27 Novembre 2009

L’amianto? Ma sì, esportiamolo in Kosovo

Trieste E’ di ieri la notizia che il servizio antifrode dell’Ufficio Dogane di Trieste, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha sequestrato nel Punto Franco del Porto Vecchio giuliano circa 14 tonnellate di rifiuti destinati al Kosovo e provenienti da un’importante impresa di costruzioni italiana. Dai primi accertamenti sulla merce, con l’ausilio di analisi mineralogiche effettuate dall’Arpa Fvg, è emerso che parte del carico era costituito da eternit del tipo cemento – amianto.

Denunciati i responsabili del trasporto e dell’impresa di costruzioni all’autorità giudiziaria per violazione alla normativa comunitaria, al Testo unico ambientale e alla norma sulla cessazione dell’impiego di amianto, emanate in materia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
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Un modo alternativo, quello dell’esportazione, per eliminare da casa propria i rifiuti pericolosi, l’amianto in modo particolare. Meno costoso forse di quello di inertizzazione indicato nelle “istruzioni per l’uso” scritte quest’oggi dalla monfalconese Athena Tommasini.

Eppure, proprio oggi – giovedì 27- la Provincia di Trieste ricorda che è possibile fare domanda fino al prossimo 16 dicembre per ottenere un contributo finalizzato “alla rimozione e allo smaltimento di manufatti contenenti amianto, allo scopo di promuovere il risanamento e la salvaguardia ambientale a garanzia della tutela della salute pubblica”. Si legge dal comunicato:

Al bando per la presentazione di domande al fine dell’ottenimento dei finanziamenti, possono accedere i proprietari o affittuari autorizzati dal proprietario, siano essi persone fisiche o giuridiche, di fabbricati e edifici civili, che intendano eliminare materiali contenenti amianto. Gli interventi ammessi a contributo si riferiscono all’asporto di tubazioni, cappe di cucina, lastre di coperture o avvolgimenti isolanti.

Il contributo potrà variare fra il 30 ed il 50% della spesa ammissibile , con un tetto massimo di 2000 € per intervento. Non è prevista,al momento, l’erogazione di contributi per l’attività di incapsulamento/conglobazione di manufatti in cemento amianto.

Per maggiori informazioni: ecologia@provincia.trieste.it tel. 0403798498-463.

Che questa “importante impresa di costruzioni italiana” prima di contattare gli amici kosovari, si sia presa la briga di leggere il bando della Provincia triestina? Che questa stessa impresa “di cui chissà perchè non viene divulgato il nome” nota Dario Predonzan, abbia considerato qualsiasi altro contributo prima di procedere per la via dell’esportazione? Forse la più economica, di sicuro la più illecita.

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2 commenti a L’amianto? Ma sì, esportiamolo in Kosovo

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