8 Novembre 2008

Il patto di coalizione del governo Pahor

La politica slovena sembra essersi messa in moto. Mentre il parlamento ha formalmente confermato l’incarico a Borut Pahor di formare il nuovo governo con un robusto 59 a 24 e nominato Aurelio Juri a sostituirlo al Parlamento europeo i partiti della coalizione di governo hanno reso pubblici i contenuti dell’accordo di coalizione – giunto alla terza stesura che, dicono, sarà quella buona – siglato giovedì. 67 pagine di buoni propositi (PDF da primorska.info) da cui pesco qua e là le parti di interesse transfrontaliero.

Nella parte che riguarda la politica energetica troviamo così a pagina 13 che “l’elettricità dalla centrale nucleare di Krško è un importante fonte di fornitura stabile di energia elettrica in Slovenia e ci impegneremo a farla rimanere tale. Per questo motivo investiremo nell’allungamento della vita utile della centrale e risolveremo prioritariamente l’immagazzinamento delle scorie nucleari. Prenderemo in esame la necessità di accelerare la costruzione del secondo blocco della centrale. Prima della decisione finale sulla costruzione verificheremo la volontà dei cittadini e delle cittadine tramite referendum.”

Anche le politiche ambientali trovano il loro giusto spazio, in cui i partner della coalizione si impegnano a pagina 22 a “fare da tramite verso Italia e Croazia dell’iniziativa di proclamare l’Adriatico settentrionale Area particolarmente sensibile (PSSA). Nel pianificare la costruzione di terminali GPL ed altre strutture impegnative nella zona dell’Adriatico settentrionale è necessario prendere in considerazione gli effetti transfrontalieri sull’ambiente e la direttiva Seveso. Tali strutture vanno poste ad opportuna distanza da coste densamente popolate e non in baie chiuse.”

Un capitolo tutto per le minoranze, invece, a pagina 46: Attenzione per la situazione delle minoranze autoctone italiana ed ungherese e dei loro appartenenti in uno spirito di convivenza interculturale.
“Ci impegniamo acchè i diritti garantiti alle minoranze italiana ed ungherese dalla costituzione e dalle leggi settoriali vengano coerentemente rispettati e coerentemente messi in pratica. Qualora i parlamentari delle due comunità ritengano che per una più appropriata tutela e realizzazione di questi diritti la Slovenia abbisogni di una legge quadro o altre soluzioni o modifiche legislative sistemiche il governo concorrerà alla loro stesura e coordinamento e su loro proposta ne appoggerà l’iter parlamentare.
Ci impegniamo a procedere nella stesura delle proposte di bilancio a partire dal livello di finanziamento gia garantito ed a collaborare attivamente con i parlamentari delle comunità nazionali italiana ed ungherese acchè compatibilmente colle disponibilità siano presi in considerazione anche le loro attese riguardo la certezza dei mezzi finanziari per l’attività e lo sviluppo delle due comunità e delle loro istituzioni.
Se i parlamentari delle comunità nazionali riterranno trattarsi di questioni importanti relative agli interessi delle comunità rappresentate il primo ministro s’impegna a contribuire a soluzioni concrete in diretta collaborazione con loro, se necessario con l’inclusione di ministeri o altri organi competenti.
Per la realizzazione di quanto sopra ci impegniamo a stilare entro sei mesi dall’elezione del governo della Repubblica di Slovenia assieme ai parlamentari delle nazionalità un elenco dettagliato delle questioni da risolvere nel campo della creazione ed esecuzione di politiche dirette alle comunità nazionali in un quadro di convivenza interculturale e di stilare a tale scopo un apposito scadenzario”.

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