9 Settembre 2007

Sale conferenze inaccessibili ad associazioni e cittadini monfalconesi

Gli alti costi per l’uso delle sale conferenze discrimina le associazioni e i cittadini monfalconesi. E’ l’accusa lanciata  dal Comitato contro il corridoio cinque. "La prima sala che prendiamo in esame – spiegano – è quella della Biblioteca, che viene descritta capace di contenere 60 persone sedute ed è promossa come sala attrezzata tecnicamente per convegni, dibattiti, conferenze e attività culturali.
Il Comune concede l’uso della sala conferenze solo ed esclusivamente alle associazioni, istituzioni ed enti, senza prevedere la possibilità di poter consentire tale spazio a singoli cittadini, a comitati o gruppi informali…

moche si occupino senza fini di lucro di problemi inerenti al territorio monfalconese. La sala della Biblioteca ha un costo di circa 50 euro all’ora durante l’apertura, mentre durante le giornate di chiusura o fuori orario di apertura, il costo sale a circa 100 euro all’ora".
Altra struttura adibita a incontri pubblici è quella della Casa albergo di via Crociera: "questa amministrazione – spiegano – ha rideterminato le tariffe per la concessione in uso dello spazio riunioni grande (21 euro) e della sala riunione piccola (11 euro). C’è anche da dire che queste due sale sono un po’ periferiche e molto spesso sono occupate dall’attività della Università della terza età. La sala del Consiglio comunale non viene concessa, se non per lo svolgimento delle attività del Consiglio o iniziative promosse o patrocinate dalla amministrazione comunale. Infine, la sala pubblica del Mercato di piazza Cavour è praticamente impossibile da prendere in affitto visto l’esoso costo, che si aggira a circa 150 euro all’ora. Anche la sala della Galleria espositiva è concessa solo ed esclusivamente alle associazioni, istituzioni ed enti. Con questa piccola analisi – concludono i referenti del Comitato contro il corridoio cinque – si vuole sottolineare come non esista in tutta Monfalcone una sala gratuita ed accessibile ai singoli cittadini, in cui si possa organizzare un dibattito civile e democratico, mentre per le piccole associazioni di volontariato, a causa dell’eccessivo costo, risultano di fatto impraticabili. Auspichiamo pertanto una modifica del regolamento d’uso delle sale, tesa a non penalizzare l’organizzazione e la partecipazione dei cittadini, anche non organizzati in Associazioni formalmente costituite. L’attuale meccanismo, a nostro giudizio, crea un discrimine esclusivamente economico e non lascia spazio alla crescita della società civile ed alla discussione sui problemi reali e più sentiti dalla popolazione che riguardano il nostro territorio".

Un commento a Sale conferenze inaccessibili ad associazioni e cittadini monfalconesi

  1. k ha detto:

    Ho saputo che anche la sala del nuovo Centro Giovani sarà a pagamento. In tutta Monfalcone non esiste una sola sala gratuita. Bene fa il CCC5 a protestare!

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