28 Settembre 2009

“Foibe rosse”, si alza il sipario sulla storia di Norma Cossetto

“Foibe rosse. Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943”. E’ lo spettacolo teatrale che andrà in scena sabato 3 ottobre, alle 20.30, al Kulturni dom di via Brass nell’ambito della rassegna “Castello di Gorizia”.
Si tratta della storia della studentessa istriana Norma Cossetto, che frequentò anche il Liceo Classico di Gorizia, portata alla luce e narrata dallo scrittore e storico Frediano Sessi, nel suo libro “Foibe rosse”. Figlia del podestà e studentessa al quarto anno di lettere e filosofia all’Università di Padova, Norma Cossetto fu gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. Aveva 23 anni ed era una ragazza normale con una vita tranquilla, ma nonostante la sua innocenza non fu risparmiata dai partigiani titini. Quella di Norma diventa, quindi, una storia simbolo delle numerosissime vittime delle foibe cui solo recentemente la storia ha restituito la dignità della memoria.

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37 commenti a “Foibe rosse”, si alza il sipario sulla storia di Norma Cossetto

  1. Avatar jacum

    tremenda storia che servi a farne capir quanto l’omo sia pezo dela bestia!

    dato che xe una storia tristissima e violenta nei contenuti no ciogo spunto per far polemica…

  2. Avatar matia

    heh,la storia e al quanto diversa!naturalmente
    la ragazza non meritava la morte.
    ma questo e avenuto dopo il 8 settembre 1943,o come noi in istria diciamo quando e ccaduta italia.la vita di un fasicsta dichiarato valeva pocco in tutta italia li dove il popolo e insorto.e norma era una fascista convinta e orgiogliosa,capo della gioventu fascista d istria.un altro fatto e che il cognome cossetto non e di origine sarda,ma un cognome crotato italianizato.essere in quel momento in istria, fascista di origini croate era la combinazione peggiore.
    purtroppo la crudele verita e che in quel tempo la gente non veniva ucisa perche erano italiani,ma invece e stata giustiziata perche non era italiana(anche se loro volevano essere italiani)
    e questo e facile verificare,se qualcuno e stato giustificato senca grosse colpe o in maniera crudele,basta guardare loro cogniome.
    per esempio nella prima testimonianza di graziano udovissi(udovičić) che era sopravisuto al infoibamento testimoniava che dopo che la x mas in pola si e aresa,dalla sua unita sono prelevati quelli che avevano i cognomi di origine croata.e solo loro sono stati giustiziati!

  3. @ Matia.

    1. E’ falso che Norma Cossetto fosse “capo della gioventù fascista dell’Istria”. Questa è una balla messa in giro recentemente da una serie di fantasiosi manipolatiri della verità, in Croazia e pure in Italia. Norma Cossetto era semplicemente iscritta al GUF (Gioventù Universitaria Fascista).

    2. La storiella del cognome croato è una cosa assolutamente ridicola: un’idiozia che evidentemente dalle tue parti viene raccontata come fosse una grande verità.

    3. La realtà è che la figura di Norma Cossetto dà un enorme fastidio, perché era una ragazzina, non aveva fatto nulla e venne ammazzata in modo vergognoso. Per cui si fa di tutto per cercare in lei una colpa. Qualsiasi essa sia.

    Invece sarebbe bello che qualcuno chiedesse scusa per ciò che è capitato a questa ragazza, e magari posasse semplicemente un fiore ai limitari della foiba dove fu gettata.

    Luigi (veneziano)

  4. Avatar matia

    I MARTIRI HANNO UNA BANDIERA

    LA VERA STORIA DELLA MORTE DI NORMA COSSETTO, VITTIMA DELLE FOIBE

    di: Giorgio Stocchi

    Norma Cossetto, 24 anni, uccisa e infoibata durante la rivolta contadina antifascista scoppiata in Istria all’indomani dell’8 settembre 1943, è stata insignita dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del deputato Franco Servello e di altri esponenti di Alleanza Nazionale, con la Medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione: “ Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba (*). Luminosa testimonianza di coraggio e amor patrio. 5 ottobre 1943. Villa Surani, Istria.

    Qualsiasi tragica morte suscita orrore, e Norma Cossetto, per la sua orrenda morte, merita di essere onorata e ricordata. Rispettata lo deve essere anche la verità, che non è quella raccontata in una serie di pubblicazioni degli ultimi sessant’anni e dai giornali negli ultimi giorni. Norma Cossetto era un alto gerarca del regime fascista, esponente del GUF (Gioventù Universitaria Fascista) in Istria, figlia di Giuseppe Cossetto che era un ricco possidente, segretario del fascio del Comune di Santa Domenica di Visinada, già podestà di quel Comune ed ex Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia d’Istria tramite le quali centinaia di contadini slavi dell’Istria furono espropriati delle loro terre. Ad assassinarla non furono “partigiani slavi”, ma suoi compaesani “italianissimi” come lo erano quasi tutti a Santa Domenica di Visinada e dintorni, nell’area di Parenzo. Non c’era intenzione di ucciderla da parte dei veri partigiani, tanto è vero che il Circolo “Norma Cossetto”, qualche anno addietro, pubblicò un documento nel quale si afferma che Norma fu invitata a presentarsi al Comando partigiano del luogo, e lei vi si recò di propria volontà, fu interrogata e rilasciata. In seguito però cadde nelle mani di “cani sciolti” che la condussero a Parenzo, da dove fu portata ad Antignana; E qui sarebbe stata violentata e uccisa dai “partigiani” dopo che Norma – a quanto ha raccontato un suo parente residente a Fiume, un Cossetto pure lui: “ si rifiutò di rinnegare la propria militanza fascista e, all’offerta di diventare una dirigente del Movimento di Liberazione, rispose inneggiando al Fascio e a Mussolini. Questo suo inneggiare “scatenò il furore degli inquisitori”, che erano tre o quattro; saranno presi dai fascisti al soldo dei tedeschi alla fine dell’ottobre 1943 e, insieme con altri “slavocomunisti” per lo più innocenti e tutti italiani, in tutto diciassette furono massacrati a raffiche di mitra, senza alcun processo. Tre di loro, al momento del massacro, erano pazzi; erano impazziti dopo essere stati costretti a vegliare per una notte intera il corpo in decomposizione di Norma recuperato con altri dalla foiba di Surani. I corpi dei 17 «partigiani», sia detto pure questo, furono gettati dai fascisti nella stessa foiba. Il corpo della Cossetto, comunque, stando al verbale dei Vigili del Fuoco di Pola che lo estrassero dalla voragine carsica, si presentava “intatto, senza segni di sevizie” e soltanto in seguito, in una serie infinita di ricostruzioni, peraltro contraddittorie, si cominciò a parlare di torture, di seni ed organi genitali straziati, ecc… – Su queste storie ha dedicato un capitolo del suo libro “Operazioni foibe tra storia e mito” la studiosa triestina Claudia Cernigli. Su un solo punto le ricostruzioni sulla morte di Norma scritte da fascisti negli ultimi sessant’anni concordano: nel parlare della “barbarie slavocomunista”; E barbarie fu! Quando la salma della Cossetto fu recuperata, un mese dopo l’infoibamento, l’organo ufficiale del Partito fascista repubblicano della Provincia di Pola, “ Il Corriere Istriano”, annunciò i funerali della ragazza e di altri sette fascisti: “Questa mattina alle 10 avranno luogo i funerali di otto nostri martiri”. Era il 19 dicembre 1943. Due giorni prima il medesimo giornale aveva pubblicato un articolo sul recupero delle salme e, ancor prima, insieme a “Il Piccolo” di Trieste, aveva dato un rilievo enorme agli “atti di barbarie slavocomuniste” tacendo quelle fasciste: i funerali di Norma avvennero in concomitanza con quelli del padre Giuseppe e del cognato Mario Bellini, caduti il 4 ottobre a Castellier di Visinada in uno scontro con i partigiani. La colonna della Milizia fascista alla cui testa marciavano Giuseppe Cossetto e il tenente Bellini stava arrivando da Trieste per una “missione punitiva”. I corpi di Giuseppe Cossetto e Mario Bellini furono poi trovati nella fossa comune di Treghellizza il 16 novembre. Lo storico triestino Roberto Spazzali, nella voluminosa opera storiografica “ Foibe, un dibattito ancora aperto” edito nel 1996 dalla Lega Nazionale di Trieste, dunque da un’associazione patriottica, ha scritto: “L’ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicherà un consistente spazio alla morte e al rinvenimento di Norma Cossetto, intrecciando incontrollate fantasie e presunte testimonianze” fra le quali annovera quelle di Paolo De Franceschi (in “Foibe” – Roma, 1952) e di Antonio Pitamitz (“La verità sulle foibe” in “Storia Illustrata”, giugno 1983). Il Pitamitz, secondo Spazzali, “non si preoccupa di verificare la reale consistenza non solo delle cifre ma anche delle impressionanti descrizioni degli eccidi perpetrati in Istria: una per tutte, la narrazione della morte e del rinvenimento del corpo della studentessa Norma Cossetto, suffragata in questa sede dalla più fantasiosa delle ricostruzioni, respinta e corretta anche da Paolo De Franceschi”, e dire che questo “Paolo De Franceschi” è lo pseudonimo di Luigi Papo de Montona, comandante di un battaglione della Milizia fascista passata al servizio dei tedeschi in Istria, condannato a morte in contumacia (ma vivissimo ancora) da un tribunale di Lubiana per crimini di guerra! Va anche detto che ancora durante l’occupazione tedesca dell’Istria e nella repressione anti-partigiana in quella regione dagli ultimi mesi del 1943 fino al maggio 1945, un reparto fascista di repressione fu intitolato “Norma Cossetto”; era costituito esclusivamente da donne fasciste, gran parte delle quali congiunte di fascisti caduti per la “causa fascista” in Istria: le passò in rivista a Trieste, sul finire della guerra, esattamente il 26 gennaio 1945- come si apprende da “Il Piccolo” di Trieste del 28 di quel mese – Il segretario del fascio repubblicano della RSI, Alessandro Tavolini. Pochi mesi prima i giornali fascisti avevano dato ampio rilievo al matrimonio di Licia Cossetto, sorella di Norma, con il tenente pilota Guido Tarantola ed al loro gesto di devolvere due quote di 300 lire “nelle mani dell’ispettrice dei Gruppi femminili del Fascio repubblicano”. Diciamo allora pane al pane e vino al vino, senza menzogne, falsificazioni e strumentalizzazioni. I “martiri” fascisti restano fascisti e siano ricordati e rispettati come tali; si ricordino pure e siano rispettati i martiri antifascisti massacrati dai fascisti, e si ricordi soprattutto che non tutti gli infoibati fecero quell’orrenda fine “per la sola colpa di essere italiani” come si ripete con ossessione e che gli infoibatori non furono soltanto “slavocomunisti”. Eccovi un elenco dei cognomi delle famiglie residenti sul territorio di Visinada e Santa Domenica di Visinada, la piccola patria di Norma Cossetto, dal 1943 al 1947, sparsi anche nelle frazioni di Baldassi, Boschetto, Ferenzi, Filippi, Pranzetti e Stanzia Facchinetti. Alcuni cognomi sono prettamente e da sempre italiani: Regancin, Sterpin, Grimalda, Gasparini, Benedetti, Balanzin, Grison, Lubiana, Surani, Bacola, Romani, Cossetto, Zanatta, Zumbo, Aviano, Bassanese, Corazza, Arbulla, Burra, Visintin, Armani, Ritossa, Batistin, Benedetti, Casali, De Franceschi, Depolo, Facchinetti, Dezzoni, Domini, Galante, Giacomelli, Giromella, Gottardis, Grassi, Lombardi, Manzutto, Maraston, Maruvello, Mengoti, Mengot, Messina, Miotti, Moferdin, Noli, Orrù, Parutta, Patelli, Petroni, Polli, Pol, Pontini, Populin, Piazza, Prodan, Prodi, Raguzzi, Reppa, Rigutto, Ritossa, Ronconi, Saba, Saidelli, Sartiretto, Schiamone, Seravallo, Soprani, Torcello, Tuntar, Urbino, valle, Zamolo, Zuliani.
    A questi si aggiungono cognomi slavi italianizzati durante il regime fascista con decreto (tra parentesi il cognome italianizzato):
    Bajkin (Baichini), Vranic (Vrani e Urani), Krast (Crasti), Sepić (Seppi), Dobrilović (Dobrilli), Fatorić (Fattori), Antolović (Atolli), Radešić (Ardessi), Šimetić (Simetti), Šimonović (Simeoni e Simonetti), Zaulović (Sauli), Legović (Legovini), Sirotić (Sirotti), Jakac (Iacca e Iacconi), Matić (Matti), Bejaković (Beaco), Brečević (Breccia), Pastoric (Pastori), Labinac (Alnonese), Vidoš (Vidossi), Filipić (Filippini), Valentić (Valenti), Breškić (Breschi), Deklić (Decli), Brnobić (Bernobbi), Žudetić (Zudetti), Barbarić (Barbari), Nović (Novi), Stojnić (Stoini), Vranic (Vratti), Brozić (Brossi), Šabac (Sabatti), Milanović (Milani), Kocijančić (Cociani), Poropat (Poretti e Porini), Kovačić (Covacci), Rošić (Rossi), Blaškić (Biagi), Lorenčić (Lorenzi), Verbić (Verbi), Antonac (Antonazzi), Černjeka (Cernecca), Ferenac (Ferrena e Ferenzi), Geržentic (Ghersenti), Ivančić (Giovanelli e Giovannini), Miljavac (Miliani e Miglia), Milohnić (Milocchi), Pavletić (Paoletti ), Peršić (Persini), Ravnić (Rauni), Sabać (Saba), Sironić (Sironi), Tuljak (Tulliani), Grbac (Gherbas, Gherbassi, Gherbazzi, Gherbani), Šikman (Simani), Oklen (Ocleni), Belusić (Belassi), Bradić (Bradi), Brljavac (Bergliava), Gregorović (Gregori), Jugovac (Meriggioli), Abrozić (Ambrosi), Baračić (Baracci), Bernes (Bernessi), Krizmanić (Crisma e Crismali), Mahne (Magni), Makovac (Macchi), Paulišić e Pavlović (Pauli), Prkovac (Perchiani), Zubalic (Zuballi), Mendiković (Mendici)…

    Lascio a chi vuole distinguere fra questi gli italiani tutti buoni e tutti vittime e gli slavi tutti cattivi e aguzzini; fra slavi e italiani rimasti in quei luoghi io ho trovato i testimoni della verità sulla tragica fine di Norma Cossetto e dei diciassette massacrati per vendicare la sua morte. Ricordo gli uni e gli altri uguali nella morte, perché l’una e gli altri furono vittime dell’odio e della vendetta.

    N.B.: Giorgio Stocchi “Il Manifesto”, il 13 gennaio 2006.

    (*) Foiba: dal latino fovea, fossa, anfratto, voragine naturale del terreno carsico, cavità imbutiforme che sprofonda in verticale per decine di metri, talvolta con salti di centinaia.

    INDEX

  5. Ho già scritto: i manipolatori ci sono sia in Croazia che in Italia.

    Giorgio Stocchi del Manifesto è un manipolatore, e pure un ignorante.

    Egli scrive che Norma Cossetto fu “un alto gerarca del regime fascista in Istria”.

    Un “alto gerarca”!!! Pensa un po’!!! Una ragazzina di vent’anni sarebbe stata un “alto gerarca” del fascismo istriano!!!

    E che carica ricopriva Norma Cossetto nel regime? Era il federale di Pola? Era un centurione della Milizia?

    Niente di tutto ciò: era semplicemente iscritta al GUF! Ma tu lo sai che cos’era il GUF, caro Matia?

    In realtà tu evidentemente non sai nulla della storia e delle strutture del regime, e quindi ti bevi questa enorme idiozia scritta da Giorgio Stocchi come se fosse una verità!

    Il quale Stocchi è talmente un esperto di foibe e dintorni che non sa nemmeno scrivere esattamente il nome di Claudia Cernigoi: Cernigli, la chiama!

    Ma non solo: Stocchi è talmente un pozzo d’ignoranza che non sa nemmeno che il segretario del fascio non si chiamava “Tavolini”, ma “Pavolini”.

    Matia, fa’ una cosa seria: prendi in mano qualche libro, inizia da quelli più facili, studia un po’ ed evita di inserire questi articoli così idioti nel blog.

    Luigi (veneziano)

  6. OT: visto che xe saltadi fora cognomi vari, el sior Giorgio Stocchi, faria Stock come mi, me sa..

  7. Avatar jacum

    no rexisto…devo polemizar….

    gli istriani ga roviná trieste!

  8. Avatar matia

    eh,figlio mio veneziano.per un libro mi sono interesato a questa tema .
    come nel “socialismo autogestito” vigeva fratelanza&unita non si insegnavano queste cose nelle scuole elementari e medie. libro era da antiquariato dal 1952 e si intitolava”la lotta popolare in istria dal 1870 da 1915″(articoli dal mensile”naša sloga” che usciva a trieste) regalatomi da amici zagrebresi quando io ,allora giovine, li avevo detto che noi e italiani siamo sempre stati amici:)
    questi amici dovevano essere parenti del vostro parlamentare de vidovich.solo non portavano quel de,hehe.
    cmq.qualcosa so anche dalle testimonianze direte e vi posso raccontare per esempio tragica fine di un noto martire ,cerneca.la sua figlia prof.nadia cerneca qualche ano fa era molto attiva e arrivata persino all verissimo di parodi.
    dunque ,lei sostiene che il suo padre e stato uciso solo perche era italiano.e questo mi e dificile credere visto che lui non sapeva parlare italiano.da mia nonna ho saputo che uomo non era cativo,non ha fatto nessun crimine e non meritava oribille fine.unica colpa plausibile e quella che lui irritava tutti perche sosteneva di essere un italiano,cio e di essere piu catolico di papa.lui era un semplice impiegato nel comune di gimigno,che con vicina zona di pisino e verso sanvecenti era una zona a 100% croata.
    per esempio,nel 1940 nonna andava al anagrafe a registrare la sua figlia e dice un nome croato,e cerneca dice sempre in croato;”ma perche non dai a figlia qualche bel nome nostro,italiano?”:)
    ma alla fine ha scrito il nome croato.
    ecco una buona.nona mi raccontava come nel fine dei anni 20 i fascisti cercavano comunisti.e io,incredullo,dico a mia nona;scusami nonna ma come hai parlato con i fascisti se non sai una parola d italiano?e adesso lei mi guarda incredula e dice;come se loro sapevano italiano!pensa,fascisti che non parlano italiano!e quelli erano piu cativi.e sopratutto nele zone miste
    per la verita nelle zone a maggioranza croate,anche se era un regime fascista visto che italiami in esenza sono democratici in sostanza si viveva normalmente.
    un po atmosfera era irreale perche anche se nessuno non capiva ne parlava italiano,era una terra italianissima:)
    se non ti metti contro il potere naturalmente.

    i ricchi,come sempre,si adatavano bene con qualsiasi regime.cosi mia bisnonna era una dei piu grandi proprietari terieri della zona,e con le conoscienze ha liberato mio nonno di fare reggio esercito.ho scherzato con mio nono<,perche sei stato raccomandato non hai preso la pensione italiana!e poi non ha avuto problmemi neanche con il potere popolare visto che due dei suoi nipoti sono morti tra le fila partigane.
    quando qualcuno le ha proposto di entrare nella comitiva(zadruga) li ha caciata dalla casa.poi tito ha rotto com stalin,e direi anche con il comunismo nel 48 si e comincato a vivere normalmente.

  9. Tutto quello che hai scritto non c’entra nulla con Norma Cossetto.

    Praticamente tu credi di sapere qualcosa perché vivi in Istria, ma come m’è già capitato di notare altre volte, la storia che voi vi tramandate per racconti orali delle nonne e delle zie diventa una vera e propria favola di Walt Disney.

    Tanto per dirne una: tu dici che nel comune di Gimino, con la zona vicina di Pisino e Sanvincenti c’era il 100% dei croati.

    Forse tua nonna non ti ha raccontato che nel 1910 – quindi prima del periodo di sovranità italiana e prima del fascismo – nel comune di Gimino dichiaravano come propria lingua d’uso l’italiano in 156, nel comune di Pisino in 1.378 e nel comune di Sanvincenti in 616.

    Come si fa a saperlo? Bisogna comprare un libro e leggerselo. E’ un libro sui censimenti austroungarici e italiani inserito nella collana del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, e si trova nelle biblioteche anche dell’Istria.

    Ecco: potresti iniziare da questo libro qui, evitando di continuare a credere alle favole o alla propaganda.

    Infine, tu scrivi che nel periodo dopo il 1948 si è cominciato a vivere “normalmente”.

    Forse tua nonna non ti ha spiegato che in una parte dell’Istria – e per la precisione la ex zona B del Territorio Libero di Trieste (più o meno da Umago a Capodistria) – in quegli anni continuò un processo di vessazione della maggioranza (perché era ancora maggioranza, in quella zona) italiana ad opera dei poteri popolari.

    Per esempio: quando si svolsero le elezioni nel 1950 gli apparati del partito crearono delle squadre che a bastonate spinsero gli italiani a votare, esattamente come trent’anni prima i fascisti obbligarono i contadini slavi ad andare a votare.

    Questo nel periodo in cui “si è cominciato a vivere normalmente”.

    Ovviamente tua nonna non ti ha nemmeno raccontato che dopo il 1948 – sempre nel periodo in cui si è “vissuto normalmente” – si scatenò la caccia al cominformista, con Goli Otok, migliaia di morti ammazzati, decine di migliaia sbattuti in galera, e tutte quelle cosette sulle quali per cinquant’anni non si è potuto scrivere nulla, nel tuo paese.

    Luigi (veneziano)

  10. Avatar matia

    volevo solo spiegare situazione in quale ha perso la vita norma.e questo non si dice da nessuna parte.lei ha perso la vita come cerne ca nella confusione globale quando il regime fascista e caduto e il nuovo potere non si e constituito.e allora in tutta italia si perdeva la vita per niente.perdevano vita migliaia,in magioranza gente ingenua come norma e cerneca,piccoli fasiscsti che non si sono nascosti in tempo.come invece hanno fatto quelli grandi fascisti fascisti.
    dopo ventenio di represione qualcuno ha preso la giustizia nelle sue mani.e in quel kaos si sono formate anche molte bande,gistuiziate dopo dai partigani.questo non e un segreto
    cmq.un libro da consigliare e il sangue dei vinti di pansa.
    per esempio mi ricordo che un comunista ha uciso un fascista che li aveva dato il ricino.
    o quando hano uciso mussolini, nessuno si e mai chiesto di carla petacci che era una vitima per caso.
    in quanto la lingua parlata sappiamo che i croati possono parlare anche italiano,ma italiani mai parlano croato.bisogna vedere chi e intervistatore

  11. Avatar santacruz

    @ Luigi

    (…) la storia che voi vi tramandate per racconti orali delle nonne e delle zie diventa una vera e propria favola di Walt Disney. (…)

    Stai per caso parlando dei Vangeli di… si fa per dire… Marco, Matteo, Luca e Giovanni?

    Ehi Luigi, e ricordarsi ogni tanto del bue che da del cornuto all’asino?

    Troppa fatica o allergia ai somari?

    :-)))

  12. Avatar Euroscettico

    Grande Santacruz! come già detto i tuoi interventi arrivano sempre puntuali come un pirito dopo un bel piatto di fagioli! 🙂

  13. @ Santacruz.

    Non riesco a comprendere appieno il tuo intervento.

    Io ho parlato specificamente della storia istriana che ho sentito alle volte raccontare da istriani come fosse verità conclamata, sulla base del “me lo ga dito me nona”. Come se io fossi un grande esperto di storia veneziana perché mio nonno mi raccontava di quando era giovane e svuotava il “pitèr” (vaso della m…) in canale.

    I quattro Evangelisti lasciali pure dove stanno: sono un filino fuori posto nell’ambito di questa discussione.

    L. (veneziano)

  14. @ Matia

    Riguardo all’intervistatore, forse casualmente hai beccato uno dei “famosi” problemi concreti relativi all’attendibilità dei censimenti austroungarici.

    Devi quindi sapere che nel 1910 gli intervistatori li mandava il comune, e siccome il comune di Pisino era in mano ai croati, il comune di Gimino era in mano ai croati e il comune di Sanvincenti era in mano agli italiani, allora gli intervistatori di Pisino e di Gimino erano quasi sicuramente croati, gli intervistatori di Sanvincenti erano quasi sicuramente italiani.

    Morale della favola: a Gimino e Pisino probabilmente c’erano più italofoni di quelli che risultano dal censimento, l’inverso a Sanvincenti.

    L. (veneziano)

  15. Avatar matia

    le cifre alle quali sono venuti i nostri demografi e qualle mi sembrano piu che plausibili dicono che la popolazione istriana e stata composta cosi il 75% croati,8 % sloveni 17 % italiani.di queli 17 % cca la metta erano di origini croate.
    poi con l assimilazione forzata ha datto qualche risultato;vedi cogniomi dei esuli,la stragrande maggioranza di essi non suonano come cognomi italiani.non avevano nenanche torto italiani quando chiamavano esuli slavi!

    hai parlato delle pubblicazioni di cdr di rovigno,che tra altro guida un mio quasi conterraneo radossi.mio bisnonno e il suo nonno sono dallo stesso paese.hm,solo e strano che il suo nonno si chiamava radošić 
    mi e venuta in mente rovigno.unica citta italiana istriana vera.nelle altre citta costiere in maggioranza relativa erano italiani di origine croata,o di altrove.
    cmq.parlando di rovigno tutti istriani croati ti dirano che e una cita italiana vera.e istriani croati sempre portano rispetto verso rovigno sia quando era 100% popolata da italiani,sia adesso quando e abbitata da 20 % da italiani.
    Ecco un anedeotto;un mio amico che ha finito la academia di polizia nei primi ani 70 mi diceva che sperava di ottenere servizio a pola o parenzo,ma e stato spedito a rovigno.e diceva che non era contento perche lo hanno mandato in una citta italiana.anche se la popolazione croata era di 80%.pola per noi era sempre la nostra citta , rovignio era sempre italiana.
    Qualche anno fa e morto il padre di un mio amico i rovigno.e padre sapeva parlare solo italiano,ma non perche sentiva oddio verso croati.
    Pensando a lui ti posso dire come poi distguere un vero italiano istriano da quello falso.quelo vero e un uomo tranquilo,uno che la sua italianita tiene per se e la sua comunita,e non la vuole esportare agressivamente.e che viveva la sua vita nello stesso modo quando qui governava italia o adesso.e non oddia nesuno perche non ha perche(come qualchuno ha detto in croazia quello che odia i serbi e quello che ha serbi in famiglia o e serbo lui.io per esempio non ho in famiglia ne serbi ne italiani perccio non odio nessuno,come per esempio menia che ha la madre slovena e perccio odia sloveni )
    prima cera anche cancelo al rovigno e non poteva entrare chiunque.e i rovignesi si sposavano solo tra di loro,e perccio avevano mentalita di isolani.perche erano consapevoli che come si dice erano una isola italiana nel mare slaven,.
    uno dei argomenti per lasciare istria dai esuli era quelo di „restare italiani“ e domanda e spontanea,perche non potevano essere italiani qua?perche non portavano il congiome italiano forse sarebbe risposta.
    E adesso sul caso di rovigno si e vista come era sbagliata pazza e insana politica dei politici italiani locali che hanno portato il popolo in esodo.perche quelli 2.000 rovignesi che sono restati vivono quasi come prima,da sempre hanno le sue scuole, la loro cultura,tra di loro comunicno in italiano,hanno diritto di avere tutti i documenti anche in lingua italiana etc.e nessuno li guarda male.

  16. @ Matia.

    Sono perfino patetiche certe tue affermazioni, che evidentemente risentono di una pluridecennale propaganda storiografica che nel tuo paese ha martellato i cervelli della gente.

    Nella testa degli istriani croati sono divenute realtà delle cifre (il 75% degli istriani erano croati) che sono pura fantasia.

    Rimango colpito dalla tua incredibile ignoranza, che ti fa considerare Rovigno come l’unica città “italiana vera”.

    Ma probabilmente – e mi ripeto – non è semplice ignoranza, bensì propaganda storica che vi è stata ripetuta per anni e anni, e nella vostra testa è divenuta realtà.

    Ascolta questi numeri, mio caro: si riferiscono tutti all’anno 1910 e al censimento austroungarico e alla lingua d’uso. Ripeto: sono dati ufficiali austriaci, e non dati fascisti italiani.

    – Buie d’Istria (escluse frazioni): 3.061 italiani, 50 sloveni, 4 croati.
    – Capodistria (escluse frazioni): 7.909 italiani, 445 sloveni, 154 croati.
    – Cittanova (intero comune): 2.086 italiani, zero sloveni, zero croati.
    – Dignano (escluse frazioni): 5.801 italiani, 73 sloveni, 15 croati.
    – Grisignana (escluse frazioni): 1.353 italiani, 11 sloveni, 268 croati.
    – Isola (escluse frazioni): 5.914 italiani, 40 sloveni, zero croati.
    – Montona (escluse frazioni): 1.346 italiani, 8 sloveni, 3 croati.
    – Muggia (escluse frazioni): 5.054 italiani, 88 sloveni, 1 croato.
    – Orsera (escluse frazioni): 1.574 italiani, 3 sloveni, 80 croati.
    – Parenzo (escluse frazioni): 3.962 italiani, zero sloveni, 9 croati.
    – Pinguente (escluse frazioni): 397 italiani, 35 sloveni, 70 croati.
    – Pirano (intero comune): 12.173 italiani, 2.209 sloveni, 118 croati.
    – Pirano (escluse frazioni): 7.074 italiani, 7 sloveni, zero croati.
    – Pola (escluse frazioni): 26.816 italiani, 3.239 sloveni, 9.511 croati, 9.064 tedeschi.
    – Portole (escluse frazioni): 2.314 italiani, 85 sloveni, 965 croati.
    – Rovigno (intero comune): 10.859 italiani, 63 sloveni, 57 croati.
    – Sanvincenti (escluse frazioni): 547 italiani, 1 sloveno, 70 croati.
    – Umago (intero comune): 5.609 italiani, 8 sloveni, 321 croati.
    – Umago (escluse frazioni): 3.151 italiani, zero sloveni, zero croati.
    – Valle (escluse frazioni): 2.147 italiani, 7 sloveni, 56 croati.
    – Verteneglio (intero comune): 2.610 italiani, 2 sloveni, 1 croato.
    – Verteneglio (escluse frazioni): 1.950 italiani, zero sloveni, 1 croato.
    – Visignano (escluse frazioni): 1.756 italiani, zero sloveni, 247 croati.
    – Visinada (escluse frazioni): 1.653 italiani, zero sloveni, 705 croati.

    E’ perfino ridicolo poi che tu citi i cognomi istriani come fossero un indizio di “italianità” o di “croaticità”. Basta che io ti ricordi che uno degli eroi del Risorgimento croato era l’avvocato Lorenzo Monti di Knin, così come l’acerrimo nemico dell’ultimo sindaco italiano di Spalato – di nome Bajamonti – si chiamava Gaetano Bulat e la sua famiglia veniva dall’Italia.

    Allo stesso modo, una delle famiglie più “ammazzacroati” di Pisino faceva come cognome Mrach e il presidente del Consiglio Nazionale Italiano di Fiume nel 1918 si chiamava Grossich.

    Uno dei più famosi rappresentanti autonomisti della Dalmazia era il conte Francesco Borelli, che rifiutò di assimilare la Dalmazia alla Croazia. Suo figlio Manfredo si presentò alle elezioni per il partito nazionale croato. Il primo vero irredentista dei dalmati italiani si chiamava Duplancich. UUno dei più scatenati dalmati croati di Spalato si chiamava Tartaglia. Nella famiglia Morpurgo – ebrei di Spalato – lo zio Vito fu croaticissimo, il nipote Luciano invece scappò in Italia nel 1915 e fu fervente filoitaliano.

    Potrei continuare con altre decine e decine di esempi, ma mi fermo qui: spero che tu capisca che razza di sciocchezze hai scritto.

    Luigi (veneziano)

  17. A proposito del clima d’amore e di fratellanza che gli italiani hanno trovato in Jugoslavia: il signor Radossi – che tu dici essere una sorta di ex-croato – ha curato assieme a Furio Radin nel 2001 un libro dal titolo “La comunità rimasta”. Il più importante studio storico/sociologico sugli italiani di Slovenia e Croazia.

    Nell’introduzione di questo libro, Radossi e Radin – che evidentemente sono felicissimi di tutto ciò che è accaduto dal 1945 ad oggi – scrivono (a pag. 11): “Dopo gli anni terribili dell’esodo, della pulizia etnica operata sugli italiani dell’Istria, Quarnero e Dalmazia, i rimasti decisero di conservare la propria identità confrontandosi con una realtà revanscista che minacciava di sopprimerli”.

    Hai capito? La splendida realtà della Jugoslavia socialista per loro fu “una realtà revanscista che minacciava di sopprimerli”.

    Impara a conoscere meglio ciò che pensano i tuoi compaesani, caro mio!

    Luigi (veneziano)

  18. Avatar jacum

    jerimo tuti austriaci e stavimo mejo!

    questo me contava mio bisnono e mjei noni!!

    e se questo, luigi de venezia, te dá fastidio e no te toleri, alora te pol rimaner in laguna a vardarte le pantigane dei tuoi meravigliosi canai.

    no capiso perché sto astio e sto odio verso matia, che in modo onesto e de una cordialitá disarmante el ne racontava, in un talian semplice, dato che no xe la sua lingua, le sue impresioni i suoi raconti dela nona eccetera.
    trovo veramente maleducá da parte tua, luigi da venezia, risponder in sto modo! per cosa pó…

  19. Mio caro jacum,
    io non mi sono per nulla espresso su come se stava ben soto l’Austria e quanto jera bel l’Imperator, ma mi sono sicuramente adombrato per quanto è stato scritto su Norma Cossetto da matia, e cioè:

    “norma era una fascista convinta e orgiogliosa,capo della gioventu fascista d istria.un altro fatto e che il cognome cossetto non e di origine sarda,ma un cognome crotato italianizato.essere in quel momento in istria, fascista di origini croate era la combinazione peggiore”.

    Questo è un insulto alla memoria di una giovane seviziata e gettata in una foiba, per la quale adesso – a sessant’anni dalla morte – alcuni cercano di trovare delle “colpe” a giustificazione del suo omicidio.

    A dirla francamente: se tu fossi un parente di Norma come ti sentiresti se qualcuno ti raccontasse che tutto sommato sotto sotto un motivo per ammazzarla c’era?

    A partire da ciò, matia ha inanellato una serie di luoghi comuni e vere e proprie sciocchezze, che so far parte di una sorta di “comune sentire” di certi giri di istriani.

    E allora il sottoscritto ha pensato fosse giusto fargli notare che di sciocchezze si tratta.

    Mi piace notare che anche tu cadi nel luogo comune del “Soto la defunta se stava masa ben e tuti stavimo mejo”.

    Forse dimentichi che anche la mia città ha goduto del governo della defunta, che ci voleva talmente tanto bene da volerci abbracciare in un assedio con blocco navale ed annesse cannonate negli anni 1848-49. Sempre perché “stavimo mejo”, per carità!

    Negli stessi anni, i signori austriaci e i signori ungheresi si sono presi a fucilate allegramente, in una serie di battaglie campali compreso un tentativo d’assedio di Vienna… ovviamente nel segno dell’amore.

    Tutto si concluse con l’augusto invito dell’imperatore all’altrettanto augusto zar di tutte le Russie ad intervenire contro gli ungheresi, che vennero finalmente piegati grazie all’amore congiunto che proveniva da cotanti sovrani.

    Epilogo di tutto ciò fu una grande festa che si tenne ad Arad nel mese di ottobre del 1849, quando una lunga serie di impiccagioni di ungheresi concluse questa lunga era del “volemose ben”.

    Il 6 ottobre tuttora è giornata di lutto nazionale, in Ungheria. E siccome le storie di quella giornata in cui vennero impiccati 13 generali magiari affermano che mentre questi morivano gli ufficiali austriaci brindavano allegramente, tuttora in Ungheria il tintinnio dei bicchieri ai brindisi è considerato un segno malaugurante e maleducato.

    Sempre – sia chiaro – nel segno del grande amore che pervadeva l’impero.

    Luigi (veneziano e pien de pantegane)

  20. Avatar Andrea

    quoto Luigi (veneziano) e per Jacum e Mattia propongo una bella colletta per comprargli un biglietto di sola andata per l’Austria

  21. Avatar Marisa

    Scusate, sbaglio o ci sono i ducumenti dei vigili del fuoco (dell’epoca), da cui risulta che il corpo di Norma (quando fu portato fuori dalla foiba) era integro e non mostrava alcun segno di violenza?

    Che poi sul tema “foibe” la destra neo-fascista ci abbia ampiamente ricamato sopra, credo ci siano assai pochi dubbi. Peccato che la sinistra non lo abbia impedito e che ora insegua il neo-irredentismo della peggior destra…

  22. La cosiddetta “relazione Harzarich” (così si chiamava il capo dei vigili del fuoco, obbligato poi a fuggire dall’Istria per le minacce di morte che pervennero a lui e alla sua famiglia da parte dei partigiani) è in parte fotoriprodotta nel libro di Guido Rumici “Infoibati”, da pag. 423 in poi.

    A pag. 433 c’è la parte che riguarda Norma Cossetto, all’interno della relazione sul recupero degli infoibati della foiba di Surani (12/13 dicembre 1943).

    Si legge:

    “Cossetto Norma, di anni 24, professoressa. Da S. Domenica di Visinada. Detenuta dai partigiani slavi nella ex Caserma dei CC.RR. di Antignana, viene fissata a un tavolo con legature alle mani e ai piedi e violentata per tutta la notte da 17 aguzzini. Viene poi gettata in foiba (notte dal 4 al 5 ottobre ’43) con un pezzo di legno ficcato nei genitali. L’esecuzione della Cossetto è stata fatta perché, ricercato il padre, fascista, e non trovato, venne arrestata lei al suo posto (…)”.

    La destra neo-fascista ha ricamato sulle foibe anche perché le è stato ampiamente dato campo libero sul tema, col brillante risultato di far entrare nell’agone della politica tutta la storia dei massacri e dell’esodo.

    Il tutto ovviamente va inquadrato – per quanto riguarda la politicizzazione del fenomeno – anche tenuto conto delle violente prese di posizione del PCI dell’epoca, che così descriveva gli esuli: “Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi”. (Piero Melograni, “L’Unità”, Edizione dell’Italia Settentrionale, 30 novembre 1946).

    E questo è quanto.

    Luigi (veneziano)

  23. Avatar Euroscettico

    L’autopsia fatta dai Vigili del Fuoco??? Ah però molto credibili direi. Ma cerchiamo di portare rispetto per la memoria di questa povera ragazza.

  24. A parte che non c’è nulla di autoptico nel racconto di Harzarich, la questione qui non è se i vigili del fuoco hanno fatto o no l’autopsia, ma che cos’ha detto o no Harzarich. Non so se si percepisce adeguatamente la differenza.

    E Harzarich non ha detto per nulla ciò che gli viene messo in bocca da Marisa.

    Harzarich comunque – com’è noto a chi si interessa di queste storie – non solo comandò il reparto dei vigili del fuoco che materialmente estrasse i corpi dalle foibe, ma si occupò anche di recuperare alcune informazioni e testimonianze in loco.

    Tutti si sono purtroppo esercitati a dismisura a disquisire su Norma Cossetto e sul suo corpo: una sorta di “pornografia della memoria”, laddove le porcherie come quella di Stocchi sopra riportata sono state decine e decine, da una parte e dall’altra.

    Resta però un fatto: Norma Cossetto era una giovane donna, senza alcuna colpa, che venne trucidata in modo orrendo.

    Ribadisco: senza alcuna colpa.

    Luigi (veneziano)

  25. Avatar Marisa

    Luigi, a me risulta che in realtà si sà molto poco di come siano andati i fatti. E che si sia ricostruito tutto sul “me ga dito Caio che el gà sentì Tizio dir Toni che Pieri al ca dito….”. E per quanto riguarda i vigili del fuoco che hanno recuperato il corpo, non risulterebbe fosse stata torturata….

  26. Avatar etabeta

    Marisa:
    vediti queste foto …..anche loro senza un graffio?
    “Una persona saggia non dice tutto quello che pensa,ma pensa a quello che dice”
    Il periodo del neo fascismo è già passato da tempo, mentre quello comunista è ancora presente in molte popolazioni represse.
    Vuoi vivere in un regime come come in Cina?
    Rispetto per le migliaia di innocenti morti solo perchè da una parte portavano un cognome italiano e dall’altra uno slavo.
    http://www.camman.info/page12.htm

  27. Avatar Marisa

    @ ETABETA
    “Il periodo del neo fascismo è già passato da tempo”.

    MAGARI fosse così. Ma in Italia siamo ancora in pieno neo-fascismo….

  28. Anche mi trovo che Matia sia stado atacado senza valutar el valor de tanti detagli in quel che el disi.

    Dopo, che el 75% dei istriani fosi croati, xe bastanza una panzana, ma bon :-S
    Me par che Buie e Grisignana a parte, la costa ocidental iera a magioranza italiana, quasi tuta la costa oriental e l’interno croata.
    Normal, se se pensa de come che i veneziani ga colonizado la zona.

    I treni per l’Austria(no saria meio DAL Austria fin qua, digo mi?), le pantigane e la cina me par bastanza monade 😀 almeno in sto contesto.

  29. @ Marisa

    La relazione dattiloscritta di Harzarich è riprodotta in parte in fotocopia all’interno del libro di Guido Rumici “Infoibati” (Mursia 2002). Da pag. 431 a pag. 433 si parla della foiba di Surani, dove – stando ad Harzarich – fra l’11 e il 12 dicembre 1943 vennero recuperate 26 salme.

    A pag. 433 si parla di Norma Cossetto in questi termini (riporto anche i caratteri maiuscoli così come sono scritti):

    “COSSETTO Norma, di anni 24, professoressa. DA S.DOMENICA DI VISINADA.
    Detenuta dai partigiani slavi nella ex Caserma dei CC.RR. di ANTIGNANA, viene fissata ad un tavolo con legature alle mani e ai piedi e violentata per tutta la notte da 17 aguzzini. Viene poi gettata in foiba (notte dal 4 al 5 ottobre ’43) con un palo di legno fissato nei genitali.

    L’esecuzione della COSSETTO è stata fatta perché, ricercando il padre, fascista, e non trovato, venne arrestata lei al suo posto (…)”.

    Riguardo al “me ga dito Caio” eccetera eccetera, basta che tu legga il libro di Sessi e ti chiarirai sul punto di “chi che ga dito questo, chi che ga dito quello”.

    Una cosa che mi viene spontaneo notare è che mentre si creano cenotafi, tombe, monumenti per tutti, compresi gli ustascia trucidati a Bleiburg (assieme ad altri innocenti), non è mai esistita a mia conoscenza nessuna cerimonia pubblica, nessuna deposizione di fiori, nessuna lapide, nessun articolo compassionevole sui giornali, nessun minuto di raccoglimento organizzato da un’autorità croata su nessuna foiba dove vennero trucidati degli italiani.

    Fino a pochi anni fa, non esisteva nemmeno nessun libro a memoria dei bombardamenti di Zara, che la resero l’unica città dalmata praticamente rasa al suolo durante la guerra. Alcuni libri sono poi stati scritti, ma col pretesto iniziale di contrastare le montanti teorie nate nel mondo degli esuli che vogliono che gli jugoslavi avessero un interesse particolare a distruggere quest’unica città italiana sulla costa dalmata.

    Se non ci fosse stata la costante memoria degli esuli, non ci sarebbe mai stata alcuna forma di ricordo per i morti per l’esplosione di Vergarola (Pola), e solo in anni recentissimi le autorità croate hanno permesso la costruzione di un piccolo cippo a memoria.

    In pratica, ciò che voglio dire è che questa storia delle foibe e dell’esodo costituisce ancora un grosso “buco nero” nella storia slovena e croata: una cosa che si cerca di dimenticare infarcendola di chiacchiericci sconclusionati, di menzogne create ad arte per far credere che sotto sotto gli infoibati se la sono meritata, e gli esuli (dei quali la maggioranza secondo alcuni croati era costituita da sloveni e croati rinnegati) sono stati richiamati dalle sirene della propaganda fascio/capitalista italiana, abbandonando una terra dove tutto sommato, dopo due/tre anni di stalinismo, s’è vissuta in pieno l’era del “Bratstvo i jedinstvo”. S’è visto benissimo com’è poi andata a finire…

    Luigi (veneziano)

  30. Avatar effebi

    c’è gente che è esodata dall’istria -motivo?-
    c’è gente che è esodata dall’istria due volte (dall’istria jugo verso la zona B poi dalla zona B in zona A) -motivo ?-
    c’è gente che ha tentato di esodare clandestinamente (non avendo avuto l’ok all’opzione) ed è morta falciata sui confini -motivo?-
    si sono persino comunisti itlaliani (e qualche croato) che se ne sono andati alla chetichella -motivo?-

    …e stiamo qui a discutere se sul corpo di norma cossetto c’erano segni di sevizie o meno ?
    ciò muli … ma ‘ndè far un bagno…!!!

  31. Avatar effebi

    la slovenia e la croazia “festeggia” l’indipendenza dalla Jugoslavia

    e stemo qua a riportar quanto farnetica la filojugoslava (che qualchidun considera una “storica”) Claudia Cernigoj

    …ma per favor….!!

  32. Avatar Marisa

    Luigi, non leggere solo i libri che “ti fanno comodo” e che fissano sulla carta SOLO la VERITA’ degli esuli….

  33. @ Marisa

    Difetti di logica. In questa discussione s’è parlato di “ciò che ha detto/scritto/testimoniato Harzarich”.

    Ebbene: il testo di Harzarich è riprodotto in fotocopia (ripeto: in fo-to-co-pia) all’interno del libro di Rumici.

    Io quello ho citato, onde fare ciò che sarebbe giusto fare, e cioè “andare alle fonti”.

    A parte ciò, posso dire senza falsa modestia di aver letto praticamente tutto ciò ch’è stato pubblicato su Norma Cossetto. E’ per quello che posso tranquillamente dirti che l’articolo di Stocchi è una solenne porcheria: pura propaganda messa nero su bianco da un ignorante per motivi politico/propagandistici.

    E’ assolutamente vero – come ho già scritto – che sul corpo della Cossetto s’è fatta vera e propria “pornografia storiografica”: se aveva i seni tagliati, se aveva i vestiti, se era legata davanti o dietro, se aveva un paletto infilato sui genitali, e cos’ha detto la sorella, e cos’ha detto lo zio (è stato lo zio a riconoscere il suo cadavere)…

    Fatto è che oramai riconosco a naso i manipolatori di entrambe le parti: per riconoscere quelli di destra di solito le spie rivelatrici sono alcune paroline come “slavocomunista” o il soffermarsi ossessivo su certuni particolari delle violenze; per riconoscere quelli di sinistra invece le spie rivelatrici sono invece esattamente opposte: l’insistenza su alcune presunte colpe della Cossetto, il mettere in dubbio le parole di Harzarich e dei parenti, il rilevare che la vicenda è stata ricostruita solo sulla base di testimonianze e così via.

    Pure la fucilazione dei presunti responsabili (perché alcuni dei presunti responsabili sono stati presi e fucilati, come alcuni non sanno) ha dato luogo a discussioni d’ogni sorta, giacché essi confessarono, ma – secondo alcune testimonianze – essendo sottoposti a tortura.

    C’è anche da dire che i vecchi del luogo (per la grande maggioranza si tratta di croati) sono ancor oggi assolutamente refrattari a qualsiasi tipo di testimonianza sulla Cossetto, sulle violenze, sull’esodo. I pochissimi che recentemente hanno detto qualcosa, l’hanno fatto a spizzichi e bocconi, riparandosi dietro l’assoluto anonimato.

    La refrattarietà è dimostrata a tutti i livelli, tanto che – come forse sai – non esiste nessuno studio di uno studioso croato che abbia affrontato specificamente la tematica delle foibe.

    A sessantasei anni di distanza dagli eventi del 1943.

    Luigi (veneziano)

    PS Come ho già scritto forse anche qui (mi scuso se lo sto magari ripetendo), nella famiglia di mia moglie ci sono due cugini primi di mio suocero – croati spalatini, fra di loro fratelli – che sono stati ammazzati. Essi combatterono con i partigiani di Tito per due anni, poi – finita la guerra – affermarono di volere il ritorno del re in Jugoslavia. Vennero fatti sparire. Anche di questo tipo di personaggi molto raramente si parla in Croazia.

  34. Avatar matteo

    Luigi (veneziano)

    In pratica, ciò che voglio dire è che questa storia delle foibe e dell’esodo costituisce ancora un grosso “buco nero” nella storia slovena e croata: una cosa che si cerca di dimenticare infarcendola di chiacchiericci sconclusionati, di menzogne create ad arte per far credere che sotto sotto gli infoibati se la sono meritata, e gli esuli (dei quali la maggioranza secondo alcuni croati era costituita da sloveni e croati rinnegati) sono stati richiamati dalle sirene della propaganda fascio/capitalista italiana, abbandonando una terra dove tutto sommato, dopo due/tre anni di stalinismo, s’è vissuta in pieno l’era del “Bratstvo i jedinstvo”. S’è visto benissimo com’è poi andata a finire…

    Questo non è vero dato che c’è stata una commissione italo-slovena che ha fatto luce sui rapporti italo-sloveni e tutte e due le parti hanno dichiarato le loro colpe. Poi i Sloveni hanno portato alla luce le foibe di Kocevje dove furono fatti sparire molti dissidenti politici e collaboratori nazifascisti. Poi ce stata piu volte una richiesta da parte croata e slovena verso l’italia di fare o meglio di dare una luce ufficiale su base storica di cosa successe veramente nei due periodi delle foibe (’43 e ’45), questa è stata accolta dal italia. Per ora il documento Italo-Sloveno sui fatti dei rapporti tra italiani è sloveni è ufficiale, lo si trova in italiano e in sloveno su siti Sloveni.

  35. Avatar effebi

    Non è ufficale è semplicemente “pubblicato”
    e pure lo sloveno Budin e l’esule Toth lo hanno congiuntamente sottolineato in un recente incontro a Trieste denunciandone lacune e faziosità.
    Nessun Governo Sloveno e nessun Governo Italiano lo ha MAI fatto proprio nè NESSUNO DEI DUE GOVERNI ha MAI chiesto nè sta chiedendo di ufficializzarlo.

    Vi risulta che Pahor abbia chesto qualcosa in proposito a Berlusconi nel recente incontro ?

  36. Confermo ciò che ho scritto, anche se è vero che il nulla assoluto che si trova da parte croata, da parte slovena è un “nulla più qualcosina”.

    E’ vero che c’è stata la commissione mista italo-slovena, ma questa commissione non aveva come compito lo studio specifico delle foibe e dell’esodo, bensì lo studio delle relazioni italo-slovene fra il 1880 e il 1956.

    In quest’ambito sono pur state fatti degli importanti passi avanti, ma assolutamente nulla da parte delle autorità.

    E’ vero che c’è una commissione per lo scavo delle fosse comuni in Slovenia, ma mi risulta che si sia praticamente occupata solo del recupero dei collaborazionisti ammazzati dai partigiani alla fine della guerra.

    Che io sappia, non è stata fatta nessuna ricerca specifica per la ricerca di cadaveri italiani.

    Non solo: mentre s’è cercato di fare la pace con gli sloveni che servirono fascisti e nazisti, con questi italiani che vennero trucidati – di cui almeno una parte senza colpa alcuna – si mantiene sempre la stessa linea di intransigenza.

    Voglio anche aggiungere una cosa.

    A Trieste esiste – e giustamente – un coro partigiano a grandissima prevalenza slovena, che ha un suo bel sito (http://www.tppz.net/), all’interno del quale campeggia (guarda le “latest news” e anche la colonna “popular”) la vecchia canzone comunista inneggiante a Tito: “Druze Tito mi ti se kunemo” (Compagno Tito, noi ti giuriamo”).

    Sempre giustamente, ogni anno vengono ricordati i quattro eroi sloveni di Basovizza, come si può vedere qui: http://picasaweb.google.it/tppzpt/Bazovica2007#

    Adesso voi provate anche solo lontanamente a pensare a qualcosa di simile organizzato sul limitare della foiba di Surani, dalla Comunità Nazionale Italiana. Ci sarebbe una sollevazione di tutta la stampa croata, che griderebbe al fascio irredentismo a tutto spiano.

    Ciò che voglio dire in definitiva è che non esiste nemmeno la minima possibilità di paragonare le due situazioni. Di fatto da una parte esiste “una situazione”, dall’altra c’è il vuoto cosmico.

    Luigi (veneziano)

  37. Avatar etabeta

    @ effebi
    Evidentemente non tutti festeggiano l’indipendenza……non ti dice niente l’accaduto alla Foiba di Golobivnica a Corgnale?Alla vista di bandiere italiane con la stella rossa e bambini con copricapi partigiani titini con falce e martello? E’ una riconciliazione che evidentemente qualcuno vuole che tardi ad essere nella medesima direzione.
    Sicuramente nessuno è esente da colpe,ma almeno l’Italia le ha dichiarate.
    Il tutto succedeva il 28 febbraio 2009.
    @ Marisa
    Vivi tranquilla il presente, ma senza dimenticare il passato.

    La vigliaccheria chiede: è sicuro? L’opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto? Firmato M.L.King

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