4 Settembre 2009

Il Berlusconi anti-europeo non aiuta l’Italia. Nè il nostro confine

Nell’insofferenza crescente verso tutto ciò che si oppone alla sua azione politica, ora Berlusconi minaccia anche di bloccare l’Europa. Che il Governo Berlusconi avesse una sottile vena anti-europea lo si sapeva da sempre, ma che questa portasse a una “violenta” presa di posizione contro la normale dialettica politico-istituzionale è stata una sorpresa di non poco significato. Si potrebbe sostenere che questa reazione rientra nella naturale contrapposizione tra l’essere membro dell’Unione Europea e il non ammettere ingerenze interne in alcune questioni politiche ritenute di competenza nazionale. Allora, rispetto al tema specifico di questo periodo e cioè la gestione e il controllo dei flussi di immigrazione, è vero e condivido la necessità che l’Europa trovi una strada e una responsabilità comune e non lasci soli gli Stati, è altrettanto vero però che proprio sulle politiche di confine e di controllo dei confini lo Stato nazionale ha in questi anni riaffermato la sua forza.

Non è questo lo spazio certo per un trattato di scienza della politica, ma quello che qui brevemente mi interessa sottolineare è che questo spirito anti-europeo non aiuta certo l’Italia nei suoi rapporti di confine e nella sua politica internazionale. Anche perché, bisogna sottolinearlo, finché Berlusconi poteva contare sul “cappello” di Bush, la nostra debolezza era nascosta, ma ora inizia a essere palese. Allora, guardando al “teatrino” dei rapporti con la Libia, non possiamo non essere perplessi per i rapporti che continuano ad esserci con la Slovenia, stato membro dell’UE. Non sottovaluto i problemi “storici” che caratterizzano l’atteggiamento di entrambe le parti (in fondo la Slovenia al momento non ha buoni rapporti neanche con la Croazia..), ma non mi sembra che la storia con la Libia sia così pacifica, e quindi la domanda banale è, perché siamo amici della Libia e non siamo amici della Slovenia?

In questo breve intervento voglio solo sottolineare che la mia impressione è che conti molto anche la mancanza di una cultura davvero europea e la strategia di voler essere davvero un grande stato europeo. Tanto che anche su questo confine, che ormai strategicamente interessa meno per la sicurezza (o per la percezione di essa), si sta lasciando scemare l’idea di un’area di comune costruzione di futuro, di condivisione di strategie, di visione euroregionale.

Nessuno mi sembra che in Italia abbia sottolineato la coincidenza, ovviamente non voluta, della minaccia di Berlusconi di bloccare l’Europa fatta proprio nella cerimonia dell’anniversario dei Settant’anni dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale. E mentre la Merkel si inchina e parla di responsabilità nel plasmare il futuro, Berlusconi dice che la situazione ora è diversa e quella tragedia non si ripeterà. Il fatto però è che bisognerebbe anche ricordare che da quella tragedia i maggiori paesi europei, tra cui convintamente l’Italia, sono usciti con un’idea di Europa unita e pacifica e con la voglia di costruire un futuro comune. Credo faremmo bene a non dimenticarlo mai, neanche nelle battute polemiche.

Tag: , , , , .

12 commenti a Il Berlusconi anti-europeo non aiuta l’Italia. Nè il nostro confine

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.