2 Dicembre 2009

Drastico taglio dei fondi regionali per la natura

Il WWF Friuli Venezia Giulia denuncia che nel 2010 la Regione FVG intende ridurre dell’80% gli stanziamenti per aree protette e tutela della biodiversità. Colpendo un settore cruciale, già sottofinanziato.

Le previsioni di spesa per il 2010 collocano i trasferimenti regionali ai – due – parchi regionali sui 630.000 euro per il Parco delle Dolomiti Friulane (che ha potuto godere, dal 1997 al 2009, di un lieve incremento di entrate pubbliche, dal milione di euro iniziale a 1.400.000 euro circa) e sui 570.000 euro per il Parco delle Prealpi Giulie (che nel periodo tra il 1997 e il 2009 è passato dagli iniziali 800.000 euro a 1.140.000). Siamo quindi di fronte a un taglio del 50% compiuto su bilanci comunque esigui.

Per quanto riguarda le altre tipologie di aree protette, le spese previste per il mantenimento del delicatissimo sistema dei prati stabili passano da 110.000 euro a zero. Da 50.000 euro a zero passano anche le spese per studi e attività tecnico-faunistiche, finalizzate, tra l’altro, alla predisposizione del Piano faunistico, strumento strategico per la gestione faunistica regionale. La stazione biologica dell’isola della Cona vede le proprie risorse falcidiate: da 100.000 a 20.000 euro.

30Foto Marta Bolgan

Quanto alle risorse destinate a finanziare le Riserve naturali regionali (piani di conservazione e sviluppo, attività di gestione), ad acquisire al patrimonio regionale biotopi e altre aree di interesse naturalistico, e a svolgere attività rivolte al mantenimento e incremento della biodiversità, alla fruizione didattica del patrimonio naturalistico e alla ricerca, tali risorse passeranno da circa 1.766.000 euro nel 2009 a 130.000 euro nel 2010!!!

Detto in altri termini: viene di fatto smantellata, con una contrazione dell’80% dello stanziamento, la rete di tutela ambientale presente in Friuli Venezia Giulia, già sottodimensionata rispetto alla media nazionale nonostante il fatto che la Regione sia caratterizzata per un verso da modesta pressione antropica e dall’altro da eccezionale biodiversità. Con ciò viene preclusa ogni possibilità di riorientare nella direzione della sostenibilità attività economiche quali l’agricoltura e il turismo, con pesanti ricadute anche occupazionali recentemente lamentate dal presidente del Parco delle Dolomiti Friulane, Martini.
Si pensi al decennale lavoro di promozione delle strutture espositive e didattiche a livello europeo: i centri visite, che dovrebbero richiamare turisti e mettere in moto l’economia locale, dovranno ora essere chiusi!

75Foto Francesco Chiot

Ora, sarà pur vero che la coperta è corta, ma è altrettanto vero che quando la Regione, sia in questa che nella passata legislatura, ha dovuto tirarla, a restare scoperto è sempre stato il sistema di tutela ambientale, che ha già ampiamente dato. Da anni infatti i servizi addetti alla tutela dell’ambiente hanno subito una pesantissima ristrutturazione: la Direzione regionale Parchi e Foreste è stata brutalmente soppressa e il Servizio addetto alla tutela di flora e fauna (e del patrimonio di parchi, riserve, biotopi e siti Natura 2000) è stato assorbito dalla Direzione Agricoltura e quindi subordinato a logiche di tipo produttivistico, ed è stato progressivamente ridotto nella dotazione organica e nelle competenze professionali.
È inoltre almeno da un decennio che la tutela della natura e la difesa del territorio – che già risulta essere il settore di gran lunga e senza paragone meno finanziato della Regione – sono costrette a cedere percentuali rilevanti del proprio stanziamento a settori giudicati di volta in volta più importanti.

Se poi confrontiamo i dati relativi alla politica di tutela della natura con quelli, per dire, dello sviluppo sciistico, meglio comprendiamo la logica sottostante.
La precedente amministrazione regionale, già nel 2006, ha finanziato il piano industriale Promotur SpA 2006-2010 per 200 milioni di euro tramite accantonamento decennale presso la finanziaria regionale Friulia.
Il nuovo esecutivo ha poi, anche recentemente, dichiarato di essere pronto a far fronte ad un investimento di circa 63 milioni per lo sviluppo di Pramollo, non compreso tra i cinque poli Promotur cui il piano industriale si riferisce; visto che ci siamo, ha accantonato, in anni passati, 5 milioni e quattrocento mila euro per la stazione sciistica stazione di Sauris, anch’essa non inclusa tra i poli Promotur, mentre è appena partito, sotto auspici Promotur, ma anche in questo caso in aggiunta al piano industriale, il progetto Mauria Varmost che prevede un intervento pubblico regionale di 13 milioni di euro.

37Foto Francesco Rodda

E quando il Presidente Tondo vanta la capacità del Friuli Venezia Giulia di finanziare opere pubbliche in autonomia, per 2 miliardi di euro, non si capisce quale possa essere il merito, se a farne le spese sono la tutela della natura e la difesa del territorio, in modo particolare dal momento che il 2010 sarà a livello mondiale l’ANNO DELLA BIODIVERSITA’, palesemente a rischio anche nella nostra regione. In tutto questo c’è qualcosa di vetusto e, senza offesa, di culturalmente mediocre.

FONTE: WWF Friuli Venezia Giulia.

Le foto sono state fatte nella Riserva Naturale della Valle Cavanata.

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