20 Dicembre 2009

Capodistria: il mercato dei prodotti a km zero

Servizio fotografico di Ivan Doglia

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Ogni giorno feriale a Koper/Capodistria all’inizio di Ukmarjev Trg (Google maps) si svolge il mercato ortofrutticolo della città. Il mercato è decisamente più piccolo di quello di Ljubljana, ma non gli manca nulla, o quasi. Esiste un grande edificio a forma di ferro di cavallo che ospita una serie di negozi, panetterie e pescherie, per lo più rivenditori, mentre la parte esterna comprende delle bancarelle, non tutte sfruttate, dove trovano spazio i rivenditori dei propri prodotti. C’è da dire che il freddo di questi giorni non aiuta né i clienti né i venditori.

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I chioschi vengono occupati a rotazione dagli agricoltori della zona; nella maggioranza dei casi un’azienda agricola viene qua un paio di volte alla settimana, magari tre, non di più. Di conseguenza ogni giorno c’è un certo ricambio e si trovano persone diverse e prodotti diversi.
In più abbiamo incontrato dei produttori dell’area litorale che ogni settimana vanno a vendere anche al mercato di Ljubljana, mentre ce ne sono altri che fanno il percorso inverso.
In generale l’offerta di frutta e verdura stagionale è minore rispetto all’abbondanza della capitale, ma anche qui si trova roba buona e in alcuni casi particolare.
In questi chioschi dominano senza dubbio i radicchi rossi e variegati, ci sono molte varietà di cachi, poi si trovano sedano, cavolfiori, cappucci, broccoli, cavoletti di Bruxelles, rape, mele, pere, crauti, repa (brovada). Insomma esclusivamente prodotti di stagione, con alcune particolarità interessanti.

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Ci siamo soffermati a parlare con una signora anziana (1927) italiana, ma sempre vissuta sotto la Jugoslavia, prima, e la Slovenia adesso, che ci racconta del figlio in Spagna e dei nipoti. Lei vende cavoletti, sedani, radicchio, qualche verza e qualche cappuccio e viene qua da molti, molti anni. La signora ha poca roba quanto a quantità e viene solo il venerdì ed il sabato, ci dice che soprattutto il sabato ci sono diversi triestini a comprare. Ah sì i suoi cavoletti costano 5 € al chilo, mentre nella capitale erano a 6 €.
Un altro signore viene dalla zona di Lubiana e offre crauti, repa, sarme e l’acqua di preparazione dei crauti imbottigliata; fa bene dice, e fa dei gesti inequivocabili che indicano evacuazione.

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Una signora di Kozina vende un po’ di tutto, ma si distingue per le mele e per altre chicche di propria produzione; ha molta frutta essiccata da lei: noci, mele, pere e prugne. Inoltre ci offre un distillato di mele veramente buono e uno slivovitz, che ci assicura aver vinto una qualche medaglia. Poi c’è una ragazza che vende cachi di molte varietà, forme e dimensioni, che ignoravo esistessero.

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Infine una signora vende delle marmellate a base di zucca accoppiate col limone o con le arance, e poi ci offre i cachi secchi, fatti asciugare nel forno a legna, e ci dice che quelli che vendono a Lubiana sono fatti con l’essiccatore elettrico.
Fra le altre offerte del mercato si segnala più di qualche produttore di miele (millefiori, acacia, tiglio, salvia, melata), qualcuno che porta l’olio extravergine da casa e il “solito” distributore di latte fresco con i prezzi in linea con Trieste e Ljubljana (1 € al litro).

Di seguito alcuni esempi di prezzo:

Radicchi nostrani da 3 € a 6 € al chilo.
Carote a 2 € al chilo.
Cavoletti di Bruxelles da 4 a 5 € al chilo.
Cappucci da 0,60 a 0,80 € al chilo.
Rape a 2 € al chilo.
Erbette rosse a 1,50 € al chilo.
Uova fresche 1,50 € per sei pezzi.
Mele a 1 € al chilo.
Noci sgusciate 15 € al chilo.
Distillato di mele 10 € per un litro e mezzo.
Cachi secchi 16 € al chilo.

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