31 Maggio 2009

Rifiuti: emergenza ratti

Ratti e puzza in città a causa dei rifiuti umidi il cui terzo passaggio di raccolta è stato abolito. Legambiente Gorizia dichiara condivisibile le preoccupazioni dei cittadini che "temono nella mancanza del terzo passaggio un aumento sia della “puzza” che dei ratti in giro per la città; conseguenze evidentemente legate alla rapida decomposizione della frazione organica presente nel rifiuto umido lasciato per più giorni a temperature elevate".
Sostengono i rappresentanti del circolo goriziano: "È evidente che il terzo passaggio per il ritiro dell’umido porti inevitabilmente ad un aumento dei costi, ma Legambiente ritiene, in merito a questo ultimo aspetto , prioritario l’obbiettivo di consolidare l’importante risultato fino ad oggi conseguito nella percentuale di raccolta differenziata.
Naturalmente il terzo passaggio è anche finalizzato ha ridurre i disagi lamentati dai cittadini e minimizzare gli inconvenienti igienico- sanitari che si verrebbero sicuramente a creare.
C’è il fondato timore che i cittadini per superare gli inconvenienti di cui sopra, siano costretti a conferire la frazione umida unitamente al rifiuto secco residuo, banalizzando in questo modo gli innegabili sforzi, ma con evidenti risultati, fino ad oggi prodotti".

41 commenti a Rifiuti: emergenza ratti

  1. FRANCESCO MANZELLA ha detto:

    Sappiamo tutti, che tra i business più produttivi si può annoverare il riciclo dei rifiuti.
    Ma quello che non si riesce a capire è, come mai di questo business, non ne beneficiano i maggiori produttori, ossia il cittadino contribuente.
    Perchè le tariffe della tassa sui rifiuti urbani, non viene alleggerita, visto e considerato che con l’imposizione della raccolta differenziata si facilita il riciclo di materie fondamentali per la stragrande maggioranza dei settori industriali?
    Il fatto che venga abolito un passaggio settimanale degli addetti alla raccolta dei rifiuti, è a dir poco allarmante, in quanto in nome del risparmio economico si fanno subire al cittadino degli olezzi terrificanti con ciò che tutto questo comporta.
    Se, la raccolta differenziata, è un elemento fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e contemporaneamente una fonte per le aziende che operano in tale settore, questo deve ritornare sotto forma di benefici al principale attore della questione ossia il cittadino.
    Tante volte, sembra che la risoluzione dei problemi sia tanto ovvia, che non si riesce a capire come mai tanti politici, ma sopratutto tanti tecnici non riescono ad imporsi per la risoluzione dei problemi.

  2. t.p. ha detto:

    Tutta questa puzza mi insospettisce: siamo sicuri che nell’umido non ci finiscono anche ossa, resti di carne e pesce e via dicendo?
    si vede che non fai la raccolta differenziata 😉 certo che ci vanno anche quelli ……….. sennò dove li differenzi?? nel secco indifferenziato???
    sarebbe da iniziare a discutere sulla costruzione dei due dissociatori all’ interno della provincia uno per la destra isonzo ed uno per la bisiacaria. il comune che ha sul suo territorio l’impianto riceverebbe 500000 mila all’ anno per le le proprie esigenze sociali, i cittadini avrebbero il 50% di tasse in meno (niente più costi di trasporto fino all’ inceneritore di trieste, costo dei rifiuti a 80 euro la ton. rispetto ai 140 che si pagano ora a Trieste, un servizio raccolta differenziata tramite operatori controllati da Iris o dai vari comuni risparmiando sui costi di appalto) i cassonetti per chi li richiede, la provincia avrebbe una buona quota di metano a basso costo (anche per dare un segnale economico al settore benzinai: con un metano a basso costo credo che anche dalla slovenia verrebbero qui a fare il piano ;-)) e l’eliminazione di tutte le discariche che stanno nascendo sul carso e vicino ai vari paesi facendo funzionare un impianto che non rilascia niente nell’ ambiente perchè non incenerisce ma trasforma a 400° le molecole organiche in metano, acqua, e anidride carbonica. il vetro ed il metallo vengono recuperati dalle ceneri perchè non fondono a quelle temperature e non creano quindi diossina.
    mah……….

  3. abc ha detto:

    Quei materiali fra l’umido che puzzano subito e terribilmente, e che si producono una volta tanto, potrebbero essere consegnati come si fa con la differenziata.
    Non mi pare invece che sia lecito chiuderli bene e metterli fra il secco come fa Milost.
    O sbaglio?

  4. Il genio della lampadina ha detto:

    Già che ci siamo sbolognam… pardon, affidiamo la gestione delle discariche a comitati di genitor.., scusate, lapsus froidiano, di cittadini, a totale carico loro!!!
    Chiaramente il comune continuerebbe a riscuotere le relative imposte!!!

  5. Milost ha detto:

    Certo che la faccio la differenziata, eccome. Ma come previsto in tante parti del mondo, e in particolare d’estate, non ci metto i resti di carne, ossa, pesce. Li metto nel secco, perchè non è vietato da nulla e nessuno.Quello che è vietato è mettere nella differenziata materiali impropri, che rovinano l’intera partita di materiale ricilabile, annullano il vantaggio economico e producono l’aggravio di lteriori costi di smaltimento. Comunque sia, la frazione rappresentata da questi scarti “carne” è veramente irrisoria, e quindi il loro peso economico. La ragione per cui in molte città non si vuole la “carne” dipende proprio dalle terribili fermentazioni che questa produce, capaci di determinare anche una cattiva qualità del compost finale se non trattato appositamente. Ne sanno qualcosa i proprietari di composter, che devono trattare l’organico in un certo modo se contiene un’alta percentuale di rifiuti “animali”.Con i due passaggi dell’umido previsti per quest’estate vedrete voi se vi conviene mettere quattro ossa di pollo nel secco, magari già chiuse in un altro sacchettino, o lasciarle nel sacchetto in materB.

  6. abc ha detto:

    Allora perchè chiamarlo secco se contiene anche umido? e perchè fare la raccolta porta a porta dell’umido?

  7. messimaleveramente ha detto:

    http://www.irisisontina.it/data/IRIS_Depl_IT.pdf
    è sconfortante leggere che, dopo qualche anno dall’ inizio della raccolta differenziata, ci sia ancora chi interpreti “a modo suo” cosa mettere nell’ umido e cosa nel secco.

  8. giovanni ha detto:

    non chiedi il voto già che sei?

  9. Milost ha detto:

    Più che risparmio economico, sarebbe più preciso parlare di contenimento di costi che stanno andando alle stelle!!!
    Tutta questa puzza mi insospettisce: siamo sicuri che nell’umido non ci finiscono anche ossa, resti di carne e pesce e via dicendo? A me due volte bastano,i residui di frutta e verdura e qualche buccia di formaggio non mi pare facciano poi un disastro, e se ho resti sospetti quanto a fermentazioni abnormi li metto nel sacco ben chiuso del secco e finisce lì. Ma ci vuole tanto?

  10. virus ha detto:

    mah. Noi a Gradisca abbiamo la raccolta 2 volte alla settimana da sempre. Nessun problema. Forse i goriziani sono più spreconi e necessitano di una terza raccolta settimanale.
    Per quanto riguarda i ratti vi suggerisco di tenere i sacchetti dell’umido negli appositi contenitori che se chiusi correttamente difficilmente possono consentire ad un ratto di raggiungere il vostro umido.
    🙁
    Virus

  11. Milost ha detto:

    Messimaleveramente, la discussione qui è su pochi grammi di materia che non inficiano in alcun modo la raccolta del secco residuo e mettono l’utente nella posizione di non avere alcun problema se la raccolta dell’umido avviene due volte la settimana. Vatti a leggere cosa si fa in giro per il mondo.Preferisco questa interpretazione,pratica e corretta, priva di conseguenze, ai sacchi della plastica pieni di ogni ben di dio: il mio vicino che differenzia male materiale destinato al riciclo, quello sì che fa danni, alle bollette di tutti noi.

  12. messimaleveramente ha detto:

    @”Milost”
    senza scomodare “il mondo” leggiti e metti in atto le raccomandazioni di casa nostra… ma credo sia tempo perso.
    Non siamo in grado di eseguire, noi cittadini intendo ed in questa decadente città, nemmeno una raccolta differenziata.

  13. Cristina ha detto:

    Milost, grazie per il buon senso con cui spieghi ciò che io in altri post intendevo ma che evidentemente è stato frainteso, visto che mi è stato chiesto se mangio petali di rosa… Se non ti ingozzi di carne due volte al giorno, se non butti nell’umido metà di quello che metti nel piatto, il compost non puzza! E se pure puzzasse: chiudi il sacchettino e lo metti nel secchio. Ma che ci vuole? Mi sembra talmente assurdo star qui a discutere di queste cose… Se Gorizia assomiglia sempre più a Napoli è davvero colpa di Iris, perché ormai è troppo tollerante con chi mette in strada secco, umido, carta, plastica tre giorni prima della raccolta! E poi plastica, su plastica, su plastica – fa così “Italien”! E magari il tutto – addirittura la carta – in un bel sacco nero!

  14. Alessio ha detto:

    Iris credo centri poco, ricordo ancora il putiferio che si scatenò quando gli operatori cominciarono a mettere gli adesivi di non conformità sui sacchi, è il comune che deve reprimere questi comportamenti, visto però che alla fine si tratta di voti…

  15. Milost ha detto:

    Cristina grazie. Fare le cose sensate, e comprendere dove sta il buon senso, pare assai difficile: Iris ha detto, e allora io faccio Questa è la decadenza degli spiriti, altro che della città.Quanto alla repressione, parola impropria, visto che non c’erano reati, era diretta ad avere una differenziata di qualità: quindi nessuno ha mai contestato cosa metti nel secco residuo, perchè anche se sbagli, soltanto aumenti il peso del sacco. Se sbagli la differenziata, chi la controlla butta via tutto. Questo era quello che si doveva capire dalle indicazioni di Iris, e questo non mi pare si sia realmente compreso. Il resto sono pippe.

  16. messimaleveramente ha detto:

    “Nelle isole ecologiche ho visto gente portare in buona fede vasi di vetro accuratatamente lavati con i coperchi di latta bene avvitati.”
    Di sicuro era qualcuno che pensava di fare una cosa sensata…

  17. Alessio ha detto:

    Peccato che le pippe siano stabilite dall’art. 19 del regolamento di gestione rifiuti del comune, mica da Iris.
    Per chi avesse voglia di masturbarsi un po’…
    http://www1.comune.gorizia.it/norme/reg_rifiuti_gestione.pdf

  18. Alessio ha detto:

    Quanto al fatto che aumenti “solo” il peso del sacco residuo, all’inceneritore di Trieste si paga in base al peso in entrata.

  19. ale ha detto:

    Alcuni interventi sono, a dir poco, sorprendenti:
    “[…]Tutta questa puzza mi insospettisce: siamo sicuri che nell’umido non ci finiscono anche ossa, resti di carne e pesce e via dicendo[…]”
    Mi auguro vivamente di sì. Mi auguro che tali rifiuti vengano messi nel contenitore dell’umido dato che è là che dovrebbero venire collocati. È stato così decido e così si fa. Ancora più incredibile è che l’utente in questione tenti disperatamente di portare la ragione dalla sua. Ma lo sa che se la raccolta differenziata non viene perseguita con criteri certi (ovvero il pesce nell’umido e non nel secco o nella plastica o nel vetro etc..) i costi di gestione di una separazione successiva sono decisamente più elevati rispetto al costo originario?
    Mi complimento con lui e lo porto ad esempio come goriziano medio. A Gorizia c’è la differenziata, ci sono le ecopiazzole, ci sono le campane, c’è la discarica, ci sono servizi porta a porta quasi per tutto, manca il servizio porta a porta per pulire il deretano ai cittadini e saremmo a posto.
    Nonostante tutte queste offerte, a passeggiare per Gorizia, si ritrovano innumerevoli rifiuti abbandonati a casaccio in ogni cantone. E, generalmente, chi si lamenta della sporcizia è proprio colui che sporca. Se ognuno si comportasse in maniera matura e solidale rispetto un intento comune (il riciclo e l’abbattimento dell’inquinamento) i costi di gestione di un dato servizio risulterebbero più bassi, purtroppo se un tot di persone continua a sporcare a destra e a manca il costo di gestione, per stare dietro a questi maleducati, aumento e si riversa, percentualmente, su tutti.
    Pertanto sarebbe corretto, ma antidemocratico ed illegale, prendere a calcioni chi abbandona rifiuti in giro per la città. O si potrebbe, ed è concesso, esporre denuncia a chi di dovere. In altre parole se vedo un pirla che mi butta in strada alcuni rifiuti, gli prendo la targa e telefono alla polizia municipale.
    Due volte a settimana per l’umido sono più che sufficienti, così come una volta ogni 15gg per carta e cartone e per la plastica.
    L’utente Milost mi sa che è uno dei tanti che, grazie alla confusione che ha in testa rispetto l’indifferenziata, costringe all’aumento il costo delle bollette. Grazie mille, ed io che mi sbatto anche per lavare con cura le scatolette del gatto per evitare che facciano odore una volte conferite in isola ecologica, grazie mille ancora una voltam e non guardare in giro per il mondo che a farlo si potrbbe polemizzare sul perchè a gorizia non si utilizza lo stesso sistema dell’australia ma adeguati al sistema richiesto a casa tua.

  20. Milost ha detto:

    Bravo, lavale bene le scatolette del gatto, e poi, ma solo poi, valuta se l’acqua che hai usato ( e magari anche il detersivo) non abbiano costituito spreco di risorsa per un verso e inquinamento per l’altro…ma se l’ha detto Iris…e il secco residuo, o indifferenziato come si dice altrove, non viene più separato. Infine, provate a parlare con un tecnico e a vedere quali problemi ci sono in un impianto di compostaggio quando il conferimento della frazione “carne e simili” è elevato. Ma chi se ne frega, direte voi, e lo dico anch’io, tanto il compost non riescono a venderlo comunque.

  21. Cristina ha detto:

    Mi spiace il tuo commento ale, perché credo che le tue posizioni in fondo siano molto simili a quelle di Milost, o alle mie. Sono d’accordo con buona parte del tuo post – sono una che si ferma a fare il lavaggio del cervello a chi butta carte per terra o tiene acceso il motore dell’auto magari per parlare al cellulare con l’aria condizionata, figurati! – solo che mi sembra che il tuo atteggiamento sia eccessivo. Un pezzo d’umido nel secco(questo, e solo questo), non comporta una successiva separazione, è ovvio. Usiamo la logica e il buon senso.

  22. t.p. ha detto:

    Non siamo in grado di eseguire, noi cittadini intendo ed in questa decadente città, nemmeno una raccolta differenziata.
    quell’ eseguire in questa frase denota una classica mentalità per il quale è il cittadino schiavo del pubblico mentre dovrebbe essere il contrario: io cittadino pago un servizio (e lo pago pur bene!!) e pretendo una certà comodità nel servizio che mi viene reso e che io pago. non dovrei impazzire con il calendario o con la problematica pannolini, anguria, carne e pesce ma dovrei avere la comodità che anche differenziando posso lasciare il rifiuto quando voglio…….. anche perchè pago….. chissà dove va a finire quello che pago se il servizio è così scadente……. 🙁

  23. Cristina ha detto:

    Pretendere? Ma vi rendete conto di dove siamo andati a finire grazie al nostro pretendere comodità, lasciare le cose dove fa comodo e via dicendo? Guardate qualche centinaio di km più a sud di Gorizia per capire quanto più in basso si possa ancora cadere in questo Paese. Tu t.p. non solo paghi un servizio pubblico, tu sei parte del pubblico. Quello che fai all’ambiente, al Paese in cui vivi lo fai a te stesso. Immagine del Bel Paese all’estero: se l’Italia è sporca, tu cittadino italiano sei sporco, perché tu sei responsabile dell’ambiente che ti circonda e che quindi rispecchia il tuo modo di essere, di pensare e di vivere.

  24. Alessio ha detto:

    X t.p.
    E’ vero che paghi, però attualmente nessuno paga in base a quello che effettivamente produce come rifiuto, a Gorizia infatti non vengono nè pesati i rifiuti prodotti da ogni famiglia, nè fatturati gli svuotamenti a persona. Se lo facessero allora il tuo sarebbe un discorso corretto. Attualmente però, due nuclei famigliari che vivono in due alloggi di uguale metratura (purtroppo è ancora questo il concetto della TIA) pagano la stessa cifra anche se magari uno dei due mette l’umido assieme al secco.

  25. t.p. ha detto:

    guarda che il tuo è un bel e giusto discorso che condivido pienamente. il problema non è se sporcare o meno (cmq se vai sul carso in questo periodo e magari anche in inverno così cvvedi meglio vedrai quante buste girano con il sistema attuale) perchè tutti vogliono un ambiente sano e il più ordinato possibile credo ma è far eun raffronto tra quello che pago per un servizio e quello che ho. Ora devo lavare un vasetto di vetro prima di riciclarlo se lo gettassi sporco nell’ indifferenziato tanto il riciclaggio avverrà lo stesso non sarebbe lo stesso servizio allo stesso prezzo ma con un fastidio (piccolo) in meno??
    ma non ti chiedi mai perchè belluno è una città grande come monfalcone dove fanno una differenzxiata di libvello e pagano l’ Iris locale solo la metà??

  26. t.p. ha detto:

    E’ vero che paghi, però attualmente nessuno paga in base a quello che effettivamente produce come rifiuto, a Gorizia infatti non vengono nè pesati i rifiuti prodotti da ogni famiglia, nè fatturati gli svuotamenti a persona. Se lo facessero allora il tuo sarebbe un discorso corretto.
    perchè non farlo allora??? sarà questa la grande difficoltà di tutti questi ingegner cane?? 🙂

  27. Alessio ha detto:

    Esatto, t.p., perchè non farlo? Lo chiediamo a Del Sordi?

  28. Alessio ha detto:

    Comunque il “chi inquina paga” non è solo una bella dichiarazione d’intenti, è un principio giuridico recepito a livello comunitario. Quanto ai ripristini dei rifiuti abbandonati da qualche cogli**ne sul Carso, motivo in più per pretendere la repressione dal comune, visto che alla fine la pulizia la paga la collettività.
    Poi se proprio vogliamo andare a vedere i costi di funzionamento di Iris facciamolo pure, senza dimenticare però che questa società è l’eredità lasciataci da come i comuni della provincia gestivano le aziende municipalizzate 10 o 15 anni fa.

  29. t.p. ha detto:

    Poi se proprio vogliamo andare a vedere i costi di funzionamento di Iris facciamolo pure, senza dimenticare però che questa società è l’eredità lasciataci da come i comuni della provincia gestivano le aziende municipalizzate 10 o 15 anni fa.
    non chiedo di chi è la colpa perchè sennò ci perdiamo nel marasma più totale e non si risolve niente ma che almeno si finisca 😉
    basterebbe incentivare i cittadini a fare la differenziata con voglia e non perch+è “bisogna” come d’altronde fanno in molti comuni molto più con senso civico che da queste parti…. a nonantola è da anni che funziona con le isole ecologiche che ti pesano il rifiuto e ti caricano sulla scheda a seconda di cosa differenzi dei punteggi che a fine anno si tramutano in soldi…….. mah…..

  30. Alessio ha detto:

    Se non metti l’obbligo dubito che la cosa funzioni, un esempio? A Trento fino ad un paio di anni a facevano la differenziata con i cassonetti in strada e non erano messi neanche tanto male, se non sbaglio attorno al 53% di percentuale, solo che alla fine sono dovuti passare al porta a porta pure loro, sai perchè? Perchè molti dei comuni vicini, visto che da loro c’era il porta a porta ed avevano questa valvola di sfogo, preferivano usare i cassonetti di Trento per metterci tutto dentro assieme, aumentando notevolmente la quantità di rifiuto da smaltire a carico dei cittadini di quella città.

  31. t.p. ha detto:

    se avessi quel benedetto dissociatore molecolare sul territorio direi anche grazie a chi mi porta rifiuti da un altro comune……… tanto lo trasformo in metano 🙂

  32. abc ha detto:

    Nelle isole ecologiche ho visto gente portare in buona fede vasi di vetro accuratatamente lavati con i coperchi di latta bene avvitati.

  33. Milost ha detto:

    Per t.p. Scusami, ma il vasetto di vetro nell’indifferenziato non viene riciclato, finisce all’inceneritore, dalle cui ceneri probabilmente recuperano solo metalli abbrustoliti ( semprechè gli convenga). Quanto agli incentivi, il nostro sistema già lo prevede: il conferimento alle isole ecologiche determina sconti sulla TIA, proporzionali a quanto conferito.

  34. abc ha detto:

    @messimaleveramente
    Concordo con te, coloro che portano all’isola ecologica i vasetti di vetro con il coperchio diligentemente avvitato sono convinti di essere nel giusto.
    Basterebbe informarli, credo che si adeguerebbero subito. Mi stupisce invece che alcuni mettano l’umido nel secco.

  35. Milost ha detto:

    Ma è incredibile come non si voglia capire: ho detto che evito, come si consiglia “altrove”, di mettere quantità significative di resti di carne, pesce e ossa nella raccolta dell’umido e ciò per i seguenti motivi: puzza da morire, li chiudo in un sacchetto di plastica che non mi piace vada nell’umido, rappresentano in termini di peso una frazione microscopica,non migliorano la qualità della raccolta organica e non guastano la qualità del secco residuo. Io non so cosa voi avanziate nel piatto quando mangiate una bistecca ( io niente) o quando preparate un arrosto: questo per dire che la questione non è quotidiana, non è nemmeno settimanale, mi stupisco voi la consideriate rilevante, quando lo è solo per evitare putrefazioni accentuate dal caldo e l’odore di carogna che ne può derivare. Il che visto il ritorno ai due giri del porta a porta trovo abbia un senso.Non ha senso, invece, che una parte politica abbia fatto fuoco e fiamme per ottenere il terzo giro dell’umido nella fase introduttiva del sistema ed ora faccia marcia indietro senza nemmeno dire “avevano ragione quelli di prima, costa troppo”.

  36. abc ha detto:

    Ok Milost. Potrebbe essere una soluzione anche mettere tutto l’umido nel secco residuo.
    Si risparmierebbero i giri di raccolta separati per l’umido e forse il servizio costerebbe di meno. Questi sono calcoli che potrebbe fare chi decide per tutti.

  37. giovanni ha detto:

    mah! non ho parole, “tutto l’umido nel secco” (???)
    puzza (???) ma se il giro dell’umido lo fanno 2 volte a settimana e il secco 1 volta ogni 15
    ma che state a ddì ???
    nel secco se si seguono le regole dettate da Iris si butterebbero forse , a dire tanto, 1 kg ogni 15 gg( a dir tante ripeto se non avete bimbi con pannolini o vecchi con pannoloni!!!
    il resto del secco ditemi qual’è che farebbe un gran peso????
    ( gli stecchini delle orecchie?)

  38. abc ha detto:

    Allora riassumendo dai precedenti interventi: mettere l’umido nel secco non si deve ma si può.
    E io che pensavo che ciò che non si deve non si può.

  39. Cristina ha detto:

    Milost, rassegnati. Sono duri di comprendonio. Lascia che si sbranino tra loro.

  40. abc ha detto:

    Art.19 comma 1 del regolamento comunale per la gestione dei rifiuti, di cui fornisco il link: ” Sono oggetto di raccolta della frazione umida tutti (sottolineo tutti) gli scarti alimentari di provenienza domestica …”.
    Sarei ben felice che modificassero il testo nel senso che si possa mettere nel secco residuo gli ossi e gli scarti di pesce.
    http://www1.comune.gorizia.it/norme/reg_rifiuti_gestione.pdf

  41. Penta ha detto:

    Ale ha scritto:
    “…a passeggiare per Gorizia, si ritrovano innumerevoli rifiuti abbandonati a casaccio in ogni cantone. E, generalmente, chi si lamenta della sporcizia è proprio colui che sporca.”
    Quindi sei tu a sporcare?

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