10 Febbraio 2008

Ancora troppi steccati per una memoria condivisa?

Ci sono stati segnalati due commenti sulla Giornata del Ricordo, entrambi puntano l’attenzione sull’assenza nella Trieste del 2008 di una ‘memoria condivisa‘ delle tragedie che hanno colpito più di mezzo secolo or sono le popolazioni transitate in queste terre.

Il primo è l’articolo di Federico Degni Carando apparso il 6 febbraio su Osservatorio Balcani, di cui un abstract:

La mia memoria è quella della Resistenza. In questo senso, mi sono sempre sentito in sintonia con la Giornata della Memoria del 27 gennaio. Mi sono sentito spesso lontano, invece, dal Giorno del Ricordo del 10 febbraio. Tutto ciò è giusto? Credo di sì: partecipando ad una memoria piuttosto che ad un’altra non si trasgredisce nessuna legge. E’ morale? Credo di no: le vittime del 10 febbraio sono forse diverse da quelle del 25 aprile o del 27 gennaio? La risposta è no.

Il secondo è un articolo di Gian Matteo Apuzzo del Partito Democratico, apparso ieri sul Piccolo, di cui un altro spezzone:

mi sarei quindi aspettato uno sforzo maggiore nel superare le incomprensioni del passato, mentre sembra invece che in alcune aree del centrodestra aleggi ancora una certa ambizione di “esclusività”. Un atteggiamento che rischia di portare come deprecabile conseguenza, mi pare, la divisione anche all’interno dello stesso mondo degli esuli.

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12 commenti a Ancora troppi steccati per una memoria condivisa?

  1. marisa ha detto:

    Scusate, ma la “Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena” sui “Rapporti tra itaiani e sloveni dal 1880 al 1956”, consegnata ai Governi italiano e sloveno dopo 8 anni di studio e incontri (a partire dal 1993) e già pubblicata ufficialmente dalla Slovenia nel, mi pare, 2001, che fine a fatto in Italia?

    In quale cassetto di quale Ministro è ancora chiusa? Perchè l’Italia non la pubblica ufficialmente?

  2. marisa ha detto:

    scusate: che fine ha fatto…

  3. Per quel che mi riguarda, la relazione della commissione, che si trova sul sito di Dejan Kozina, andrebbe diffusa il più possibile.

  4. Dejan Kozina ha detto:

    La relazione [http://www.kozina.com/premik/] è lì fuori dal 2003 (come passa il tempo!) ed ogni mese passano a farle visita circa 200 persone (grazie Google!).
    Quanto ai cassetti ministeriali, la risposta ufficiale è tanto vacua quanto è deprimente:
    http://www.camera.it/resoconti/resoconto_allegato.asp?idSeduta=161&resoconto=btris&param=btris#n4-02510
    Quel che mi urta di più è che addirittura mi usino come scusa per non pubblicarla…

  5. marisa ha detto:

    Oppure selezionando questo indirizzo internet.

    http://www.slov.it/?section=articles&journal=30

  6. andrej ha detto:

    La relazione purtroppo non viene pubblicata ufficialmente, perchè non piace a certi gruppi di destra, siccome riporta verità storiche diverse alle loro che usano come propaganda.
    Triste, ma è così

  7. alessandro ha detto:

    il dieci febbraio si ricorda l’esodo di istriani fiumani e dalmati e gli eccidi delle foibe. un pensiero e una preghiera per questi caduti e fuggiaschi non intacca l'”immacolato” libro della resistenza (sic). la destra ha fatto più danni che altro monopolizzando la questione ma è vero anche che la sinistra l’ha sempre ignorata! anche al giorno d’oggi alcuni sindaci dell’altipiano non portano i gonfaloni a basovizza! è una vergogna! la pace si costruisce sui sentieri della verità. il fascismo in tutto quesdto c’entra forse al 30 % e chi non ci crede legga gli atti dei poteri popolari in istria e trieste e legga insigni storici come Pupo (al di sopra di ogni sospetto.
    per il resto ben venga trieste europea all’insegna della sua antica vocazione emporiale e culturale

  8. enrico maria milic ha detto:

    pupo dice che l’esodo e le foibe vanno contestualizzati nel periodo che segue ed è legato al ventennio (cf. “il lungo esodo”).

  9. marisa ha detto:

    Aggiungo a quanto già scritto da Enrico Maria Milic:
    Raoul Pupo (Università di Trieste) ha anche fatto parte della Commissione storica italo-slovena che poi ha redatto la “Relazione storica” relativa ai “Rapporti tra italiani e sloveni dal 1880 al 1956”. Relazione in cui NON viene avallata la tesi che nella Venezia Giulia sia stata perpetrata la pulizia etnica da parte del governo jugoslavo.

  10. Matteo Apollonio ha detto:

    Ok perfetto, appena posso mi leggo la relazione citata sopra. Intanto però vogliamo decidere perchè tot. migliaia di persone sono finite vive, mezze vive o morte, dentro a buchi sistemati da madrenatura su un altipiano chiamato Carso? Sono forse tutti scivolati accidentalmente? So già che approfitterete per darmi del FASISTA e quant’altro, ma mi sembra un po’ patetico fare i puntini sulle i a questi argomenti. Ci si può intestardire su altre questioni non vi sembra?

  11. Per Alessandro: la verità è sacrosanta.
    Pensi che quella che viene detta il 10 febbraio, fingendo che la storia cominci il 1° maggio del 1945, sia la verità?
    Pensi che INSABBIARE la relazione della commissione mista sia rispetto della verità?
    Per me no.

  12. andrej ha detto:

    Per Apollonio: le foibe sono state usate per i seguenti scopi:
    1)vendetta contro i fascisti (soprattutto dopo il 43)
    2)vendette personali
    3)eliminazione elementi ostili al regime
    4)fosse comuni di morti in battaglia (scavare fosse sul carso non è cosa semplice. Tra queste risulta anche la foiba di Opicina ( o Gropada) e anche il pozzo Basovizza.
    5)tanti sono stati purtroppo anche gli innocenti che sono stati gettati dentro, incolpati di fascismo o come oppositori al regime.

    Tutto scritto nella relazione.

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