27 Aprile 2007

A rischio chiusura il tribunale bilingue di Rovigno

Il Governo croato ha intenzione di chiudere uno dei due tribunali bilingui in Croazia, quello di Rovigno. Qua l’articolo del Piccolo, qua quelli de La Voce.

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3 commenti a A rischio chiusura il tribunale bilingue di Rovigno

  1. Spero vivamente che il Governo croato faccia dietro-front il prima possibile.

    Federico Degni Carando
    Trieste/Roma

  2. dalla mailing list gente di confin su yahoo:

    *La Voce del Popolo 28.04.2007 – Tribunale di Rovigno, decisione rin

    Dom 29 Apr 2007 9:31 pm
    SALVA PER IL MOMENTO LA PIÙ ANTICA
    SEDE GIUDIZIARIA DELLA REGIONE ISTRIANA
    Tribunale di Rovigno, decisione rinviata

    ROVIGNO – Salvo, almeno per ora, il Tribunale comunale di Rovigno. Durante la seduta del Consiglio municipale di giovedì sera il vicesindaco Marino Budicin ha annunciato che l’esame della proposta di legge di modifica e integrazione della Legge sulle giurisdizioni e le sedi dei Tribunali che il Parlamento croato ha inserito con procedura d’urgenza nell’ordine del giorno XXV seduta è stata rinviata a data da destinarsi. Ricordiamo che in tale provvedimento era prevista la cancellazione del Tribunale comunale di Rovigno e il passaggio delle giurisdizioni relative ai comuni di Valle, Gimino Canfanaro, e alla stessa città di Rovigno, sotto le competenze del Tribunale di Parenzo.
    Negli ultimi giorni il presidente della Regione istriana Ivan Jakovcic, l’Unione Italiana, le Comunità degli Italiani e i Consigli dei comuni in questione e della municipalità rovignese si sono impegnati per evitare la chiusura del Tribunale che oltre a vantare una tradizione di quasi duecento anni è uno dei due Tribunali bilingui della Regione, nei quali è garantito l’uso paritetico delle lingua croata e di quello italiana.
    Il sindaco di Rovigno, Giovanni Sponza ha passato una giornata intera presso il Parlamento croato a Zagabria cercando di evitare la chiusura del tribunale. In comunicato stampa diramato ieri mattina dal Municipio rovignese il sindaco ha espresso la sua soddisfazione per il rinvio della decisone relativa alla giurisdizione e alle sedi giudiziarie augurandosi che nei prossimi giorni saranno analizzati in modo dettagliato i vari argomenti a favore della continuazione dell’attività del più vecchio Tribunale istriano e ha ringraziato tutte le persone che hanno dato il loro appoggio a questa importantissima istituzione rovignese e in particolare il ministro della Giustizia Ana Lovrin e i parlamentari croati.

    Sandro Petruz

    LO AFFERMANO I DEPUTATI DELL’SDP JOSIP LEKO E IVO JOSIPOVIC
    «Riforma della giustizia: soltanto una finzione»

    ZAGABRIA – Josip Leko e Ivo Josipovic, deputati dell’SDP al Sabor, hanno asserito che la proposta governativa di accorpare parte dei Tribunali per le trasgressioni e dei Tribunali comunali, altro non è che una modifica formale nell’intero sistema con la quale, considerate le pressioni degli organi dell’Unione europea, si finge la riforma nel campo della giustizia. “Un progetto del genere, potrebbe venire chiamato ‘Cambiamo le insegne nelle sedi di Tribunali, ma tutti rimangono laddove si trovano”, ha asserito Josipovic durante una conferenza stampa al Sabor.
    I due deputati socialdemocratici affermano che il Governo, in questo mandato, non ha fatto niente nel campo della riforma nella giustizia e che, come detto, le modifiche proposte sono solamente una finzione il che, ovviamente, va a scapito della stessa giustizia, dei cittadini e della credibilità del Governo al cospetto degli organismi europei. “Le leggi proposte sono solamente dei… ‘semilavorati’ che compromettono la credibilità non solo del Governo ma anche dell’intera Croazia al cospetto dell’UE. D’altra parte, ai cittadini non garantiscono una giustizia efficace”, ha precisato Leko. Secondo i due deputati, inoltre, il Governo, nell’avanzare le proposte in questione, si è scordato della decisione parlamentare riguardante la riorganizzazione del Tribunale comunale a Zagabria e dei grossi problemi ai quali va incontro il Tribunale di Spalato. Non basta, considerato che a loro avviso le proposte di legge non sono nemmeno u progetto pilota, visto che non sono state avanzate dopo una seria analisi della reale situazione nel campo, né prevedono misure per la riorganizzazione. A loro dire, inoltre, una vera riforma della giustizia dovrebbe basarsi sull’informatizzazione e sull’educazione dei giudici. “La chiave delle riforme sta nella persona e non nell’edificio…”, ha detto Josip Leko. (ab)

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