11 Dicembre 2007

RiPristina

Questo breve articolo vuole esplorare uno dei tanti scenari che da oggi ai prossimi mesi potrebbero svilupparsi in Kosovo. E’ frutto della mia analisi di piccoli fatti che si stanno sviluppando e contraddicendo negli ultimi giorni. Andiamo ai fatti.

Ieri mattina infine, la popolazione kosovara ha manifestato la sua voglia ed il suo proposito di avere un’indipendenza netta e definitiva dalla Repubblica di Serbia. Alcuni stati dell’UE sono usciti allo scoperto e hanno manifestato le loro perplessità sulla fretta con cui si sta cercando di forzare il processo di discussione ed elaborazione di una soluzione per l’area.

Per primi sono quei paesi che in casa loro hanno problemi simili: Slovacchia, Spagna, Grecia. Ma non è solo questione dei vari indipendentismi. E’ uno dei tanti modi per guadagnare tempo che ha l’UE, per deteriorare sicurezze e progetti, che tanto sicuri poi non sono. La maggioranza kosovara ha vinto. Solana, ministri, rappresentanti, istituzioni. Tutto perfetto, copertura mediatica. Tutti sanno da ieri, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la maggioranza del Kosovo vuole fare dell’area uno stato sovrano, indipendente dalla Serbia. D’ora in avanti la maggioranza kosovara ha tutto da perdere e si gioca tutto da sola. O quasi.

I protettori primi del Kosovo sembrano quindi essere gli USA. Ma c’è un problema serio. Il Presidente Bush ha iniziato il suo ultimo anno del secondo mandato, terminato il quale farà un altro lavoro. Bush ha una voglia matta di finire bene tutto.Per cui se la strada fosse in discesa sarebbe lieto di fare la fotografia assieme alle due parti nel giorno dell’accordo. Ma né fotografie, né strette di mano sembrano esserci nell’immediato futuro. Per cui, più i mesi vanno avanti, più gli USA si allontaneranno dal proposito iniziale defilandosi.

In Serbia ci sono le elezioni presidenziali a fine gennaio e Tadic, l’attuale presidente, verrà riconfermato. La gente è contenta del suo operato e vede in lui una certezza, al contrario del frammentato e inconcludente parlamento del premier Kostunica che fa quello che può, ovvero poco o nulla. Per cui la Serbia continuerà ad essere ferma e determinata sulla questione, dietro al suo presidente.

L’incognita resta il Kosovo ed i suoi esponenti politici. Avranno la forza di portare avanti questa guerra di logoramento diplomatico o prima o poi qualcuno inizierà a far di testa sua? Riuscirà Thaci e Uck a tenere unito il fronte kosovaro su una linea pacifica o ci sarà qualche spaccatura? La storia è ricca di provocazioni ad hoc o di fatti pilotati volti a discreditare una parte piuttosto che un’altra. Attenzione quindi a leggere tutti i fatti e fatterelli dei prossimi mesi che accadranno nell’area.

Il quadro politico kosovaro è stato unito nel chiedere l’indipendenza e fin qui tutto facile. Ma da questo a dire che abbiano anche la stessa capacità nell’elaborare un progetto comune per il futuro ce ne passa. Dietro a questi interessi non c’è soltanto la voglia di emancipazione e partecipazione della gente, ma anche molti gruppi criminali che un po’ di soldi li hanno investiti in questa storia.

Questi signori non hanno probabilmente la stessa pazienza e lo stesso savoir faire dei diplomatici inglesi. Quanto tempo aspetteranno prima di trovare “più rapide ed originali soluzioni”? Inoltre l’UE avrebbe tutto l’interesse ad aiutare ed attrarre la Serbia verso la sua orbita piuttosto che lasciarla cadere nelle braccia dei “fratelli russi”. Non trascuriamo inoltre che la Serbia in un’ottica strategica, è molto importante averla amica, per contenere spinte ed influenze musulmane da sud.

Per cui l’UE aiuta la Serbia. La Russia anche. Il Kosovo? Il Kosovo farebbe bene ad accettare qualcosa intanto. A voler troppo…

Postilla:

quindi la Serbia, la Russia e “gli stati uniti d’Europa”. Ma quel signore in cornice in tante trattorie della Slovenia, parecchi anni fa, non comandava in una situazione piuttosto simile? Forse il Teran mi ha confuso le idee o forse la storia si ripete, come tanti veci in giro per le osterie disi sempre?

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