3 Giugno 2007

Appunti multimediali sulla tappa del Giro allo Zoncolan

(il video di Bora.La è stato girato e montato in maniera orgogliosamente amatoriale da Massimiliano e Enrico Maria Mili? – presenti sullo Zoncolan mercoledì 30 maggio dalla mattina alla sera)

LA MONTAGNA IMMAGINATA

Una volta sul sentiero di montagna si erigevano icone per Cristi e santi. Il comitato organizzatore locale della tappa dello Zoncolan, paesani e tifosi entusiasti ora iscrivono sulla montagna i nomi di ciclisti, fiocchi e merletti rosa, sfottò.

I 10 km dello Zoncolan sono effettivamente faticosissimi, lo sono stati anche per noi che l’abbiamo fatta a piedi su e giù con calma nell’arcodella giornata ”’e pur che semo giovini”’. Ma la mitizzazione non avviene senza una storia e un narratore.

Tra le altre cose, lungo la strada su per la montagna, gli organizzatori hanno piantato una serie di tabelloni su dei pali in ferro (più visibili dei segnali stradali), di sapore quasi staliniano. I tabelloni sono a memoria di una selezione di eroi o presunti tali della storia del ciclismo: non è solo il ciclismo a essere glorificato, ma è la salita dello Zoncolan che si vuol far passare come un tempio al ciclismo, come parte della storia del Giro prima che i girini stessi passino per la prima volta su questa salita.

Oltre al pendio, alla festa a metà tra la scampagnata e il raduno alpino, quello che mi ha colpito per tutti i 10 chilometri della terribile salita è proprio l’ostinazione con cui l’organizzazione locale vuole ritrarre questa salita: versi danteschi che paragonano lo Zoncolan all’inferno, sfottò ai ciclisti che dovrebbero venirne massacrati, brochure che la ritraggono (per voce anche di molti esperti e ciclisti) come la salita più dura d’Europa. Sarà pur vero, ma una parte della cosmetica e l’opera di convincimento sono tutto meno che autentiche.

I quotidiani nazionali e locali si prestano al gioco dell’ufficio stampa e delle anse: “kaiser zoncolan”, “10 km di pura sofferenza”, “la salita più attesa e temuta”, “diventerà un luogo sacro del ciclismo”.

Va notato ancora come molti piazzino in giro per la montagna, tramite bandiere, striscioni e altro, i loro messaggi più politici: i friulanisti, quelli dei Paesi Baschi, ecc…

IL BIZ DEL GIRO

Ora, oltre ad aver buttato giù un po’ di alberi per allargare il percorso (alla faccia del Giro che ama la montagna) tra soggetti pubblici e privati del Friuli – Venezia Giulia è stato speso mezzo milione di euro, utile anche al a far partire il Giro da Udine del giorno dopo. Spiega Enzo Cainero, patron della tappa dello Zoncolan al Messaggero Veneto (inserto speciale del 30/5):
“La cifra è sicuramente bassissima rispetto al ritorno di immagine e anche economico che una tappa simile provoca tra televisione e carta stampata. La metà circa va a RCS per i diritti mentre il resto serve per coprire le spese organizzative e tutte le numerosissime iniziative promozionali che sono state create. Il sessanta per cento della spesa è coperto da soldi pubblici e il restante dagli sponsor privati”.
VOI CON LA VIDEOCAMERA, VOI CHE SAPETE

Accendi una videocamera, ti poni dietro di lei e diventi un essere superiore.
Chiaramente cazzoni, Massimiliano ed io abbiamo intervistato una decina di persone. Ma per quanto tu ti presenti come l’ultimo dei videomaker e giornalisti, ad ogni modo la gente ti classificherà come un ‘diverso’ e il loro comportamento ne verrà maledettamente modificato.
Tra le chicche:
– “Voi che siete informati, chi vince la tappa?”
– Timidezza mostruosa causata in vari soggetti
– Esuberanza incontrollabile causata in altri, più dimestichi ad essere intervistati da qualcuno e mitragliata di risposte pre-cotte
– Auro Bulbarelli, il telecronista della Rai al Giro, che viene accolto dai passanti con suppliche del tipo “Ehy Bulba, riporta il biliardo alla Rai!!!”
– Telecamere della Rai (fisse o in elicottero) che riprendono la gente e la gente impazzisce salutando quell’oggetto di ferro, plastica e vetro con la convinzione che qualcuno ‘collegato da casa’ se li cachi veramente.

LA NUOVA COLONNA SONORA DELLA SIGLA RAI PER LE TAPPE DEL GIRO

E’ di Paolo Conte. Non mi piace. Se fossi senza remore direi che è una schifezza. Paolo, ma che vuol dire “la bici non si ama, si lubrifica, si modifica”???

ALTRE RISORSE SUL GIRO 2007 IN FRIULI:

L’ultimo chilometro secondo la diretta Rai
– Foto sugli account Flickr di Massimiliano e Enrico

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Un commento a Appunti multimediali sulla tappa del Giro allo Zoncolan

  1. arlon ha detto:

    “Voi che siete informati, chi vince la tappa?”

    Comunque, video piutosto impresinante 🙂 ben fatta

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