5 Marzo 2007

L’Euroregione e’ piu’ vera degli Stati nazionali

Diego, per la prima volta su Bora.La, condivide alcune sue riflessioni sull’Euroregione e su tre progetti concreti che implicano soldi per le aziende e cooperazione tra le istituzioni pubbliche

La progettazione di un mondo economico e finanziario, quello regolato simultaneamente sulle borse di New York, Tokyo e Londra, non può in nessun modo prescindere dalle azioni locali, che sono naturali e culturali prima di ogni altra cosa.
L’estremizzazione ideologica con cui si deve misurare il flusso finanziario si può compensare solo con l’affermazione di identità possibili a livello regionale, c’è bisogno quindi di immaginare una nuova struttura di regioni abitabili, che possano progettare il futuro tenendo conto delle necessità locali, che siano in contatto con le forze intellettuali ed emozionali che nelle regioni vivono, senza affatto perdere il senso della sfida globale.

La nostra euroregione è un oggetto reale, che esiste nella memoria e nell’uso delle persone, spesso, mi pare di notare, molto più di altre strutture nazionali o statali che sono state in qualche modo forzate nella definizione, e con le quali è sempre più difficile misurarsi. D’altra parte l’idea di confine mobile è particolarmente familiare nel centro Europa, l’area che amiamo e conosciamo, le ideologie così come le bandiere si sono così spesso avvicendate qui da noi da permetterci una certa facilità di ridefinizione, di comprensione, di progettazione ideale e pratica.

Trieste e Venezia connesse con Klagenfurt e Ljubljiana non sono in nessun modo un azzardo, un incognita. L’ambizioso progetto di una riunione con le regioni vicine, iniziato con le più prossime, non ha solo la possibilità di realizzarsi, ne ha la più assoluta necessità, in effetti. Le infrastrutture culturali, di comunicazione ed informazione sono immediate e non possono che essere funzionali ad una gestione del territorio che sia pure economica e produttiva.

IL GRUPPO EUROPEO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE: MATRIOSCA

L’Euroregione come istituzione, promossa dal Friuli Venezia Giulia e che comprende Veneto, il lander di Carinzia, Slovenia e due contee dell’Istria Croata, è un processo di cooperazione già significativamente avviato e che, nel corso del 2007, avrà il suo compimento istituzionale. La costruzione di reti fra i soggetti presenti nell’area, rappresentanti di specifiche esperienze e competenze appunto, in grado di dare voce al mondo dell’economia e a rafforzare in tal modo la cooperazione, sta nella prospettiva dei Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale, istituiti dalla commissione europea.

Il progetto Matriosca Alpe Adria Pannonia, promosso dalla UE con l’iniziativa Interreg IIIB Cadses, che vede la partecipazione allargata a Stiria, Burgenland, Koprivnica, a sei contee ungheresi, oltre a Varazdin e Vojvodina in qualità di osservatori, ha dato luogo alla presentazione di un libro bianco ancora in bozza, presentato da un gruppo di lavoro misto FVG, Stiria e Slovenia, in cui si suggerisce di sviluppare le proposte per la costruzione di un assetto istituzionale in grado di ottimizzare l’efficienza e l’efficacia della cooperazione territoriale, oltre che di approfondire la possibilità dell’utilizzo del recente regolamento UE sui GECT.

Il 24 gennaio a Trieste la prima Conferenza Politica e Tecnica ha identificato questi strumenti:

1. sviluppo territoriale, insieme alla coesione degli strumenti di pianificazione
2. l’evoluzione delle infrastrutture materiali, trasporti ed energia, ed immateriali, servizi sanitari e sociali,
3. la creazione di una rete delle conoscenze d’eccellenza, scientifiche e tecnologiche, ed infine
4. la promozione della collaborazione fra cluster e network di piccole e medie imprese all’insegna dell’innovazione

Crescita economica, incremento dell’occupazione della sostenibilità, in definitiva il rafforzamento del profilo competitivo nei confronti di altre aree europee sono gli obbiettivi.

Matriosca intende soddisfare la necessità di coordinare le azioni di governo e di carattere legislativo, lo sviluppo economico e la collaborazione fra le autorità che agiscono direttamente sul territorio, contando sulle risorse finanziarie dell’UE che in quest’area sono definite dai programmi operativi comunitari “Spazio centro europeo” e Spazio sud est Europa”.

Il laboratorio di riflessione per costruire una rete di conoscenza, a livello sia politico che amministrativo e tecnico, fra i territori coinvolti, l’analisi ed il confronto delle diverse tipologie di attività di cooperazione sin qui realizzate, delle future prospettive di sviluppo e delle strategie per rilanciare le potenzialità economiche, sociali e culturali di quest’area, mira anche alla costituzione di una vera e propria struttura istituzionale di cooperazione.

Le fasi pratiche consistono in:

L’indagine dei dati socio-economici dei territori interessati (affidata al Burgenland)
L’approfondimento del quadro giuridico istituzionale che in ciascuna regione regola la competenza statale, regionale e locale in materia di cooperazione territoriale (Slovenia)
L’attività di informazione e comunicazione (Stiria)
La costituzione di gruppi di lavoro tematici (Contee Magiare)
L’elaborazione degli orientamenti per una cooperazione rafforzata tra i territori partner. (FVG)

Alla conferenza di Trieste sono state presentate le prime analisi, contenute nel libro bianco in bozza, alla luce del regolamento UE del luglio 2006 sui GECT.

LA COOPERAZIONE IN CAMPO MEDICO CHIRURGICO

Una importante iniziativa, non certo secondaria, è la cooperazione in campo medico-chirurgico: la ricerca biomedica, l’assistenza nelle emergenze, ma anche il welfare, i livelli di assistenza, lo studio di regolamenti internazionali sul trattamento dei pazienti e la formazione ordinaria e continua dei medici e degli operatori sanitari sono stati gli argomenti affrontati a Venezia, il 14 febbraio scorso dai rappresentanti del FVG, del Veneto e della Carinzia, la Slovenia presente solo come osservatore.

Trovare un sistema che armonizzi le norme, a realizzare una cooperazione transfrontaliera in materia appunto di salute e welfare, per favorire la mobilità dei pazienti ma anche dei professionisti oltre che la messa in rete degli ospedali, garantire insomma servizi sanitari a spettro più ampio possibile, qualità ed efficienza, è lo scopo dell’incontro.

Certamente a Venezia si è fatto un passo avanti per quanto riguarda l’offerta omogenea delle cure in ambito turistico, la cooperazione transfrontaliera nel campo delle malattie rare, lo sviluppo dell’elisoccorso transfrontaliero, di un sistema formativo dei medici e degli operatori che preveda scambi e riconoscimenti reciproci, lo sviluppo delle e-card e della telemedicina.

ALADINN: 70 MILIONI DI EURO PER INCUBATORI, SPIN OFF E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

Ad InnovAction 2007 è stato infine lanciato AlAdInn (Alpe Adria Innovaction), speciale fondo di Friulia che sarà attivo fra poche settimane, pensato per investire nelle imprese dell’Euroregione con attività a forte contenuto tecnologico ed innovativo. Il fondo di venture capital è in sé un prodotto a forte contenuto innovativo, solo la Lombardia ha a disposizione fondi del genere, destinato ad innescare attività di partecipazione significative in imprese non quotate ad elevato potenziale di crescita.

L’assessore regionale Del Piero ha spiegato che l’attuale contesto globale e la libera circolazione delle merci determina che le condizioni dei mercati si modifichino in tempo reale. L’internazionalizzazione fa dialogare abitudini lavorative, gradi di scolarizzazione, dominio di tecnologie diversi ma soprattutto un diverso costo del lavoro. Nel breve periodo questo dislivello è per le nostre imprese motivo di crisi. La risposta logica al problema è che la crisi e la perdita di posti di lavoro va compensata con una nuova occupazione che nasca da aziende in grado di contare su vantaggi competitivi di tipo tecnologico.

Le direttrici previste sono tre:

Misure che facilitino la ricerca applicata
Misure per consentire alle idee imprenditoriali di svilupparsi in strutture adeguate
Misure che consentano il reperimento di capitali

AlAdInn è quindi un veicolo specifico che consente, anche facendo aderire altri investimenti pubblici, di trasferire risorse ingenti alle aziende, l’intenzione è di allargare l’operazione all’intera Euroregione, FVG, Slovenia, Carinzia e Veneto, attraendo nel contempo nuove aziende sul nostro territorio regionale FVG

La giunta regionale ha varato leggi e provvedimenti per 70 milioni di Euro, stanziati in finanziaria, a favore di incubatori, spin off, trasferimento tecnologico da atenei alle imprese. AlAdInn ha un obbiettivo patrimoniale di 40/50 milioni di Euro, di cui 15 milioni immessi nell’immediato da Friulia, investirà in nanotecnologie, biotecnologie per il farmaceutico, ICT e telecomunicazioni, cantieristica navale, elettronica ed energia rinnovabile, componentistica per l’industria automobilistica, elettrodomestici e mobile.

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2 commenti a L’Euroregione e’ piu’ vera degli Stati nazionali

  1. valerio fiandra ha detto:

    Quando affiora, ancora quasi invisibile. Quando si va decomponendo, già quasi sparito alla vista.

    E’ in questi due momenti che la cosa ( sia un sentimento, un essere vivente, un opera d’arte o un pensiero banale ) è al suo maggior grado di possibile verità.

    L’Europa (per definizione) morente che ci sta attorno e le euroregioni (necessariamente) nascenti sono dunque fenomeni utili, se ben osservati, ad aumentare la nostra consapevolezza.

    Per rivestire di fatti, di informazione, di leggi e corpi artistici tale condizione, per rafforzare la promessa di rinnovamento che ogni trasformazione ha in sé al pari del suo senso di fine incombente, servono persone che si assumano il compito di e-videnziare la necessità e la bellezza del cambiamento, la sua forza inestinguibile, immanente, vitalissima sempre.

    Tanto meglio se queste persone, marginali e decisive, in-volontarie e determinatissime, riuscissero a farsi ascoltare da chi, da altri bisogni e mancanze guidati, detengono il potere di orientare l’ascolto a più larghe fasce. A questo, secondo me e dal bel principio, anche una piccola, quasi invisibile cosa come bora.la ( e altre ancora minori, nelle quali mi sono imbattuto – quante altre ce ne saranno? ) dovrebbe servire.

    Davvero il nome di un vento, e che vento! (viene dall’est – come ogni vera novità; punta al nord – per legge naturale: torna a est, rivitalizzandosi senza bisogno di passare per l’est-inzione ), davvero è adatto alla bisogna. Lasciamoci soffiare: soffieremo.

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