22 Maggio 2007

Grilz nel “ricordo” di Belpietro

almerigo grilzIl direttore de “Il Giornale, Maurizio Belpietro, ha dedicato venerdi’ scorso un articolo sulla figura dello scomparso giornalista triestino Almerigo Grilz. Belpietro ricorda Grilz per la sua carriera da brillante inviato di guerra. Grilz viene ricordato per i suo reportage sula guerriglia in Cambogia e la guerra Iran-Irak per la Cbs, gli scontri al confine birmano thailandese per il Sunday Time e per l’Express, l’avanzata sanguinosa dei ribelli dell’Unita in Angola per la Nbc“.

Singolarmente, Belpietro ammette di non aver conosciuto Grilz. Quest’ultimo tuttavia e’ molto utile a Belpietro nel contestualizzare la mancanza di visibilita’ dei neofascisti nel discorso pubblico – mediatico e politico – precedente alla caduta del Muro di Berlino.
Grilz e’ stato segretario del Fronte della Gioventu’ triestino a cavallo del 1980, gli anni in cui questa organizzazione neofascista, tra altre cose, tentava il controllo delle vie della citta’ con la violenza terrorizzando e combattendo individui e gruppi. L’espressione politica contemporanea piu’ importante di quel gruppo di persone e’ rappresentanta dal parlamentare triestino Roberto Menia, attivista del Fronte negli stessi anni. (se qualcuno vuole tentare un ricordo migliore del mio di quegli anni, con toni degni e rispettosi di tutti, e’ il benvenuto su Bora.La)

aggiornamento 5 giugno 2007:
mi fanno notare come dal mio post non si capisca come a far battaglia nelle strade di Trieste non ci fossero solo quelli del Fronte della Gioventù ma anche altri che usavano modi ugualmente violenti, come quelli “di sinistra”. Mi sembrava ovvio e risaputo…

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11 commenti a Grilz nel “ricordo” di Belpietro

  1. pk ha detto:

    Non so. Forse sarebbe il caso di leggere anche qualcosa che ha scritto. Oggi lo possiamo fare in modo più spassionato e laico.

  2. marina ha detto:

    Un giornalista morto è un giornalista morto, a prescindere dai suoi trascorsi politici. Tutti gli inviati ne hanno uno. Sono di sinistra, ma mi infastidisce la discriminazione fra chi apparteneva ad un indirizzo politico (targhe, commemorazioni, etc) e chi era dalla parte opposta. Certo, sarebbe imbarazzante una via, o una targa, intitolata a grilz presenti solo esponenti della destra. La memoria non deve avere connotazione politica. Altrimenti restiamo sempre al palo delle inutili diatribe triestine.E con questo spero di non essermi inimicata, come spesso mi accade, chi sta giacobinamente di qua o di là.

  3. enrico maria milic ha detto:

    patrick: già, sarebbe interessante!
    marina: sono d’accordo e mi stupirei molto negativamente se qualcuno ne avesse a male, dal tuo commento

  4. Matteo ha detto:

    “…Grilz e’ stato segretario del Fronte della Gioventu’ triestino a cavallo del 1980, gli anni in cui questa organizzazione neofascista, tra altre cose, tentava il controllo delle vie della citta’ con la violenza terrorizzando e combattendo individui e gruppi. L’espressione politica contemporanea piu’ importante di quel gruppo di persone e’ rappresentanta dal parlamentare triestino Roberto Menia, attivista del Fronte negli stessi anni…”

    Togliamoci gli occhiali ideologici e facciamo un po’ di pulizia dai racconti che per anni abbiamo subito da parte della nostra pacifica e immaccolata famigliola di sinistra triestina, che ci ha allevato con tanta attenzione, fornendoci i pasti ideologici e storici pronti per essere mangiati avidamente da noi ggiovani progressisti. Allora, segnalo su http://www.ilfoglio.it (se non vi fa tanto schifo registrarvi) potete accedere nell’archivio e pescare il numero di sabato 19 maggio ove Fausto Biloslavo (altro fascistissimo cronista) scrive un articolo in memoria del suo amico. All’inizio degli anni ottanta fondano un’agenzia free lance ed iniziano a fare in lungo e in largo tutti i conflitti più cazzuti del pianeta terra. Discutibili o no, prelomeno interessanti. Nel numero del 18 di maggio, Toni Capuozzo fa un altro ricordo molto interessante, da giornalista. Eia eia. ;-b

    P.S. Ricordo, con il pericolo di essere noioso e cronico, che se Menia è l’espressione politica contemporanea, lo è perchè negli ultimi trent’anni sono sempre state premiate le teste di legno che non pensano, ma agiscono e organizzano, a destra come a sinistra. Segnalo che il rischio nel futuro è che ciò continui, come un processo degenerativo. Visto che i maestri di oggi, fanno già parte in seconda generazione della famiglia degli asini a scatola chiusa. Chi vuole intendere in tenda, gli altri in camper.

  5. enrico maria milic ha detto:

    ho letto l’articolo di biloslavo il quale con dovizia di particolari mi sembra racconti esattamente le stesse cose che ho scritto io. ovviamente l’articolo di biloslavo è migliore – molto più a conoscenza dei fatti e dei contesti di me – e fornisce un contesto più ampio del mio, di nuovo per ovvi motivi.

  6. Matteo ha detto:

    Ed io ribadisco che continui a leggere e vedere anche in questo articolo ciò che vuoi e che ti fa più comodo, ovvero che i fascisti picchiavano per le vie del centro e che il fronte della gioventù è stato un covo di violenza ed intolleranza. Non è solo questo il succo, ed il tuo è un approccio ideologico Enrico. Preciso per chi non mi conosce, che non ho mai avuto nulla a che fare con il mondo della destra a Trieste, anzi ero dalla parte opposta. Conscio che a queste mie frasi seguirà il tuo solito fuoco di fila. Con affetto, Matteo.

  7. enrico maria milic ha detto:

    ma io ho scritto che grilz è stato un grande giornalista.
    poi, ho scritto che bisogna anche contestualizzarlo come legato ad un ambiente che per me è moralmente da condannare.
    cosa c’è di ideologico?
    dove nascondo dei fatti?
    cos’altro dovrei dire per essere completo?
    non mi sono mica proposto di fare la biografia di grilz o del fronte in quegli anni!
    anzi, ho scritto che se qualcuno ha più info di me, si faccia avanti…
    boh

  8. Matteo ha detto:

    Nel mio primo post ho criticato un pezzo del tuo articolo, l’ho anche ricopiato per metterlo in evidenza e criticarne l’acredine e la volontaria caratterizzazione di personaggi e ambienti in maniera faziosa e demonizzante a tutti i costi. Segue tutto il resto. Fausto e Toni quando su Bora.la?

  9. enrico maria milic ha detto:

    non c’era acredine.
    mi sembra sia una ricostruzione confermata in toto da quanto scrive biloslavo.
    continuo a non vedere cosa ci sia di fazioso cioè composto da fatti falsi o senza adeguata contestualizzazione.

    poi, mi sembra che ti sfugga il particolare importantino per cui ho ammesso che il mio punto di vista può essere lacunoso e ho chiesto precisazioni. l’interattività cioè l’apertura ad altri punti di vista non è un particolare da poco – anzi la ritengo più importante dei contenuti stessi, perchè permetto un confronto incarnato nel botta e risposta testuale.

    tu fai accuse generali, nessuna precisazione sulle mie lacune.

    e la tua battuta finale rivela la tua acredine, non la mia (e rivela la tua volontà di ‘marcare’ partiticamente o in un certo senso politico il mio articolo – uno stratagemma retorico che non ti fa onore).

  10. Matteo ha detto:

    Buone vacanze Enrico, ne hai bisogno. 🙂

  11. Giorgio ha detto:

    sono stato studente in una scuola superiore di Trieste dal 1974 al 1979 e mi ricordo, alla fine di un’assemblea studentesca, di un caratteristico gruppetto di giovani, vestiti con gli inquietanti “verdoni” e dotati Ray-Ban d’ordinanza, che si avvicinavano marciando spediti verso l’ingresso dell’istituto per distribuire volantini e tracciare scritte con la vernice nera sui muri.
    Tra di loro c’era, come un capo-manipolo, il futuro giornalista.
    Ognuno di noi ha una storia, fatta di scelte ponderate ed errori, ma intitolare una via ad un giornalista dal passato perlomeno nebuloso non mi sembra un fatto edificante.
    P.S.: Ogni volta che passo per Piazzale Kennedy (oops! per Barcola), e vedo quella targa, mi ricordo di quei giorni del 1977.

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