21 Maggio 2009

Il Comune intitolerà ‘largo Giardino’ a Tomizza. E, da fine luglio, una mostra sullo scrittore

Il Comune di invia questo. Nell’occasione della ricorrenza del decimo anniversario della morte di Fulvio Tomizza (Materada 1935 – Trieste 21 maggio 1999), due significativi annunci sono stati dati stamane dal Comune di Trieste, nel corso di una conferenza stampa, tesi entrambi a ricordare e riproporre la figura e l’opera dello scrittore, autore teatrale e giornalista istriano e triestino.

Il primo annuncio, oggi nel Salotto Azzurro, alla presenza della moglie signora Laura Levi Tomizza, è stato dato dal Vicesindaco e assessore alla Toponomastica e riguarda la prossima intitolazione a Fulvio Tomizza dell’attuale largo Giardino, spazio cittadino immediatamente vicino allo studio e abitazione dello scrittore, in via Giulia. In merito, il Vicesindaco ne ha auspicato l’attuazione in tempi brevi, precisando come la pratica stia attualmente acquisendo il necessario parere della Soprintendenza, dopo il quale passerà ai capigruppo del Consiglio Comunale e infine alla Giunta Municipale per la definitiva deliberazione.

E’ stata quindi la volta dell’Assessore comunale alla Cultura che, “assistito” dal direttore Dugulin, ha dato notizia e illustrato nelle sue grandi linee l’approfondita e ricca mostra che il Municipio intende allestire alla fine di luglio, nelle centralissime sale di Palazzo Gopcevic sulla complessa e articolata vicenda artistica e biografica di Fulvio Tomizza.

La mostra, che “segnerà” l’intera estate triestina restando aperta fino a fine settembre, e che sarà curata da Gianni Cimador e Marta Angela Agostina Moretto con il coordinamento scientifico del prof. Elvio Guagnini, sarà intitolata, in modo oltremodo significativo e pienamente atto a sintetizzare l’uomo e lo scrittore, “Fulvio Tomizza. Destino di Frontiera”, riprendendo in ciò il titolo di un importante libro-intervista (ed. Marietti, Genova 1992), nel quale Tomizza ebbe a raccontare se stesso, la propria vita, il rapporto con la scrittura, con il mondo della letteratura, con l’Istria e Trieste, con la storia passata e contemporanea.

Ebbene – è stato detto oggi – tutto ciò vorrà essere anche la prossima mostra, nell’intento di rendere – assieme all’intitolazione viaria – un fervido e doveroso omaggio allo scrittore, ma, nel contempo, volendo offrire a distanza di dieci anni, agli studiosi, ai triestini, ai cittadini tutti di queste Regioni di confine che erano al centro del suo pensiero, un puntuale approfondimento e una rivisitazione della sua intensa esperienza umana e civile.

E ciò, tramite documenti fotografici, figurativi, manifesti di incontri e di presentazioni, ma, ancor di più, le sue pagine manoscritte, i tanti oggetti che “popolavano” il suo studio e che tenevano compagnia a Tomizza nelle ore del lavoro artistico e letterario; a testimonianza e descrizione di quale fosse il “laboratorio dello scrittore”.

Altri documenti ci porteranno dallo studio cittadino di via Giulia ai giorni trascorsi nella casa istriana, dove Tomizza alternava la scrittura alla cura dei campi, quasi in un desiderio di recupero e di rimpossessamento del rapporto con il mondo della natura, abbandonato con l’esodo dall’Istria nel 1955.

La sua molteplice attività artistica vedrà poi documentati i rapporti con altri scrittori, l’importante lavoro svolto in campo teatrale, l’attenzione al mondo giovanile (con i libri per bambini e ragazzi), il suo cordiale rapporto col mondo dello sport.

E ancora si potranno apprezzare pagine di giornali italiani e stranieri, con importanti testimonianze critiche che hanno documentato la fortuna dell’opera tomizziana, e le carte topografiche e geografiche, i microfilm, i dizionari e altri strumenti di cui lo scrittore si avvaleva.

Il tutto – come ha voluto precisare il Direttore dell’Area Cultura e dei Civici Musei di Storia e Arte Adriano Dugulin – realizzato anche tramite un lungo lavoro di esame e di “discesa” nei documenti e negli oggetti di Tomizza che i curatori della mostra hanno potuto svolgere nella casa di via Giulia grazie alla grande disponibilità, alla continua presenza e affettuoso affiancamento della signora Laura.

Signora Laura Tomizza che, oggi, in Salotto Azzurro, ha voluto rivolgere un vivo ringraziamento al Comune, a Sindaco e “vice”, all’Assessore alla Cultura, al direttore e a tutti i curatori e preparatori della mostra, esprimendosi in tal senso con un commosso messaggio, in gran parte letto stante la visibile emozione, nel quale – tra l’altro – ha definito Fulvio Tomizza come “l’ultimo umile erede della letteratura del ‘900 in queste terre”.

L’Assessore comunale alla Cultura ha voluto quindi brevemente tratteggiare la figura di Tomizza, definito “scrittore di frontiera” sin dal suo primo maturo e importante libro, “Materada” (1960). Un autore che seppe assumere notorietà nazionale e internazionale, entrando nel gruppo di punta degli scrittori europei del periodo, anzi – ha detto l’Assessore – essendo anticipatore della dimensione europea di quest’area e delle trasformazioni sociali e civili che questa fetta d’Europa solo oggi sta pienamente realizzando. E tuttavia distinguendosi sempre per il suo carattere semplice e alla mano.

In vista della mostra, è anche in preparazione un nutrito catalogo-guida all’esposizione, a cura di Anna Krekic del Nucleo Operativo Ricerche e Progettazioni dei Civici Musei Storia e Arte.

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