L'avv. Silvia Gentile interviene in merito al "caso Gorizia" sul numero di aprile 2010 della rivista Armi e Tiro, prospettando la class action nei confronti della pubblica amministrazione. Commentando la prescrizione che la questura di Gorizia appone sul libretto del porto d'armi per tiro a volo, la quale impone di frequentare i campi di tiro a volo, di partecipare a gare o esercitazioni e di aquistare un fucile ad anima liscia utilizzabile per lo sport del tiro a volo, l'avv. Gentile scrive: "E' questa, probabilmente, la più grossa congerie di sciocchezze che mi sia capitato di leggere: intanto non si capisce quali siano le "disposizioni connaturate al tipo di provvedimento", atteso che le uniche che vedo sono violate dalla stessa questura, tra Costituzione e leggi ordinarie, tra cui proprio la legge 323/69, che appunto istituiva tali porti d'arma sportivi e mai ha inteso soggiogarne il rilascio a questo tipo di balzelli".
"Ma quel che è ancora più grave" - prosegue l'avv. Gentile - "è che la scritta sul libretto non riporta uno straccio di norma che la avvalori o quantomento ne costituisca il fondamento. Non ce le mettono perché non ci sono: l'iscrizione è un vero e proprio abuso, ancora una volta sperando sul proverbiale istinto pecorile del cittadino che fortunatamente (almeno a giudicare dal fenomeno dei comitati) sembra in via di lenta estinzione".
"Nel caso d'esempio ai vessati (e stufi) cittadini goriziani basterà runirsi per sottoscrivere un mandato a un legale locale oppure all'organizzazione nazionale FISAT per affrontare la questione prima con una diffida alla questura [...] per poi, nel perdurare del disservizio, adire automaticamente il TAR locale [...]".