12 Ottobre 2009

“La vignetta è una violazione clamorosa ed esplicita”

Non è chiuso l’affaire vignette. Mentre la Commissione Europea sta per revocare il procedimento di infrazione contro Ljubljana, il Comune di Trieste ha incaricato l’avvocato Paolo Sardos Albertini di studiare il caso dal punto di vista giuridico. Albertini, noto nazionalista italiano, crede che ci si possa appellare alla legislazione del Trattato di Osimo per permettere a chi vive sul confine italiano di non pagare la ‘vinjeta’.

La vicenda ha inizio il 1 luglio del 2008 quando la Slovenia impone l’obbligo di applicare dei bollini ai parabrezza delle auto che percorrono le autostrade o le strade a scorrimento veloce della Repubblica. Un anno dopo, il 1 luglio 2009, le tariffe sono ritoccate al rialzo: 15 euro per il lasciapassare settimanale, 30 euro per quello mensile e 95 per l’annuale. Per le moto le cifre vanno dimezzate. Continuando sui numeri, sarebbero circa 80 milioni gli euro finiti nella cassa della Dars – la società che gestisce le autostrade slovene – grazie alle multe inflitte ai trasgressori.

Secondo l’avvocato Albertini, intervistato il 1 ottobre da Radio Punto Zero, la vignetta “è una violazione clamorosa e esplicita”. Il riferimento è a due princìpi in particolare.
In primis l’agevolazione della libera circolazione tra le popolazioni di quest’area che, a detta dell’avvocato, sarebbe stata prevista da Italia e Jugoslavia tramite degli accordi, rispetto ai quali è subentrata la Repubblica Slovena. Quest’ultima aveva negato la presenza nel Trattato di Osimo di dettami specifici. “Non si tratta di individuare una norma specifica che dica è vietata la vignetta o che dica è vietato il pedaggio – spiega, invece, l’avvocato Alberti, aggiungendo – bisogna considerare il sistema normativo che prevede un trattamento di favore per la circolazione delle persone residenti in quest’area”. Nell’accordo economico, allegato al trattato di Osimo, si confermerebbe un regime di comunicazione delle merci e delle persone, già costituitosi con la firma della pace e il successivo memorandum d’intesa del 1954. Da allora, nel rapporto tra i due governi confinanti si sarebbe evitato di procedere a misure unilaterali, almeno fino al caso delle famigerate vignette. “Concretamente questo favore alla circolazione ha trovato applicazione nel collegamento dell’autostrada Trieste-Venezia con i punti confinari” spiega ancora Alberti, adducendo come “vi sia una disposizione esplicita da parte del governo italiana che non prevede pedaggi per questo collegamento”. E di fatto, la grande viabilità triestina non prevede costi per i vicini sloveni.

Il secondo principio trascurato da Lubiana sarebbe quello della reciprocità, presente nel successivo accordo bilaterale di Udine. “Se l’Italia non ha applicato il pedaggio, la Slovenia dovrebbe fare altrettanto” afferma Alberti, indicando nell’aumento delle tariffe un atto “nel segno dell’antipatia che dovrebbe essere dominio dei singoli e non di uno Stato”.
Non si tratta di una questione di soli quattrini, conclude l’avvocato incaricato dal Comune. “Ho avuto la percezione che questa vicenda sia percepita come un comportamento che, combinando arroganza e ingiustizia, va ad inclinare i buoni rapporti tra Italia e Slovenia”.

Uno spiraglio risolutorio è sembrato aprirsi pochi giorni fa, quando il segretario di Stato sloveno, in una missiva di risposta indirizzata alla presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, ha dichiarato: “Stiamo attualmente valutando la possibilità menzionata nella Sua nota, al fine di garantire anche alla popolazione residente nella Provincia di Trieste il transito gratuito sul determinato territorio della Repubblica di Slovenia secondo i principi di reciprocità». Ma, proprio oggi (lunedì 12 ottobre) il Piccolo riferedosi a delle indiscrezioni trapelate dalla Commissione trasporti di Bruxelles, anticipa una probabile chiusura del provvedimento nei confronti di Ljubljana. Il che significherebbe il mantenimento dello status quo sulle vignette e la fine della retorica sulla reciprocità.

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14 commenti a “La vignetta è una violazione clamorosa ed esplicita”

  1. Avatar Italo

    Io mi chiedo almeno fosse un’autostrada vera con corsia d’emergenza verso Lubiana! Avrebbe un senso. Da Rabuiese è una normale strada urbana a scorrimento veloce poichè non c’è una strada alternativa a due corsie….e non dite quella dietro al benzinaio e bla bla bla.Allora la Grande Viabilità Triestina cosa è?
    Si potrebbe metterla a pagamento,ma si tornerebbe dappiedi alla Santa Croce cioè Trieste sarebbe nuovamente congestionata dal traffico e gli sloveni sanno bene questo e giocano con il cortello dalla parte del manico.
    Mi dispiace dirlo,ma si comportano scorrettamente perchè basterebbe esentare tutti fino a Capodistria e poi mettere il bollino obbligatorio così includono tutti i turisti che vanno in Istria e non ci perdono tanto e decongestionerebbero tutto il traffico su Plavia Montedoro,Bertocchi,Decani ecc……
    Così si sono creati i presupposti per ripicche future da parte di Trieste qualora si presentassero occasioni nei riguardi della Slovenia e non è certo questo lo spirito di collaborazione europeo

  2. Avatar toro seduto

    Italo,

    ripicche ci sono gia’ da anni. Quando ci sono problemi al valico di Pesek, la polizia italiana manda i turisti a Fiume via Postumia. Come? Semplice: al bivio tra la autostrada per Trieste e il raccordo per Fernetti, c’e’ un cartello stradale, abitualmente coperto da uno straccio, che quando fa comodo, viene scoperto. Cosi’ il traffico internazionale proveniente dall’Italia per Fiume viene deviato sull’autostrada per Lubiana. E nessuno chiede alla Slovenia, se e’ d’accordo…

  3. Avatar Italo

    Ma che dici? Ammesso che sia vero Lubiana ci guadagna i bollini mentre per Pesek di Grozzana vai a Fiume senza bollini. Demo avanti dei!

  4. Avatar jacum

    mi rimango sempre alibido davanti a ste questioni.

    ma perché no dovesimo pagar la vignette?
    ma chi cazzo credemo de eser de pretender de voler dala slovenia l’exenzion del pagamento dela vigneta?????

    ma semo impazidi!!

    @italo

    per l’italia te pol dir e pretender quel che te credi parché te son talian, ma per la slovenia te pol solo che sperar senza inveir de cosa lori pol decider dele loro robe.

    e no misciar col rigasifigador che sta su un altro livel…

    in italia se paga l’autostrada…e salata!

    in austria te paghi l’autostrada
    in slovenia te pagherá l’autostrada.

    se no te vol pagar parché te ruga, alora ciolte el tomtom e no cior l’autostrada.

    ndemo vanti dei! e no ste a gaver pretexe fora del normale!!

  5. Avatar effebi

    autostrada je autostrada… caro jacum.
    strada a scorrimento veloce xe altro

  6. Avatar Mauro Franza

    Italo, guarda che per avere il tratto gratis da Monfalcone a Trieste hanno aumentato il prezzo del tratto Venezia-Monfalcone.

    Vedremo le reazioni dei triestini ora che il tratto Monfalcone-Venezia raddoppierà per pagare la terza corsia “che ghe servi solo ai furlani”

  7. Avatar effebi

    dal sito dell’Unione degli Istriani:

    Il presidente Lacota chiederà al Ministero degli Esteri una verifica sulla questione delle vignette autostradali slovene

    Alla riunione del tavolo tecnico di domani, presieduta dal Sottosegretario agli Esteri sen. Alfredo Mantica, convocata alla Farnesina per discutere sugli accordi di Roma del 1983, su indennizzi e beni in libera disponibilità, l’Unione degli Istriani presenterà anche un dettagliato dossier relativo all’annosa questione delle vignette autostradali slovene.

    Il presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota sottoporrà al Sottosegretario Mantica un dossier sul tema delle vignette, richiedendo un intervento di verifica da parte del Ministero degli Esteri anche a seguito dei recenti sviluppi e degli interventi delle istituzioni e delle recenti prese di posizione del Commissario Tajani in merito alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti della Slovenia.

    “E’ necessario che il Ministero degli Esteri prenda conoscenza della questione nelle sue esatte proporzioni e si attivi per una verifica sotto il profilo giuridico per quanto riguarda le zone transfrontaliere”, ha precisato Lacota, “unitamente alle possibilità concrete di trovare delle soluzioni che consentano ai cittadini italiani residenti nelle zone in prossimità del confine di utilizzare le infrastrutture viarie senza penalizzazioni, come prevedono precise norme internazionali in vigore”.

  8. Avatar jacum

    me vien solo de rider a leger comenti come de Effebi, senza ofexa xe ovio, ma proprio no rivo a capir! saró mi mona….

    e continuo a sostener che sti istriani ga e sta rovinando trieste!

  9. manco mal che mi vado a Fiume……
    il problema non è la vignetta sulla rete autostradale slovena ,mi va bene ,a quella elvetica e a quella austriaca sono abituato da anni e anni…..io contesto l’equiparazione della tangenziale di capodistria a sede autostradale.

  10. Avatar rezbar

    Ma sta gente no ga altro de far che perderse in ste monade? La Slovenia xè uno stato sovrano e come tale ga diritto de far quel che vol delle loro strade. Me par che ne la Slovenia ne nissun altro Paese ex Yugo ga mai protestà de dover pagar el pedaggio per andar al Mercatone… eppur ghe va ancora un casin de gente.
    Se i Triestini (perchè solo quei se lamenta e nianche tuti) i vol andar in Slovenia che i paghi. O sennò che i vadi per le strade secondarie come i ga fato prima che i costruissi l’autostrada in Slovenia. E no stemo parlar monade su che tipo de strada o autostrada xè . In Italia te trovi de pezo. E la “Grande Viabilità Triestina” xè pezo del toco de autostrata da Skofije a Koper.
    Posso esser d’accordo sul prezzo della vignetta, che podessi essere più basso. Magari eliminando tutti quei controlli (uomini e mezzi) che i metti agli ingressi in Slovenia. Ma no so se gavè mai fato caso che sti controli xè solo ai ingressi dall’Italia… Se te rivi dalla Croazia no ghe xè… Mah…
    E perchè no se lamentemo dei Croati? Che i te fa pagar 5 kune subito pena te entri in Croazia. E no te pol nianche andar fora dell’autostrada.

  11. Avatar Tojo

    Se propio vero che sti Istriani i rovina Trieste con le loro pretese.La Slovenia ga deciso de far pagar strade e autostrade e la lo pol far perchè se casa sua come lo ga fato l’Austria.L’odio raziale contro i Sloveni se sempre che rumina sotto, no sè ne Dii ne santi che tegni. L’unica roba che i podesi far, se sbasar un poco le tariffe per ste viniete, almeno per i residenti dela provincia de Trieste e Gorizia.

  12. Avatar Oblivion

    La tesi che il Trattato di Osimo prevede la libera circolazione intesa senza pedaggi autostradali è una invenzione.
    A richiamare l’impegno sul Trattato, quell’avvocato rischia di sentirsi rispondere che la Zona Industriale Mista sul Carso a cavallo del confine – quella si prevista dal Trattato – non si è mai fatta a causa della nascita del Melone a Trieste. Lista che è nata proprio in opposizione al Trattato. Ed è perciò l’Italia per prima a non aver rispettato “in toto” i patti.

  13. Avatar massimiliano

    si tratta semplicemente di una normale negoziazione. nel senso che la proposta slovena la si conosce, ora sta ai paesi confinanti formulare una controproposta in termini economici di costo della vignetta. (rientra nei normali rapporti transfrontalieri dato che si parla di comunità europea…). ma se invece di pensare in concreto si preferisce invocare tricolori, meloni, italianità, osimanti e palle varie, è chiaro che la cosa verrà attuata unilateralmente…

  14. Avatar Giuseppe

    Ho voluto fare un giretto a Lubiana da turista disinformato (sono italiano e risiedo a Milano). Non ho visto alcun particolare segnale prima della barriera autostradale in entrata in territorio sloveno, ma ho cercato il tiket d’ingresso su una torretta autostradale. Un poliziotto mi fa cenno di entrare. Mi chiede patente e libretto che non mollerà finchè non pago Euro 165. Mi fotografano anche automezzo e passeggero. Ho dovuto pagare senza scelta di tornarmene indietro. In Svizzera, che non fa parte di questa “famiglia allargata”, non sei automaticamente in multa alla frontiera, ma puoi pagare senza sentirti “prigioniero di un altro stato”. E’ il metodo che non va.

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