale.
Queste liste si offrono come uno strumento pratico ed intuitivo, per il consumatore che vuole acquistare i prodotti della pesca secondo i principi della sostenibilità ambientale: lista rossa per le specie i cui stock sono severamente depauperati, lista gialla per le specie vulnerabili a rischio di eccessivo sfruttamento e lista verde per le specie il cui prelievo è sostenibile per tecniche di pesca e disponibilità di risorse in natura.

bora.la/cibo | Promuovi anche tu la tua pagina

Tag: , , , , .

Un commento a Sai che pesci pigliare? La guida al consumo critico in pescheria del WWF e dell’AMP Miramare

  1. Avatar DaVeTheWaVe ha detto:

    ottima iniziativa. avevo già visto il volantino, molto interessante.
    domanda: il salmone è pesce di acqua dolce o mista, perchè è segnalato come proveniente dall’atlantico/pacifico? lo allevano lì?

    comunque mi a pranzo go magnado sardoni impanài de Gildo. ottimi!
    se pol, vero? =)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.