20 Gennaio 2007

3 frammenti dalla cronaca del PICCOLO (sabato 20 gennaio 2007)… Connections, any?

SABATO, 20 GENNAIO 2007

Dopo il no Gas Natural tratta sulla parte economica ma il sindaco ora rilancia

Rigassificatori Dipiazza: dovete alzare l’offerta

TRIESTE Il Consiglio comunale ha bocciato con un doppio no i rigassificatori di Endesa e di Gas Natural, ma la partita ieri si è riaperta. Perchè a poche ore dal no del Comune, ecco che Gas Natural ha riaperto le trattative affermando di «voler raggiungere un accordo con il Comune sulle compensazioni economiche». Ma a questo punto Dipiazza rilancia: «Dicono di essere ancora interessati? Bene. Ma le condizioni ora cambiano, si va al rialzo». Il sindaco aveva chiesto 4 milioni di royalty per il Comune per 20 anni, da reinvestire sul sociale e l’entrata nell’affare di Acegasapa con una quota del 15%. Inferiore la prima offerta degli spagnoli. Ma ora, dice il sindaco, si tratta al rialzo.


SABATO, 20 GENNAIO 2007

Solo 32 società hanno un risultato superiore al milione

A Trieste il 26% delle aziende chiude il bilancio in rosso

TRIESTE Un tessuto economico dominato da imprese di medie dimensioni e nel complesso poco omogeneo: caratterizzato, da un lato, dalla forte presenza di colossi finanziari a livello internazionale e, dall’altro, da un’alta percentuale di aziende che chiudono i bilanci in rosso.

È questo lo stato di salute del sistema economico triestino secondo il Centro studi economico e finanziario Esg 89 di Perugia che, analizzando i bilanci delle prime 142 società di capitali (Spa, Srl e Coop) per fatturato su tutto il territorio della provincia giuliana, ha realizzato un’indagine che mette in luce alcuni aspetti della realtà produttiva triestina. In primo piano la redditività delle imprese, in cui si registra la nota dolente.
Dai dati elaborati dal centro studi umbro sulle 142 società che hanno registrato un fatturato superiore a 5 milioni e 600mila euro e operanti nella provincia di Trieste, emerge infatti che il 26 per cento non riesce a presentare bilanci in attivo; una su quattro, dunque, chiude in rosso e si tratta, nella maggior parte dei casi, di soggetti impegnati nel settore commerciale, oppure in quelli dei trasporti e della meccanica. A dichiarare un utile netto di oltre 500mila euro è invece il 28,9 per cento del campione, e 32 società chiudono con un risultato superiore al milione. Nel complesso, il mercato a Trieste è costituito perlopiù da medie imprese attive nel settore commerciale, con un fatturato compreso tra i 10 e i 20 milioni di euro, e che rappresentano il 32 per cento del totale del campione. Sono poche, invece, le grandi realtà aziendali: solo 18 società superano i 100 milioni di fatturato. Forte però è l’influenza dei colossi (l’indagine ne individua complessivamente 6) operanti nei rami finanziario, bancario e assicurativo, che superano i mille milioni di euro di valore della produzione.
Lo studio mette poi in luce anche alcune delle eccellenza triestine in diversi comparti merceologici: ad aprire la lista è la Principe, azienda giuliana tra le principali realtà della salumeria italiana, con un fatturato di oltre 65 milioni di euro e un utile di quasi 2 milioni. Seguita, tra gli altri, da realtà come Eurospital, operante del settore chimico, con oltre 21 milioni di fatturato e più di un milione di utile netto; e ancora, la Jotun Italia, sempre del comparto della chimica, con un giro d’affari di circa 13 milioni e un risultato netto di quasi 600mila euro.
Lo studio evidenzia, infine, due note positive relative al tessuto economico triestino, legate rispettivamente agli oneri finanziari e alla patrimonializzazione aziendale. Per quanto riguarda il primo aspetto, emerge che il 12 per cento delle società rientrano nella fascia di «attenzione», che significa un rapporto oneri-fatturato superiore o uguale al 3 per cento, contro una media nazionale del 20 per cento.
Sull’altro versante, quello relativo alla patrimonializzazione aziendale, risulta invece che 93 società sul totale delle 142 analizzate, hanno iscritto a bilancio un valore superiore a 1 milione di euro, e 44 un valore di oltre 5 milioni.
Elisa Coloni

SABATO, 20 GENNAIO 2007

CITTA’ NUOVA La Quarta circoscrizione approva la bozza del regolamento comunale su insegne e pubblicità

Borgo Teresiano, via lanterne rosse e poster

La Quarta circoscrizione ha espresso parere favorevole al Regolamento comunale disciplinante annunci, volantini ed altre forme di pubblicità, per garantire pulizia e tutela dei palazzi e degli spazi pubblici in centro città. Il regolamento vieta di esporre qualsiasi tipo di insegna mobile sulle facciate di edifici vincolati dalla Soprintendenza o di beni paesaggistici.
In particolare una sezione del documento, che verrà a breve sottoposto all’attenzione del Consiglio comunale e di cui abbiamo già anticipato i contenuti, contiene una parte specifica dedicata tutta al centro storico. «La situazione sotto questo profilo appare critica nella zona del Borgo Teresiano – evidenzia il presidente della Quarta Circoscrizione Alberto Polacco (An) – dove già dallo scorso mandato abbiamo chiesto, come gruppo di Alleanza Nazionale di questa circoscrizione, uno strumento normativo che ponga fine alla proliferazione di insegne mobili, soprattutto delle tante lanterne rosse».
Un’altra questione, sempre legata alle norme annunciate, riguarda la regolamentazione della pubblicità sotto forma di volantini e locandine. Anche su questo fronte la circoscrizione chiede di risolvere alcuni problemi, sentiti sia dai residenti del centro città, sia dai proprietari di attività commerciali e locali pubblici. Si chiede quindi che chi si avvale di pubblicità attraverso volantini e depliant venga responsabilizzato, attraverso un deposito cauzionale preventivo, sull’obbligo di raccogliere il più possibile il materiale distribuito o eventualmente gettato a terra, sul suolo pubblico.
Micol Brusaferro

Un commento a 3 frammenti dalla cronaca del PICCOLO (sabato 20 gennaio 2007)… Connections, any?

  1. la deduzione dalle connessioni che faccio io è:

    – come comunità locale siamo nell’angolo, senza poteri di contrattazione con nessuna delle forze ‘globali’ che ci stanno attorno. per esempio non sappiamo come uscire dal problema dell’alimentazione energetica e ri-usiamo solo politiche energetiche orchestrate col livello ‘nazionale italiano’ (sob) e di poco respiro ambientale – che è l’unico respiro che ci possa dare respiro (oppure fatemi capire, ma seriamente, dei GRANDI benefici del rigassificatore per le imprese regionali che non mi sono chiari. forse per poca informazione, non so)

    – di fronte alla burocrazia bizantina nazionale, agli interessi ‘nazionali’ energetici (che voglio comprendere, vi prego rispiegatemeli, benny ci sei?), al panorama asfittico di incentivazione (o esistenza) delle nostre imprese, l’unica azione concreta che si riesce a fare è quella di vietare le lanterne rosse in centro. e anche qua non sono ironico: è proprio l’unica azione, condivisibile o no, che una amministrazione pubblica locale può riuscire a fare per modificare la realtà in cui i cittadini (che l’hanno eletta) vivono.

    caro cogoi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *