10 Ottobre 2009

Parco del Mare: niente di nuovo, ma ne parliamo

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Si torna a parlare di Parco del Mare! Il Comitato ha approfittato dell’atmosfera marinaresca della Barcolana per convocare un incontro informale “sotto le stelle” per spiegare ai trenta presenti cos’è il Parco del Mare e che benefici potrà portare. Citiamo Paolo Rovis, che ha ricordato come, durante l’anno, si sia parlato del Parco del Mare «spesso a sproposito». Ospiti Piero Camber, Paolo Rovis, Walter Godina e Maurizio Spoto (direttore della riserva marina di Miramare, in sostituzione dell’annunciato Vittorio Torbianelli). Davvero, niente di nuovo, se non la rivelazione che quello del Parco del Mare sarà «l’acquario della scienza» (così Spoto): non ve l’aspettavate, eh? Tre i fronti: conservazione delle specie, educazione al rispetto della fauna marina e l’immancabile «ricerca». Precisa Spoto lapalissianamente: «Non possiamo sposare posizioni totalmente animaliste»; già, se no i pesci li dovrebbero buttare a mare. Garantisce però che il prelievo di ogni esemplare farà aumentare l’attenzione verso le centinaia in libertà, giacché questa struttura – che dovrà essere stimolante anche dal punto di vista architettonico – attrarrà il cosiddetto turismo didattico e quello – «un po’ di nicchia», ammette – dei subacquei.
A proposito di turismo, Rovis ha aggiornato sui flussi: +8% del 2008 e +12,8% tra gennaio ed agosto 2009. Trieste è «probabilmente l’unica città in Italia» a veder crescere il settore in tempo di vacche magre (nel 2008 Venezia –13%). Per la prima volta a memoria d’uomo, della gente ha pianificato di venire in ferie proprio a Trieste, soggiornando in città anche per cinque notti, anziché capitarci da Grado o dall’Istria in un giorno di pioggia. Il Parco del Mare dunque cadrebbe «su un campo già arato». L’abbiamo già sentito definire «un’infrastruttura turistica», tant’è che 40 dei 50 milioni d’investimento dovrebbero venire dalle casse pubbliche, gli altri 10 dalla Fondazione CRT, per il magazzino vini. Camber e Rovis hanno richiamato i numeri di Ravidà: fino a 900.000 arrivi (sui pernottamenti non si fanno previsioni).
Il dibattito ha avuto quale perno, ovviamente, il ruolo del turismo per la città. Godina, pur contento delle cifre, ha rotto gli indugi chiarendo che non è possibile scommettere solo sul turismo: nemmeno il Parco del Mare potrebbe costituire un’attrazione in grado di richiamare pubblico. Un’economia legata solo ai servizi è per altro incapace di reagire alla crisi economica, perché impossibilitata a creare indotto. Comunque tutti d’accordo, neanche Rovis si sogna una cosa del genere: Trieste, a suo dire, deve puntare al 15-20% dell’incidenza del turismo sul Pil. Il dato nazionale è all’11%. Il Pil triestino è peraltro falsato dalla presenza in città di Generali ed Allianz. Ci siam fatti soffiare anche la Stock, e non c’è troppo da stupirsi, vista la difficoltà nei collegamenti aerei e ferroviari con il resto del mondo. Qualche passo avanti è stato fatto solo per il trasporto su gomma, con il passante di Mestre e la Grande Viabilità (Camber – che il correttore di Word acconcia in Camper – ha aggiunto anche le Rive).
Tant’è. Il Comune ha votato ad ampia maggioranza (astensione del Pd) il piano d’indirizzo. È chiaro, come ha ricordato Godina, che una volta che verrà fatto lo stanziamento (€ 50.000.000), non si potrà tornare indietro. Il bilancio della Regione tuttavia segnala –700.000 € di entrate. Un buon inizio, non c’è che dire.

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4 commenti a Parco del Mare: niente di nuovo, ma ne parliamo

  1. Avatar Matteo Apollonio

    Coccolissimi, tutti.

  2. Avatar Marcus

    Infatti veramente coccoli. Ma no go capi che Word che correge Camber in Camper?

  3. Avatar maria

    l’annunciato Torbianelli è stato defenestrato dall’incontro per ordini superiori. Pare sappia infilare 4 parole sensate una di seguito all’altra, cosa che rischiava di far tremare il deretano a qualcuno degli ospiti (tutti?)

  4. Pingback: Parco del Mare@Finanziaria: Dio no xè furlan. Tondo sì | Bora.La

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