18 Febbraio 2007

Rifiuti riciclabili in discarica

Produciamo ogni anno oltre 500 kilogrammi pro capite di rifiuti. Il 35 per cento circa viene riciclato, il resto finisce all’inceneritore o in discarica. Lo dice il rapporto stilato dall’Osservatorio nazionale sui rifiuti, che analizza la situazione-immondizie anche nella provincia di Gorizia. Ma nonostante la percentuale di differenziata aumenti anno dopo anno, anche grazie alla recente introduzione della raccolta dell’umido, non viene riciclato tutto il materiale che potrebbe salvarsi dall’incenerimento.
L’intoppo viene a galla leggendo il vademecum che Iris ha fornito a tutte le famiglie isontine: possiamo inserire nei sacchi da destinare al riciclaggio solo gli imballaggi. Piatti, bicchieri e posate in plastica, ad esempio, non rientrano in questa categoria. Questo esclusivamente per ragioni di mercato: chi li ha prodotti, infatti, non ha versato al Consorzio nazionale imballaggi il "contributo ambientale" che viene in parte restituito ai Comuni al momento della consegna di plastica, vetro e carta. Piatti e bicchieri, come tutti gli altri oggetti in plastica o vetro non acquistati come contenitori di qualcosa d’altro, vengono quindi distrutti quando potrebbero invece rientrare nel ciclo produttivo. 
Nel frattempo la tassa rifiuti continua ad aumentare per gli alti costi di smaltimento e del sistema di raccolta porta a porta. L’unico modo per risparmiare è di caricare carta, vetro, plastica e lattine in macchine e portarle alle isole ecologiche in modo da avere diritto allo sconto. La conseguenza? Finiamo per muoverci ancora una volta in automobile e contribuire all’inquinamento atmosferico che poi porta al blocco del traffico.

6 commenti a Rifiuti riciclabili in discarica

  1. Leo&Lea ha detto:

    Sono nel posto giusto per i commenti all’articolo e non per quelli personali? spero di si, perchè vorrei sapere se gli assessori comunali hanno dei bambini piccoli in casa? sapete cosa vuol dire temersi i pannolini sporchi? Ero quasi tentato di lasciare un sacco “settimanale” davanti al comune, ma non avrei risolto nulla. Viste le campane del vetro? non le svuotano mai, come quelle dei farmaci e delle batterie. Certo è che non rottameranno i loro cervelli, essendo questi nuovi.
    P.S. Brava Annalisa, vai così che ci piaci sempre più! E se puoi correggici gli errori perchè non siamo bravi a scrivere.

  2. Leo&Lea ha detto:

    Sono nel posto giusto per i commenti all’articolo e non per quelli personali? spero di si, perchè vorrei sapere se gli assessori comunali hanno dei bambini piccoli in casa? sapete cosa vuol dire temersi i pannolini sporchi? Ero quasi tentato di lasciare un sacco “settimanale” davanti al comune, ma non avrei risolto nulla. Viste le campane del vetro? non le svuotano mai, come quelle dei farmaci e delle batterie. Certo è che non rottameranno i loro cervelli, essendo questi nuovi.
    P.S. Brava Annalisa, vai così che ci piaci sempre più! E se puoi correggici gli errori perchè non siamo bravi a scrivere.

  3. athawulf ha detto:

    eggià, un colpo di genio, non c’è che dire, farci tenere la spazzatura in casa… in quanto a quei 500Kg, magari se le confezioni fossero un pò + stringate, non notate un eccesso di cartecartinestagnoleplatichette? Certo non vorrei mettere al lastrico chi le produce, ma forse si può iniziare a lasciare in negozio ciò che non serve…cassonetti negli ipermercati? Visto che sono diventati un centro accoglienza anziani per il freddo ed il caldo, magari ci danno una mano anche x lo smaltimento… athawulf

  4. Annalisa Turel ha detto:

    Purtroppo pare che “l’industria degli imballaggi rappresenti il 2,8% del fatturato della manifattura italiana e l’1,5% del pil”…
    http://www.e-gazette.it/index.asp?npu=48&pagina=7

  5. Leo£Lea ha detto:

    Ieri pomeriggio siamo andati a fare la spesa. Ci siamo spostati in auto perchè la convenienza della spesa la troviamo nei grossi supermercati e anche perchè ci sembrava di avere la gola secca senza la dose quotidiana di PM10. Siamo tornati a casa con 3 borsoni clamorosi. Una volta sistemati i prodotti in dispensa e frigo avevamo un borsone di scarto così composto: contenitori di cartone per i barattoli e per i bricchetti, vaschette di polistirolo della carne e rispettiva pellicola in nylon, involucro plastico e cartone ondulato e ulteriori involucri plastici per i biscotti. E poi i pannolini…

  6. lorenzo ha detto:

    Effettivamente la scelta del porta-a-porta è stata clamorosamente impopolare e con due di difetti enormi: il costo esorbitante dell’operazione e l’obbligo di rispettare i tempi dettati dal passaggio del camion IRIS.
    Premesso che sono del tutto favorevole a risiclare il più possibile, e che uno sforzo maggiore da parte dei consumatori è indispensabile per la buona riuscita dell’operazione, mi domando:
    ma come è possibile far lievitare ulteriormente le tasse sui rifiuti solo per coprire i buchi di una cattiva gestione dell’ente? e poi, che senso ha introdurre una raccolta differenziata così complessa (ma malfunzionante) in una provincia così piccola, quando a Udine e Trieste( non consieriamo neppure il resto d’Italia) questo non avviene? In questo modo il nostro sforzo viene vanificato completamente!
    Certo, sono lontani i tempi delle barricate e dei cortei in piazza. Ormai la gente quando ha un problema è abituata ad accendere la tivù (e farsi ipnotizzare dal faccione di Jerry Scotti) piuttosto che a risolverlo.
    Facciamo sentire la nostra voce, invece.
    Portiamo veramente i pannolini sporchi davanti al comune!
    Incazziamoci come si deve 🙂

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