19 Gennaio 2007

Biloslavo il conciliatore

fausto biloslavoNegli anni ’70 ero un ragazzo scapestrato che manifestava col Fronte della Gioventù a favore di un’Istria libera in Italia e in Europa“. Cosi Fausto Biloslavo, discusso giornalista inviato di guerra e schierato da sempre a destra, ha interpretato il suo passato di attivista nelle organizzazioni neofasciste triestine di tre decenni fa.

Biloslavo, che oggi scrive per Il Foglio, Il Giornale e Panorama, nell’ambito della conferenza di questo pomeriggio a Trieste sull’esodo dei giuliano-dalmati ha raccontato: “Qualche anno fa, quando ho deciso di sposarmi, mi sono presentato con la mia futura moglie da mia nonna, originaria di Momiano. Le ho detto che la nostra idea era organizzare la festa di matrimonio nella attuale konoba del paese, che una volta era la casa dove mia nonna stessa viveva“.

Mi ha risposto che se avessimo organizzato là la festa, lei non sarebbe venuta. Non possiamo chiedere a chi ha vissuto sulla propria pelle di dimenticare quegli eventi e ritrovare una perfetta riconciliazione. Ma io sono un discendente di esuli di terza generazione e non sono solo contento che la Slovenia sia entrata in Europa. Auspico non solo che la Croazia entri in Europa ma pure la Serbia.

Per me l’idea di Europa è stata sempre un’idea di libertà e oggi dobbiamo guardare al futuro“.

E possiamo provare a tornare là ricomprando, ove possibile, i nostri luoghi. ‘Origines’… non si tratta di una riconquista ma di un ritorno in nome dell’Istria regione d’Europa“.

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5 commenti a Biloslavo il conciliatore

  1. cenerentola82 (Cris C.) ha detto:

    In qualche modo mi riconosco nel suo percorso evolutivo.
    Anche se no ho mai frequentato via Paduina, ma avendo nonni che hanno lasciato l’Istria, ho vissudo nello stesso clima di rancori che in qualche modo mi hanno influenzata.
    Oggi non mi passa neanche per la testa di dire a mio nonno che sono pasati 60 anni e che bisogna dimenticare e guardare avanti e riconciliarsi, ma spero che questo processo arrivi a coinvolgere gran parte dei discendenti degli esuli che non hanno vissuto quei tragici eventi in prima persona.

  2. a trieste mi sembra che questi problemi riguardino tutti.

    non ho parenti esuli o infoibati e l’oppressione degli sloveni non mi è stata mai raccontata da mio nonno che non ho mai conosciuto… però a trieste come racconta ballinger l’atmosfera che si vive è questa qua, o almeno è stato così. ben venga biloslavo che fa i conti col suo passato e con quello di sua nonna e dice che bisogna vedere il passato in relazione al futuro e quindi in maniera diversa.

  3. pino ha detto:

    Quanto dicono delle foibe,adesso, le ho sentite negli anni 80, in certe trasmissioni a orari proibitivi. Sono italiano ne sono contento che ne parlino alla luce del sole.
    Iniziando dalla scuola ,per non dimenticare.

  4. pino, hai ragione.
    ma parliamo non solo delle foibe ma anche dei crimini e dell’oppressione degli italiani contro gli sloveni e i croati.
    e che si inizi a dare l’opzione a quelli di lingua italiana di imparare lo sloveno o il croato a scuola, cosa che ora e’ un tabu’ insensato.

    basta con questo passato pieno di odi e incomunicabilita’.

  5. eziobonifacio ha detto:

    Caro Fausto, ho sempre seguito con completa partecipazione i tuoi articoli. Questa volta però devo dissentire da una tua proposta: ma come,noi esuli che abbiamo dovuto abbandonare le nostre case, oggi dovremmo ricomprare ciò che per il diritto è ancora nostro? Mi spiace ma è una tesi improponibile oltre che offensiva. Queste sono proposte per future generazioni, non certo per noi che l’esperienza tragica l’abbiamo vissuta in prima persona.

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