15 Dicembre 2009

Investire in Slovenia, istruzioni per l’uso

Siete un imprenditore e state cercando dove investire i vostri soldi? In qualsiasi paese andiate -– tranne rarissime eccezioni – stenderanno i tappeti rossi al vostro arrivo e cercheranno di convincervi che proprio lì troverete il luogo migliore.

lubianaLa Slovenia presenta per l’investitore italiano degli indubbi vantaggi: è nostro confinante, è già nell’Unione Europea ed ha adottato l’Euro; le lingue sono abbastanza conosciute (anche la nostra), le infrastrutture sono già a buon livello ed in fase di continuo rinnovamento; la qualità delle risorse umane è alta. E gli stipendi medi sono più bassi di quelli italiani di un buon 30%: un operaio non specializzato può arrivare a costare mediamente al suo datore di lavoro meno di 10.000 Euro lordi annui, un ingegnere – a seconda del settore – costa da 25.000 a 45.000 Euro.
La Slovenia poi presenta il vantaggio di essere fra i paesi beneficiari di vari sussidi europei: dal fondo di coesione per le politiche ambientali e infrastrutturali al fondo europeo di sviluppo regionale: chi ha visto lo stato delle strade in Slovenia quindici anni fa ed oggi può avere un’idea dei passi da gigante compiuti dai nostri vicini di casa.
Per invogliare l’investitore straniero, la Slovenia ha messo in campo un’aggressiva politica fiscale e una serie di incentivi di vario tipo, sui quali faremo una breve panoramica.
Incentivi fiscali.
Mentre da noi si discute da anni sul taglio dell’Irpef e dell’Irap, in Slovenia hanno messo in cantiere un abbassamento progressivo delle aliquote fiscali per le persone giuridiche, che si concluderà nel 2010: a partire da quest’anno una qualsiasi persona giuridica pagherà un’imposta sul reddito del 20%. Per avere un termine di paragone, in Italia l’imposta media è del 27,5%, in Austria del 25% e in Germania del 30,18%.
Gli investimenti di capitali in ricerca e sviluppo godono della deduzione del 20% sulla base imponibile, ma questa percentuale può arrivare fino al 40% a seconda della zona del paese nella quale andate ad investire.
Anche le spese per macchinari e impianti godono di un sistema di ammortizzazione più favorevole rispetto all’Italia, in più le perdite registrate in un periodo contabile possono essere distribuite nel 7 anni successivi.

Incentivi finanziari
Le imprese straniere che operano in Slovenia possono chiedere una serie di incentivi, che dipendono dal settore d’impresa, dall’entità della somma investita e dal numero di posti di lavoro creati nei primi tre anni di attività.
Per l’industria, l’investimento non dev’essere inferiore a 1 milione di Euro, creando almeno 25 nuovi posti di lavoro: in tal caso, lo stato concederà all’investitore un incentivo variabile da 2 a 8.000 Euro per ogni nuovo posto di lavoro.
Per i servizi, l’incentivo va da 3 a 11.000 Euro per ogni posto di lavoro (con un minimo di 10), avendo investito almeno 500.000 Euro, mentre se investite almeno 500.000 Euro nei settori ricerca e sviluppo, creando almeno 5 nuovi posti di lavoro in tre anni, l’incentivo andrà da 7.500 a 20.000 Euro.
Il totale degli incentivi non deve comunque superare il 30% dei costi sostenuti: la percentuale può aumentare fino ad arrivare al 50%, a giudizio dell’Agenzia Governativa che sovrintende a tutto il procedimento.
Altri incentivi possono arrivare dai comuni e devono essere negoziati caso per caso. Se siete veramente degli investitori interessanti possono arrivare alla creazione gratuita di collegamenti stradali ed allacciamenti ai servizi, oltre che all’esenzione dalle eventuali tasse locali.

Nonostante tutte le premesse, la Slovenia rimane il paese dell’Europa dell’Est che ha attratto meno investimenti esteri, sia in assoluto che in percentuale. Questo fatto sembrerebbe in contraddizione con quanto detto all’inizio, ed invece non è altro che il risultato di una precisa scelta di politica economica: le principali aziende del paese infatti sono tuttora in mano pubblica. I governi sloveni che si sono succeduti dall’indipendenza (1991) in poi hanno preferito un modello di sviluppo non legato né al liberismo sfrenato, né alla svendita totale ad investitori stranieri delle maggiori imprese locali, soprattutto banche e servizi pubblici. In pratica, quindi, la grande maggioranza degli investimenti diretti stranieri in Slovenia è stata effettuata da società che hanno effettivamente portato in questo paese capitali e posti di lavoro nuovi.

di Luigi Vianelli

Per maggiori informazioni:
Agenzia Pubblica della Repubblica di Slovenia per l’Imprenditorialità e gli Investimenti Esteri (JAPTI)
Galleria Buenos Aires 1
20124 Milano
Telefono: 02.29405910
email: lara.cernetic@japti.si

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