23 Febbraio 2009

L’elezione di Franceschini divide i democratici Fvg

L’assemblea elegge il nuovo segretario nazionale del Pd, Dario Franceschini, ma una frattura tra i dirigenti del partito e la base non sembra risolta.

Per Zvech, Franceschini sarà un ‘segretario vero’ (Ansa). Per Rosato è una “boccata d’aria fresca” (Ansa). Gherghetta sul suo blog scrive che Franceschini “può essere un segretario fino ad ottobre, ma forse può esserlo anche oltre”.

Dall’altra parte ci sono i democratici con poco potere e poco entusiasmo, come Stefan ?ok. Senza peli sulla lingua è Marco Rossi, dei giovani del Pd del Friuli Venezia Giulia, che scrive tra le altre cose:

Mi ha fatto schifo leggere le dichiarazioni dei vari “oligarchi” nazionali, tutti pronti a dire che “la rappresentazione di un Pd dominato da 10 oligarchi è francamente eccessiva”: i vari Finocchiaro, D’Alema, Castagnetti, Rutelli, Fassino, Marini, tutti pronti a evitare che sia addebiti a loro la colpa della crisi del Pd. Perché sicuramente la colpa è altrui, magari dell’altra corrente, magari degli ex-DL o degli ex-DS. La colpa è sempre di qualcun altro, e soprattutto del “mancato radicamento territoriale”.

Eh no!

Il radicamento c’è! Ci sono migliaia di circoli, ci sono tanti militanti e simaptizzanti, che se non si iscrivono è perché pretendono, prima di iscriversi, che si decida se gli europarlamentari eletti siederanno nei banchi del Pse o da qualche altra parte, che si decide se il Pd è contro o a favore del etstamento biologico, che si decida qualunque cosa ma qualcosa si decida. La scusa del radicamento viene propinata da 2 anni per non ammettere che il problema, in realtà, sono i vertici.

E’ un’intero gruppo dirigente, un’intera generazione io credo, ad aver fallito.

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