6 Novembre 2009

Eurolega: Vitoria sull’Olimpija

Lubiana Solo poche settimane fa gioivamo dell’approdo in bianco verde del fenomeno sloveno Sani Bečirovič. Sembra passata un’eternità, invece siamo appena ad inizio novembre a parlare di una stagione già compromessa, almeno per quanto riguarda l’Eurolega.

Ieri sera si è persa forse l’ultima occasione per ben figurare in questa tornata della competizione continentale. L’Olimpija Ljubljana è stata sconfitta dall’Unicaja Laboral di Vitoria per 76-82, ed ora si trova con un desolante 0-3, ad occupare l’ultimo posto del girone.

La partita è più vivace e scoppiettante della gara contro il Maroussi, difese allegre e attacchi più aperti e divertenti. Dopo i primi minuti di equilibrio Lubiana comincia subito a perdere giri ed il primo quarto finisce 26 a 20 per i baschi. Nella seconda frazione la musica non cambia e i bianco verdi invece di avvicinarsi e rosicchiare qualche punto scivolano sul 43 a 32 dell’intervallo. Notte fonda e pure qualche fischio.

Nel terzo quarto la partita si fa più equilibrata, Lubiana ha un sussulto d’orgoglio, Matt Walsh si sveglia dal torpore della prima parte e comincia a mettere qualche canestro in più. Il divario fra le due squadre si assottiglia e sul finire del terzo quarto siamo sul 52-56. L’ultima e decisiva frazione vede  gli sloveni ben disposti sul parquet, compatti e aggressivi. Protagonisti di questo scorcio sono Matt Walsh, capace di crearsi buoni tiri e Vladimir Golubovič, che viene ben servito sotto le plance dai compagni, e che si fa rispettare dal più quotato Tiago Splitter.

Punto dopo punto l’Olimpija si avvicina, fino ad impattare sul 65 pari grazie ad un canestro più fallo di Uroš Slokar. Riesce quindi addirittura il sorpasso dei bianco verdi grazie ad un lay up di Walsh e ad una tripla di Bavčič. Siamo sul 70-69 mancano pochi minuti e, purtroppo l’ennesimo cedimento. Parziale di 7 a 0 per il Vitoria e occasioni sprecate a ripetizione portano i baschi a vincere per 82 a 76.

Purtroppo protagonista in negativo delle ultime azioni è Sani Bečirovič, fino a lì autore di qualche spunto di classe isolato, ma assolutamente mai entrato in partita. Quando mancano 2 minuti Saniboy sbaglia un sottomano non impossibile, l’azione successiva lascia un’autostrada al diretto avversario che realizza in scioltezza. Non contento poco dopo, proiettato a canestro, si fa stoppare in maniera impietosa e pulita da Tiago Splitter. Un giocatore della sua classe deve sobbarcarsi la squadra nei minuti finali e prendersi le proprie responsabilità, e può anche fallire, ma non può assolutamente assentarsi per il resto dell’incontro. Sembra che Sani non si sia integrato nei meccanismi dell’Olimpjia, e sinceramente anche fisicamente appare giù di tono, incapace di costruirsi un qualunque tiro facile e di imporsi sul diretto avversario. Un vero peccato, anche perché le uniche note positive arrivano da Matt Walsh, che ad onor del vero è mortifero per iniziativa personale, non come risultato di una tattica o di uno schema della squadra. Altra nota è l’inizio di Gašper Vidmar, veramente mortifero all’inizio con otto punti, praticamente filati, e poi letteralmente inghiottito dalla panchina.

E così la montagna da scalare si alza, bisognerà vincere anche in trasferta per sperare o almeno per impaurire qualcuno. E aspettare il ritorno di Vlado Ilievski; ma basterà? Difficile.

sani

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