28 Ottobre 2009

Etnoblog, il circolo culturale, via da Cavana: lasciateci in pace. Se pol?

etnoblog

Riceviamo da Etnoblog:

E’ finita alla grande la stagione estiva di Etnoblog, ospite del Consorzio Ausonia nel sito di Riva Traiana, in fondo alle rive, fuori dalla movida cittadina, lontani dalle orecchie di chi la mattina lavora e vuole riposare. Lontani dalle polemiche del centro città, lontani (ma non troppo) dalla storica sede di via Madonna del Mare.

Tutti si stanno chiedendo “Ma che fine ha fatto il CIRCOLO Etnoblog?”. Beh … la risposta è molto semplice : siamo stati costretti ad andare via dalla zona di Cavana. Si sono rivelati poi irrisolvibili i problemi creati dal vociare della gente rimasta fuori dal circolo a causa dei ripetuti “SOLD OUT” dello scorso inverno, e per non appesantire la già difficile situazione dell’aggregazione giovanile in cittàvecchia, abbiamo scelto di trasferirci in una nuova location, pronta nelle prossime settimane, un po’ fuori dalla zona di Piazza Unità, ma di certo più discreta per ciò che riguarda il “disturbo” della quiete pubblica.

Ottobre è stato un mese significativo per noi. […] Strapienone, dancefloor colmo di energia, sudore e sfiletttate beat a tutta potenza. Un successone. […]

E ora ?? Il nuovo posto ci attende, i progetti per la ristrutturazione sono già stati approvati, i lavori stanno cominciando, la programmazione è già in via di definizione e gli ospiti chiamati per la prima tranche di stagione lasceranno tutti a bocca aperta. Ritorneranno le care “vecchie” tessere, Etnoblog riavrà una sede, per poter continuare in piena (come sempre!) i propri progetti di Cultura del Divertimento / Aggregazione Giovanile / Recupero sociale di personale proveniente da situazioni di svantaggio / Creazione di posti di lavoro (sono oltre 150 le persone che hanno collaborato con Etnoblog in tutto il 2009). Una sola è la nostra richiesta : lasciateci in pace! Se pol ? Secondo noi, SI’ !

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19 commenti a Etnoblog, il circolo culturale, via da Cavana: lasciateci in pace. Se pol?

  1. Avatar Richi ha detto:

    I bagagli dovrebbero farli magari tutti quegli arricchiti lamentosi che pretendono di stare nel pieno centro di una citta’ di 250.000 abitanti, tenendosi tutti i comfort e i lussi che comporta la cosa, esigendo al tempo stesso la quiete notturna di una frazione carsica.

  2. Avatar cagoia ha detto:

    In via madonna del mare no me par che ghe sia villoni de lusso de gente iper-arrichida.
    El riposo xe un dirito primario che va salvaguardado più del dirito de divertirse.

    E conosso diversi che diseva la stessa roba fin quando qualchedun no ga comincià a far casin de note soto ale loro finestre.

  3. Avatar Ellegi ha detto:

    Finalmente qualcuno si sveglia e fa qualcosa e gli rompono gli zebedei. Che città

  4. Avatar Richi ha detto:

    Cagoia, mi capisso el diritto al riposo, ma con ‘sto diritto al riposo vivemo da decenni in un enorme ospizio.

    Mi vivevo in periferia, al primo pian de un appartamento con sotto -se fazevo un buso iero sul bancon- un bar e una strada tacada (pensa che cul). Posso assicurarte che nonostante la clientela fossi rumorosetta e a volte tiratardi, se un xe stanco che ga lavora’ duro el crolla come un sasso.

    Bisognassi trovar un compromesso anziche’ serar locai e basta. Ripeto: non se pol voler viver nel centro citta’ de un posto de tali dimensioni e pretender la tranquillita’ de San Pelagio dopo le nove e mezza de sera.
    Posso assicurarte che go visto paesetti in Lazio e in Spagna che iera venti volte piu’ pici de TS e gaveva al confronto una vita notturna de cagarse. Pensemoghe.

  5. Avatar massimiliano ha detto:

    trieste mi sembra una città sin troppo brulicante in tarda serata e per l’intero arco della notte soprattutto nella zona attorno a cavana e p.zza unità. non manca il divertimento ed i luoghi a ciò consoni. ovvio che c’è il problema del casotto verso chi abita in tali zone.
    ma vogliamo ritornare a 10-20 anni fa, con le serrande dei locali mezze abbassate, scopa d’ordinanza e odore di varechina?? quando x far pipì dopo le nove de sera bisognava andar nei baretti schifosi de barriera o in stazion??

  6. Avatar Ellegi ha detto:

    Ma Trieste dove brulica?

  7. Avatar effebi ha detto:

    …ripetuti “SOLD OUT”
    …nuova location
    …dancefloor
    …sfiletttate beat

    🙂 e qua se azzuffemo per el sloven, el friulan, el resian… ahh de morir de rider…

  8. Avatar effebi ha detto:

    @richi
    “I bagagli dovrebbero farli magari tutti quegli arricchiti lamentosi che pretendono di stare nel pieno centro di una citta’ tenendosi tutti i comfort e i lussi che comporta la cosa…”

    ma si !! m a z e m o l i !!!! chissenefrega !

  9. Avatar massimiliano ha detto:

    fatti un giro da urbanis alla sera…

  10. Avatar massimiliano ha detto:

    iera x ellegi…

  11. Avatar effebi ha detto:

    posso confermar che da quando iero mulo mi adesso trieste “brulica” (magari ai miei tempi)
    se inveze volemo ad ogni canton gruppi de bonghisti confermo che ancora trieste in questo “xe indrio”

    qualchidun ga dito che “Bisognassi trovar un compromesso…” bene, basta verzer i locai più vivaci e rumorosi dove no se ghe rompi le bale ala gente (e posti ghe ne xe, ma no in corso italia, sicuro…)

  12. Avatar massimiliano ha detto:

    una conferma del fatto che adesso Trieste brulica arriva dalla chiusura del “California Inn” (diventerà una pizzeria…). locale dove 20 e più anni fa si andava alla sera a bere qualcosa dopo le fatidiche ore ventuno (dato che in centro iera una disperazion…). oggi come oggi, andare fino a barcola x un aperitivo o un cocktail, muovere l’auto, rischiare autovelox e alcool test.. ma chi te lo fa fare se in centro hai almeno una ventina (se non più) di locali che ti offrono ciò che vuoi? (all’aperto e al chiuso)…

  13. Avatar cagoia ha detto:

    @ Richi28
    “mi capisso el diritto al riposo, ma con ’sto diritto al riposo vivemo da decenni in un enorme ospizio.”

    Ospizio?? Ara che xe anche quei che de matina lavora (e questi no xe veci) e magari ga de alzarse ale 6 e no ga voia de sentir casin fina ale 2 de note soto le finestre.

  14. Avatar massimiliano ha detto:

    concordo con cagoia: ala pezo, el secio de pipì xe una soluzion…

  15. Avatar Ivan ha detto:

    Secondo mi xe delle regole che va rispettade. Se xe casin insostenibile dopo una certa ora, questo no xe giustificabile. Dopodiche’ l’idea che sia un diritto acquisido e intocabile decider su chi voler o no voler sotto/vicin/sora casa me sembra solo aroganza e egoismo.

  16. Avatar Matteo Apollonio ha detto:

    Ma non me xe’ chiara la soluzion pei arricchidi che vivi in centro. Bisogna per forza gaver la pila per viver in centro? In piu’ dove i ga de andar a viver? 🙂

  17. Avatar Richi ha detto:

    Orca cio’, go sollevado un piccolo vespaio…

  18. Avatar Richi ha detto:

    Comunque muli, per rivar a noi, la MIA idea (che pol esser una monada e quasi sicuro per molti de voi lo xe), xe che tutta ‘sta gente che reclama el diritto al riposo -ne go avudo a che far- xe un 90 per cento de pensionati e gente che ga tempo de perder (difficile che un che sgoba in cantier perdi tempo a scriver a Segnalazioni, al sindaco o fondar comitati perche’ “qua-la-gente-dormi”). Sbagliero’, ma xe la mia esperienza.

    Quanto alla mia critica su certa gente…..se te vivi a ridosso de Piazza Unita’, i prezzi xe tendenzialmente piu’ alti che a Borgo, Valmaura o Servola.
    Te ga molte piu’ comodita’ senza dubbio: ergo te dovessi farte el tuo calcoletto che in una citta’ de 250.000 persone OVVIAMENTE non te pol trovar la tranquillita’ acustica de una valle alpina. Me par concetti facili, miga go ditto de verzer coffee-shop e puttanai in ogni canton.

  19. Avatar arlon ha detto:

    Dando per scontado che gente che ziga come danai (bastanza raro a Trieste) o completamente sonadi no xe tollerabili, la vedo esatamente come Richi.

    In qualsiasi caso questi sonadi va multadi per schiamazzi, no vedo cos’ che ghe entri el paron del local (questo ultimo punto xe una usanza tuta triestina).

    Se dopo el casin vien da dentro del local, là xe diverso. Esisti dei limiti de lege, e al giorno d’ogi insonorizar no ga costi imposibili.

    Tuto questo, tignindo sempre inamente i discorsi del tuto evidenti de Richi.

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