9 Luglio 2007

Caffè Teatro chiuso dalla Finanza

Chiuso dalla Finanza per mancata emissione di scontrini. E’ quanto accade al bar Teatro. La Guardi di finanza, con tanto di cartello esposto sulle vetrine del locale, ha intimato la chiusura per quattro giorni al noto locale di corso Verdi. La motivazione è stata proprio la mancata emissione di alcuni scontrini in una serata di qualche settimana fa. Il bar resterà chiuso fino al 13 luglio.

7 commenti a Caffè Teatro chiuso dalla Finanza

  1. Vale ha detto:

    Ritengo che sia giusto sanzionare e pubblicizzare l’evasione fiscale, in qualsiasi forma venga perpetrata, perchè danneggia quanti a stipendio fisso, pagano le tasse fino all’ultimo euro e limita lo sviluppo economico di una nazione! Posso comprendere che vi siano troppi balzelli sulle attività commerciali, che rischiano alla lunga di limitarne lo sviluppo, ma sono altrettanto convinto che sia necessario arrivare rapidamente a far pagare a tutti, meridione d’Italia compreso, le tasse in funzione del reddito percepito.

  2. Alessio ha detto:

    Sarà mica che si presume che certe categorie evadano perchè dalla dichiarazione dei redditi è emerso che in media denunciano meno dei loro dipendenti?

  3. Alessio ha detto:

    A proposito, complimenti al neo-assessore Ceretta per la strenua difesa dei poveri e vessati commercianti comparsa oggi sulla stampa.

  4. Ezio ha detto:

    Sarebbe bello che si pagassero le tasse in funzione del reddito percepito, purtroppo in Italia si paga in base al reddito presunto. Non ci sono quindi solo troppi balzelli (abbiamo perfino la tassa sulle ombre proiettate su suolo pubblico o sui terrazzi sporgenti, abbiamo tasse e contributi a loro volta ivati in bolletta), ma sono per giunta calcolati non in base a quello che hai, ma in base a quanto si stima tu abbia, presumendo per altro che tu evada.
    Il rapporto tra stato e cittadino in merito alle tasse non e’ mai sereno in nessun paese, ma qui si viene munti anche del latte non si possiede, con tanto di presunzione di colpevolezza e beffati con tasse e tassette inique e subdole, seguita poi dalla totale mancanza di trasparenza in merito all’uso dei fondi raccolti. Auguriamoci solo che non peggiori.

  5. Ezio ha detto:

    Eh, Alessio che ti devo dire, parli tu stesso di media, ma la presunzione di colpevolezza colpisce anche chi dichiara il giusto. Non solo, colpisce e punisce anche chi davvero guadagna poco. Assurdo? Nell’imprenditoria sono cose che succedono, puoi guadagnare ed arricchirti ma anche impoverirti e perderci, si tratta pur sempre di attivita’ a rischio, e tutti i negozianti che hanno chiuso lo sanno bene. Siccome ci sono evasori, dobbiamo pensare che lo siano tutti e punirli in anticipo? Lo stato e’ vessatorio e i deboli pagano.

  6. Virus ha detto:

    Penso che non sia giusto considerare nello stesso modo la piccola, microscopica attività commerciale e quella più grande.
    Il reddito presunto, secondo la mia modesta opinione, non è etico.
    In qualche modo si dovrebbe salvaguardare i piccoli negozi, in particolare quelli che ancora esistono in piccoli paesi e che hanno una funzione anche sociale, che vendono generi alimentari come il pane e il latte a persone anziane. Conosco personalmente negozianti vicini alla pensione che tengono aperta la bottega solo per pagarsi i contributi. Quando queste persone arriveranno alla pensione molti paesi non avranno più nessun negozio. Altro che reddito presunto, i piccoli in aree con pochi abitanti dovrebbero avere una cifra minima annuale da pagare anzi in alcuni casi non dovrebbero pagare nemmeno la TIA che per molti è insostenibile. Ogni paese ha diritto di avere un bar, un negozio, una piazza e una Chiesa. Con una tassazione diversa forse qualche giovane disoccupato i occupato con lavoro interinale di San Martino del Carso potrebbe aprire un piccolo negozio. I politici dovrebbero attivarsi per tutelare le piccole comunità non per distruggerle.

  7. cla ha detto:

    Tempo fa sul giornale apparvero le stime dei redditi percepiti da certe categorie, in base a quanto denunciato dai redditi e la “sorpresa” fu di leggere che un dentista e un gioielliere guadagna meno (ma molto meno) di un dipendente pubblico, che il suo reddito lo dichiara fino all’ultimo euro.
    Allora mi fanno ridere quelli che attaccano la legge “ingiusta e vergognosa” che impone la chiusura del locale a chi evade, a chi parla di commercianti strozzati dalle tasse… sì strozzati dalle tasse (non solo i commercianti!) , ma “grazie” alle furbizie dei soliti noti.
    Fatture, scontrini, e meno privilegi per certe categorie.

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