28 Marzo 2008

Bajram Rexhepi, sindaco di Mitrovica: “Il futuro del Kosovo è in Europa”

Ieri si è svolto a Padova un interessantissimo convegno dal titolo “Kosovo: ambiente e operatori di pace”, organizzato dal Comune di Padova insieme ad ACS e all’Associazione per la Pace, su iniziativa dell’assessore all’ambiente e alla cooperazione internazionale Francesco Bicciato.

Il convegno mirava a porre l’accento sulla preoccupante situazione del Kosovo da un punto di vista ambientale, cercando di integrare, nell’analisi sul post-conflitto, le riflessioni sulle necessarie azioni in termini di relazioni sia tra le diverse comunità sia tra queste e l’ambiente nelle quali vivono. Questa visione integrata risulta quanto mai necessaria per iniziare a porre come fondamentale per il futuro del Kosovo la questione dello sviluppo, che sia portatore di opportunità economiche, ma anche rispettoso dell’ambiente e capace di costruire dialogo.

Il ruolo degli operatori di pace è stato quindi analizzato in un’ottica di complessità degli interventi e di complessità degli attori che operano nelle situazioni di post-conflitto, anche come ruolo di agenti di sviluppo, sapendo però che quando una situazione si radicalizza risulta molto difficile parlare anche di attività e iniziative concrete.

Infatti l’unica nota negativa è che la convegno erano invitati come relatori sia gli amministratori di Mitrovica (sostanzialmente della parte sud della città, e quindi autorità politiche della componente albanese), sia amministratori di Zvecan (municipalità a maggioranza serba) – oltre che rappresentanti del Comune di Padova, della Provincia di Ferrara, dell’Associazione per la Pace e dell’Università di Padova – ma purtroppo i rappresentanti di Zvecan hanno deciso di non partecipare proprio perché contrari a stare allo stesso tavolo con quelli di Mitrovica. Tra i partecipanti c’erano anche studenti provenienti dal Kosovo, sia albanesi che serbi, cosa che ha permesso comunque una buona discussione, ma sicuramente è mancata la possibilità di stabilire un dialogo su una questione fondamentale per il comune futuro come è quella ambientale.

È stata comunque una buona occasione per incontrare il sindaco di Mitrovica Bajram Rexhepi, e parlare con lui dell’attualità del Kosovo. Bisogna ricordare che Rexhepi è stato anche Primo Ministro del Kosovo dal marzo 2002 all’ottobre 2004. Se si cerca Rexhepi online Wikipedia dice “.. is considered as moderate politician, and he claimed one of his most important goals would be to to enhance ethnic tolerance and reconciliation“.

Non ho fatto a Rexhepi una vera e propria intervista, ma riporto qui alcune delle sue dichiarazioni fatte sia durante la sua relazione sia in risposta a domande emerse dal dibattito sia dalle chiacchierate informali durante la giornata e durante la cena.

Riguardo al tema specifico del convegno Rexhepi tra le altre cose ha detto che “Mitrovica in particolare è una delle zone più inquinate del Kosovo, che è uno dei paesi più inquinati d’Europa. Lo sforzo prioritario è quindi portare il Kosovo negli standard ambientali europei, sia per quel che riguarda le attività produttive sia per le specifiche azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e naturale”. Le priorità sono lotta all’inquinamento ed energie rinnovabili, e particolare attenzione sarà posta all’acqua, sia per innalzarne la qualità sia per renderla disponibile costantemente a tutti cittadini (ricordiamo che, come per l’energia elettrica, l’erogazione dell’acqua viene spesso interrotta).

Una delle questioni da non sottovalutare è la ricchezza di carbone che il Kosovo presenta, che quindi rimane una delle sua risorse più importanti, anche per la produzione di energia elettrica. Rexhepi ha espresso piena consapevolezza sul fatto che tale produzione è fattore di inquinamento ed ha quindi auspicato la possibilità di ottenere tramite la collaborazione internazionale sia competenze tecniche che impianti a minor impatto ambientale.

Rexhepi ritiene la cooperazione con gli enti locali e le regioni italiane strategica e la richiesta di collaborazione è stata espressa in generale per tutte le questioni ambientali, ma un accenno particolare è stato anche rivolto alla questione rifiuti, per i quali il Comune di Padova ha subito offerto supporto tecnico.

Passando poi alle questioni più generali e attuali sulla situazione politica del Kosovo, Rexhepi ritiene errata la visione che si ha dell’indipendenza come atto unilaterale, definendo la stessa come “atto concordato con la comunità internazionale. In questo senso ritiene che non si possa tornare indietro sulla strada segnata, che il Kosovo ha riconosciuto di essere uno stato multietnico e che prevede grandi garanzie per le minoranze. Il Kosovo indipendente quindi non ha chiuso le porte alla comunità serba, anzi, ogni sforzo sarà fatto per lavorare per un futuro comune. Quindi Rexhepi ritiene che la responsabilità di un’esclusione dalla vita del Kosovo sia dovuta alla chiusura netta dei serbi a qualsiasi dialogo, e che se la parte serba non vuole dialogare la stragrande maggioranza del Kosovo ha diritto di crescere, di svilupparsi e non può stare ad aspettare.

Infine, ad una mia specifica domanda sul suo ruolo di Sindaco nella costruzione di un futuro di pace e di sviluppo, anche in relazione alle forze internazionali presenti e tenendo conto dei rapporti internazionali, Rexhepi ha dichiarato che “il futuro del Kosovo è in Europa e che è suo auspicio che l’ingresso pieno del Kosovo in Europa avvenga in pochissimi anni. Lui come Sindaco si sente responsabile del benessere di tutta la comunità, e ritiene che la missione europea che va ad iniziare (l’Eulex) sarà di grande aiuto al rafforzamento delle istituzioni e al raggiungimento di una situazione di stabilità e sviluppo per tutto il Kosovo. Per quanto riguarda la presenza delle forze militari, Rexhepi ha dichiarato che “le forze militari internazionali non sono state imposte ma sono state richieste dalla comunità kosovara”, e che, data la situazione attuale di tensione, “continuano ad essere attore importante e fondamentale per la costruzione del futuro del Kosovo come stato libero, sicuro e democratico”.

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