19 Aprile 2007

Il 12 maggio si prepara la contestazione al G8

La loro rivendicazione è la democrazia dal basso, ovvero la gestione del territorio da parte dei cittadini che lo vivono e non da parte di aziende, istituzioni e cariche delegate. I temi su cui si stanno muovendo da diverso tempo, anche in Friuli – Venezia Giulia e nell’EuroRegione, sono l’opposizione al Corridoio 5, al Rigassificatore e alle grandi opere in genere.

La Rete dei Comitati e delle Associazioni contro il G8 e le Grandi Opere ha scritto un appello per una manifestazione contro il G8 ambientale che si terrà a Trieste dal 10 al 12 maggio. Sotto accusa di questo manifesto radicale – che in alcuni passaggi usa un linguaggio offensivo e forse non sempre centrato su obbiettivi concreti – sono Illy, sia nella sua figura di imprenditore che di politico, e l’industria italiana rappresentata da Montezemolo in genere.

Crediamo che non sia possibile far passare l’idea che a risolvere i problemi del pianeta siano proprio coloro che sono fra i principali responsabili degli stessi…
Non è possibile che di sviluppo sostenibile ci venga a parlare il presidente degli industriali Montezemolo, non è possibile che lo facciano quei ministri che fanno parte di governi che mandano le truppe in giro per il pianeta a fare la guerra per il controllo delle risorse naturali
“.

I promotori, in vista dell’evento, propongono un’assemblea aperta lunedì 23 aprile alle ore 18.30 al Knulp in via Madonna del mare n. 7/A a Trieste.

Qua l’appello completo, qua il sito del Comitato Contro il Corridoio 5

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10 commenti a Il 12 maggio si prepara la contestazione al G8

  1. La forma e la sostanza dell’appello contenuto nel post che qui commento, mi trovano in netto disaccordo.

    Quale è l’opinione di Enrico Maria Milic a proposito , e al di là dei distinguo lessicali e fra trattini?

    Quale quella degli altri autori, commentatori e lettori di bora.la ?

  2. Avatar giovanni

    Devo ammettere che neanch’io capisco molto questo appello. Mi sembra molto generico, e populista. Uno dei tanti movimenti CONTRO che non sempre fanno bene al paese

  3. beh, la tua è una domanda breve tanto quanto complessa.
    la farò breve, quindi semplice.

    io penso che il movimento di genova sia fallito perchè ideologizzato dagli estremisti che oltre a un’agenda estrema hanno spazzato via anche la voglia delle persone e quindi anche le persone, in genere.

    penso però che l’ispirazione di molti di quei contenuti non sia sbagliata e il termometro di questi ultimi mesi mi dà ragione: se c’è un problema dell’incontrollabile sistema economico glocale è lo sfruttamento mostruosamente esagerato e incontrollabile degli esseri viventi e delle risorse naturali.

    il discorso di questo appello, tornando alla vita attuale, mi sembra un po’ fumoso e preferisco i documenti che mi dicono concretamente, punto per punto, che cosa si vuole fare. sul merito locale delle iniziative di questo gruppo, per come lo conosco cioè male, mi sembra che si siano mossi prevalentemente contro il rigassificatore e contro la tav/c5.
    nel primo caso mi trovano come sostenitore dell’opposizione al rigassificatore, nel secondo caso sono dubbioso che il c5 serva a qualcosa ma non direi necessariamente di no.

    trovo insopportabile e dannoso lo stile di scrittura e argomentazione in genere di questo documento: come detto è sia offensivo verso alcuni personaggi (illy), sia ideologico tanto da non riuscire a cogliere le sfumature e le ambiguità dei personaggi e delle vicende – che hanno spesso anche lati positivi e la retorica di questo tipo li oscura.

    sintetizzando in un paragrafo la mia posizione sull’azione politica utile, ti cito qualcosa che ho già citato, “the problem of hegemony” di simon critchley, e che mi sembra quasi del tutto condivisibile:
    “Si deve resistere alla globalizzazione capitalistica occupando e controllando il terreno sul quale ci si trova, dove si vive, lavora, agisce e pensa. Ciò non abbisogna di milioni di persone […] Posso bastare una manciata di persone all’inizio. Potrebbe trattarsi di […] “rivolta intima”. In altre parole la politica inizia proprio qui, localmente, praticamente e specificatamente, attorno a questioni concrete e non andandosene a protestare a qualche incontro dei G8. Non devi affrontare i tuoi nemici in casa loro, ma a casa tua, sul terreno che hai reso tuo. Pensa pure ai soldi e al tempo che guadagneresti sui viaggi!”

    dal punto di vista dello spazio giornalistico penso che questo tipo di movimenti meritino attenzione e almeno un po’ di spazio perchè sono gli unici che tentano una critica e un’opposizione radicale a chi tenta di governare questo sistema politico ed economico – non penseremo certo che rifondazione o la brutta copia pdci possano avere questo ruolo, vero?

  4. Ci sono degli spunti ottimi anche nei movimenti anti G8, che però, come qualsiasi organizzazione “movimentistica” parla solamente “contro” e non ha proposte alternative concrete. Questo è anche il problema della sinistra italiana, che da una parte è ancora legata a certi atteggiamenti del socialismo reale, quindi dimostrati erronei dai fatti, e dall’ altra in fondo arranca verso una politica fatta di personalismi, di veti incrociati, di strumenti propri della burocrazia parlamentare da tardo Impero, che vorrebbero combattere. (Anche in regione…).
    Quindi se i compagni di Bertinotti vanno a manifestare contro i G8, credo lo facciano per raccattare consensi tra i protestatori ad oltranza e un po’ per ordine della sinistra europea (in Germania i ben più coerenti ed intellettualmente avanzati DieLinken ci vanno).
    A me sembra ovvio che, dopo il fascismo ed il comunismo, sia altrettanto fallito anche il turbocapitalismo delle multinazionali. Di fatti si nota che il sistema premia i licenziamenti, fatti nell’ ottica dei risultati semestrali, secondo cui vengono pagati i manager. Aziende ricche, manager ricchi, dipendenti in strada con un’ assistenza sociale da terzo mondo. Poi qualcuno trova anche il coraggio di prendersela con Illy, che si adopera per il reddito di cittadinanza e per l’ Euroregione, che ci porterà a stretto contatto con chi (sia A che SLO) ha un sistema sociale degno dell’ Europa del 21. secolo.
    Altro fallimento del sistema è l’ indebitamento americano, il considerare come “asset” persino la casa in cui si abita (vedi crollo mercato immobiliare USA), la pretesa di finanziare il debito interno con il petrolio delle guerre (quindi con i soldi altrui)e… con la velata minaccia per esempio all’ Europa, di nonimportare più, se qualcuno si azzarda a chiedere la restituzione del proprio denaro.
    A volte si fanno strane associazioni di idee, ma non era Hitler quello che per finanziare la disoccupazione costruiva cannoni che non esportava e per finanziare l’ inflazione interna doveva occupare uno Stato sovrano dopo l’ altro…?
    Ma forse gli stessi americani si accorgono che il loro sistema capitalistico strettamente dipendente dall’ energia non rinnovabile, in fondo non può durare all’ infinito, il petrolio non è infinito, l’ aria che respiriamo nemmeno… vedasi Hillary Clinton che mette in programma finanziamenti per lo studio e l’ applicazione dello sfruttamento di energie rinnovabili.
    Se lo capiscono i merikani, dovremmo capirlo anche noi… O nO?

  5. emm: “io penso che il movimento di genova sia fallito perchè ideologizzato dagli estremisti che oltre a un’agenda estrema hanno spazzato via anche la voglia delle persone e quindi anche le persone, in genere.”

    E dal fato che chi gavesi dovudo prevenir i delinquenti se gabi comportado come tali, no? Cmq xe OT..

    Personalmente, me considero contrario a quasi tute le grandi opere, ma no ala TAV, che rapresenta oltre che un bel modo per darghe appalti ai amici, anche un sistema per ridur le distanze nel continente. SOLO per questo la considero fondamental (e no, i aerei no xe dei validi sostituti)

  6. arlon: credo che i partecipanti a genova e molti altri cittadini abbiano un’interpretazione della violenza a genova che vede la polizia e le istituzioni come grossi responsabili dei disordini (la penso come loro). aggiungo che non credo che il fallimento del movimento dopo-genova sia legato a questi episodi di violenza, ma alla gestione infelice di discorsi, comunicati stampa, agenda politica di chi è riuscito ad avere la leadership del movimento (l’ala radicale ed estremista).

    julius: sono fondamentalmente d’accordo (lasciando perdere hitler che non mi pare utile tirarlo fuori)

  7. Spiego il riferimento a Hitler: volevo solo evidenziare che uno smisurato debito pubblico di un paese è stato più volte nella storia causa di guerre.

  8. Anche se (privatamente) sollecitate dal fremente Morbin, non ho repliche.

    Sto ascoltando “The times they’re a-changin’ ”, versione Bryan Ferry, da “Dylanesque”.

    Oggi ho riletto “Un pianeta malato”, di Guy Debord (nottetempo 2007, originali 1965 e 1971). E alcuni passi di “Massa e potere”, di Canetti (Adelphi).

    Ho anche polemizzato con Caterina Cocchi, via coseinfila. http://www.coseinfila.it/2007/04/19/la-compagna-caterina-precaria/
    Sono vecchio, anzi antico.

    Per me, sempre di più, la forma è contenuto.
    Tutto il resto è “A Simple Twist of Fate”.

    Presto “I Shall Be Released”.

    Suggerisco la lettura di “alexander throckmorton”, di Edgar Lee Masters, o di Re Lear, di quell’inglese…, o l’ascolto di Circe Circle Game”, versione Joni Mitchell. (ogni lapsus è una intentio)
    Io non replico. Cito. Sono cattivo, eh?

    http://baotzebao.wordpress.com/2007/04/20/alexander-throckmorton/

  9. mah

    le citazioni sono strizzate d’occhio

    non mi convince la strizzata d’occhio

    la trovo elitista e perciò demodè

    io sono per le masse, sgrammaticate

    ciao

  10. qualcuno ha fatto circolare la versione “beta” dell’appello, questa quella pubblica e condivisa dai comitati; la mobilitazione, che vedrà nel corteo del 12 il culmine si compone anche di altre giornate (5,6,11) con momenti culturali e informativi di un certo livello, vi invito a visitare questo link per approfondire http://www.globalproject.info/art-11899.html

    Verso il Forum “Formazione e Sviluppo Sostenibile, Trieste 11-12 maggio 2007

    Dalle sponde del Tagliamento al litorale carsico, dalla Carnia alla Bassa Friulana, centinaia di persone si incontrano per discutere dei problemi comuni , dall’inquinamento alla viabilità, dalla qualità della vita fino alla riconversione delle servitù militari, ovunque si formano comitati, gruppi e associazioni che si battono per una diversa idea di sviluppo e per la difesa degli spazi e dei beni comuni.

    L’allargamento quantitativo che i comitati hanno avuto in questo ultimi 2 anni, sono conseguenti alla carente rappresentanza di chi ci governa.

    A quale progresso ci porterà un presidente di Regione come Riccardo illy ?

    Illy è sorretto nel suo operato da una personalissima definizione di democrazia che ha prodigalmente illustrato nella recente intervista apparsa sul magazine del Corriere della Sera , egli si è circondato da assessori come Sonego e Moretton e si avvale di una giunta prona e connivente. Con questa compagnia sta procedendo , a colpi di mannaia, verso lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e verso la distruzione del tessuto sociale Regionale, Illy è un presidente che governa la Regione FVG con il pugno di ferro.

    La giunta Regionale insieme ai poteri forti dell’economia e della finanza stanno pianificando la lenta e inesorabile distruzione ambientale e sociale di questo piccolo e verde angolo d’Europa chiamata Friuli-VeneziaGiulia, trasformando questa Regione in un corridoio di transito ( merci , energia, capitali … ) ma , come si sa , nei corridoi non dovrebbe abitare nessuno.

    Sarà questo il motivo per cui da destra a sinistra si rivendica per Illy un posto da ministro ?
    Sarà per questo che nel suo libro dal titolo terrificante ” La rana cinese ” ( Illy si avvale della matafora di una rana gettata viva nell’ acqua bollente ) egli si propone , fra le righe , come futuro capo di governo con il beneplacito di Luca de Montezemolo che ne cura l’introduzione ?

    I cittadini si sentono minacciati da una ideologia autoritaria , arrogante e ” sviluppista ” che risulta trasversale agli schieramenti politici, ai partiti e a una gran parte del sindacato.

    Le grandi manifestazioni contro le logiche di guerra, le lotte e le conquiste dei Lucani contro le scorie nucleari, dei Valsusini contro la TAV, dei Vicentini che bloccano gli USA, centinaia di battaglie dei comitati spontanei contro le antenne, sono una dimostrazione che ribellarsi è giusto ed è possibile.

    Pensiamo sia il grande senso dell’humor del fato e della storia che porterà la città di Trieste ad ospitare il summit “g8-sviluppo sostenibile”, il 10-11-12 maggio prossimi, promosso dal Ministero degli Esteri, dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) e infine dall’Ictp (centro internazionale di fisica teorica, con sede proprio a Trieste).
    Si ritroveranno a parlare dell’emergenza climatica, della scarsità delle risorse, della futura crisi energetica e di come risolvere i problemi del nostro pianeta. Loro hanno la verità in tasca.

    La loro verità la raccontano attraverso slogan triti , ad esempio : “sviluppo sostenibile”. “Sviluppo sostenibile ” in bocca a industriali , ministri e rappresentanti di organismi ransnazionali si trasforma in ” neo lingua “, si dice ” sviluppo sostenibile” per dire privatizzazione della ricerca , della conoscenza e dei beni primari , si dice ” sviluppo sostenibile ” perchè anche i cambiamenti climatici possono divenire ” affari “.

    Nella ” neo lingua ” di lor signori dire : ” sviluppo sostenibile ” è come dire ” guerra umanitaria ” o ” difesa attiva “o ” esportiamo la democrazia ” !
    E’ grottesco pensare che coloro che hanno ridotto il pianeta in queste condizioni possano essere gli stessi che ne risolvono i mali.

    Crediamo che non sia possibile far passare l’idea che a risolvere i problemi del pianeta siano proprio coloro che sono fra i principali responsabili degli stessi, ovvero i ministri e gli industriali che abbiamo assistito in questi anni alla svendita di tutto ciò che era bene comune , perciò patrimonio pubblico : la privatizzazione dell’acqua, delle conoscenze e dell’energia, la svendita e lo smantellamento dei servizi pubblici sanità , istruzione ricerca.

    Lo scempio dei territori attraverso la realizzazione di opere faraoniche, inquinanti e inutili .

    Non è possibile che di sviluppo sostenibile ci venga a parlare il presidente degli industriali Montezemolo, non è possibile che lo facciano quei ministri che fanno parte di governi che mandano le truppe in giro per il pianeta a fare la guerra per il controllo delle risorse naturali.

    Ci rivolgiamo quindi a tutti i movimenti, i comitati e le associazioni informali, che in questa Regione in questi anni hanno praticato la difesa dei beni comuni, del territorio, contro le devastazioni ambientali e l’inquinamento, contro la svendita del patrimonio pubblico ai gruppi privati, contro l’idea stessa che questo modello di sviluppo sia in qualche maniera “sostenibile”, per costruire per sabato 12 maggio una grande manifestazione a Trieste, per costruire un fronte unico di opposizione alle politiche della giunta Regionale e per affermare che la terra non è in vendita, per affermare che vanno cercate altre strade di fronte allo scempio ecologico, alla guerra infinita, allo sfruttamento senza fine dei beni comuni e delle risorse e degli uomini e le donne che popolano la nostra Regione e il pianeta.

    Rete dei Comitati e dei Movimenti contro lo Sviluppo Insostenibile

    Prime adesioni:
    P.A.S.-Dolomiti (comitato contro la realizzazione dell’autostrada Carnia-Cadore), No tav-Porpetto, No tav-Bassa friulana, Comitato contro il parcheggio di via Cellottini-Monfalcone, Comitato Aria nostra (contro l’inceneritore)-Spilimbergo, ass.”Ya basta!”-Monfalcone, Rete degli spazi Sociali-VeneziaGiulia, ass. “A sud”-Fvg, gruppo “Ian Malcolm”-Sissa (scuola internazionale di studi avanzati)-Ts, Sinistra Ecosolidale-Friuli, Movimento per l’ecologia sociale-Friuli, Comitato per la salvaguardia del litorale carsico, Comitato no Tav isontino, Comitato per la Salvaguardia del golfo di Trieste,comitato “ViaLeBombe”, Cobas Fvg, Coordinamento regionale campagna acqua bene comune, Carniainmovimento, Enosteria “ai popoli”, ass.”Sinistracritica”, Gruppo Anarchico Germinal, Comitato Contro il Corridoio 5

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