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	<title>Bora.La</title>
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	<description>notizie e opinioni su Trieste, Gorizia e el Litoràl Adriatico</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 15:02:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Greenaction Trasnational: &#8220;Treni con rifiuti della Campania in arrivo a Trieste?&#8221;</title>
		<link>http://bora.la/2012/05/16/greenaction-trasnational-treni-di-rifiuti-della-campani-in-arrivo-a-trieste/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa Succede a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste TOP]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Trieste</strong> Secondo le informazioni di Greenaction un convoglio ferroviario con almeno otto vagoni di monnezza campana dovrebbe arrivare domani in tarda mattinata a Trieste]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;in corso il primo tentativo di trasporto via treno dei rifiuti dell’emergenza della Campania verso il Nord e in particolare a Trieste. Lo sostiene Greenaction Trasnational in un comunicato. &#8220;Secondo prime indiscrezioni un convoglio ferroviario con almeno otto vagoni di monnezza campana dovrebbe arrivare domani in tarda mattinata a Trieste. Il treno blocco arriverebbe alla stazione ferroviaria di Aquilinia dove i rifiuti verrebbero trasbordati sui camion che li porterebbero fino all’inceneritore.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/02/rifiuti-campania.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-54481" title="rifiuti campania" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/02/rifiuti-campania-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Le amministrazioni pubbliche locali non possono non essere a conoscenza di quanto accade, anche perché in virtù della nuova normativa nazionale lo smaltimento dei rifiuti campani deve essere preventivamente autorizzato dalla regione che li accoglie.<br />
E’ quindi nel silenzio totale che questa operazione di avvelenamento dei cittadini continua senza soste.&#8221;</p>
<p>Greenaction comunica che sono stati informati i media in Slovenia e il Commissario Europeo all&#8217;Ambiente Potocnik.</p>
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		<title>Verso la Legadue, Trieste si riunisce sotto le volte del Palatrieste</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Baldini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lento scandire del tempo che porterà a venerdi sera… Se c’è una cosa che genera attesa e ansia è proprio il lento incedere del tempo, delle ore che mancano ad un evento, esattamente a gara 1 fra Acegas Trieste e FMC Ferentino prevista per venerdì 18 Maggio 2012 alle ore 20.30; sarà una lunga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il lento scandire del tempo che porterà a venerdi sera…</strong></p>
<div id="attachment_56202" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/filalunga.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-56202" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/filalunga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">&#8230;triestini chiamati a raduno&#8230;.</p>
</div>
<p>Se c’è una cosa che genera attesa e ansia è proprio il lento incedere del tempo, delle ore che mancano ad un evento, esattamente a gara 1 fra Acegas Trieste e FMC Ferentino prevista per venerdì 18 Maggio 2012 alle ore 20.30; sarà una lunga serie, molto intensa vista anche stretta cadenza delle date (ah si, evidentemente per coach Dalmasson il flirt con il Palatrieste questa stagione non è dei migliori…ci si mette adesso anche Biagio Antonacci!), da vivere tutta d’un fiato con l’agognata Legadue in palio.</p>
<p>Ebbene si, siamo al dunque, non ci si guarda più indietro o lateralmente per eventuali sorpassi, la sfida è “face to face”, Trieste e Ferentino per un posto solo; la societa’ Pallacanestro Trieste in tal senso ha varato le nuove disposizioni per i biglietti di finale puntando sull’allargamento della community, della serie “porta un amico” a tifare Acegas!</p>
<p>Questo il calendario delle prime due gare della finale promozione tra Acegas Aps Trieste e FMC Ferentino:</p>
<p><strong>Gara 1: venerdì 18 maggio – ore 20.30 – PalaTrieste<br />
Gara 2: domenica 20 maggio – ore 18.00 – PalaTrieste</strong><br />
Per queste due partite la società conferma i prezzi dei biglietti della semifinale:</p>
<p>ABBONATI: tribuna Gold 12 €; tribuna numerata 10 €; primo anello 6 €.</p>
<p>NON ABBONATI: tribuna Gold 15 €; tribuna numerata 12 €, primo anello 8 €.</p>
<p>I tifosi, abbonati e non, che compreranno in blocco i biglietti per entrambe le gare (in qualsiasi settore), potranno acquistare al prezzo aggiuntivo di € 2 un biglietto di primo anello valido per la sola gara 1.</p>
<p>I biglietti potranno essere acquistati da Ticket Point, e la prevendita partirà domani, lunedì 14 maggio, con orario 9-12 e 15.30-19, per terminare venerdì sera. Gli abbonati potranno esercitare il diritto di prelazione fino a giovedì 19 maggio.</p>
<p>E’ chiaro che mai come in questo caso il fattore ambientale avra’ un suo peso, il grande entusiasmo che si e’ creato attorno alla squadra di coach Dalmasson dovrebbe coinvolgere un po’ tutta la citta’, e’ da decenni che non registrava anche una cosi sinergica intesa fra le curve di basket e calcio in nome dell’alabarda; ci si auspica anche una cornice di colore, gli spalti del Palatrieste bardati di bianco e rosso alla ricerca di un’impresa che significa la luce in fondo ad un lungo tunnel….</p>
<p>Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)</p>
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		<title>Bilancio 2012 di Monfalcone: positivo il parere di Comitati di rione e associazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Monfalcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[Monfalcone TOP]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bilancio 2012 illustrato ai Comitati di rione e alle associazioni sportive e culturali del Comune di Monfalcone: come promesso, la nuova giunta apre al confronto sul principale documento di programmazione economica dell&#8217;ente illustrando le linee di azione ai principali organi di partecipazione cittadina. Gli incontri si sono tenuti nella giornata di lunedì 14 maggio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bilancio 2012 illustrato ai Comitati di rione e alle associazioni sportive e culturali del Comune di Monfalcone: come promesso, la nuova giunta apre al confronto sul principale documento di programmazione economica dell&#8217;ente illustrando le linee di azione ai principali organi di partecipazione cittadina. Gli incontri si sono tenuti nella giornata di lunedì 14 maggio.</p>
<p>Il documento è stato illustrato dal sindaco Silvia Altran, dall&#8217;assessore alle Finanze Francesco Martinelli, dall&#8217;assessore alla Partecipazione Civica Paolo Frittitta, e dal dirigente U.O. Contabilità e Finanza Marco Mantini. Il bilancio è stato affrontato non solo nei suoi aspetti meramente economici ma anche e soprattutto nel dettaglio degli interventi in programma. Da parte dei Comitati di rione è stata espressa piena condivisione agli obiettivi dell&#8217;ente.</p>
<p>In seguito, il bilancio e il programma degli interventi sono stati illustrati anche alle associazioni sportive e culturali iscritte agli Albi comunali. Anche in questo caso, il programma di azione dell&#8217;amministrazione è stato ritenuto pienamente condivisibile.</p>
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		<title>Gorizia: al via èStoria, festival internazionale della storia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Gorizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa Succede a Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia TOP]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Gorizia</strong> Manca poco all'inizio del'ottava edizione del Festival internazionale della storia in programma da venerdì 18 a domenica 20 maggio. Domani il Festival aprirà i battenti con un’anteprima dedicata al progetto “Il Milite ignoto"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca poco all&#8217;inizio del&#8217;ottava edizione di èStoria Festival internazionale della storia in programma a Gorizia da venerdì 18 a domenica 20 maggio. Domani il Festival aprirà i battenti con un’anteprima dedicata al progetto “Il Milite ignoto. Il mito, la gloria, il ricordo”: a partire dal primo pomeriggio si muoverà l’èStoriabus lungo un itinerario storico-culturale “Sulle tracce del Milite Ignoto”, con la guida dello storico Marco Cimmino (prenotazioni obbligatorie a eventi@leg.it, tel: 0481539210), mentre in serata, alle 20.30, al Teatro Verdi, l’inaugurazione del Festival sarà siglata dall’emozionante concerto-proiezione di Karl Jenkins “The Armed Man – A Mass for Peace”, preceduto dalla prolusione del musicologo goriziano Quirino Principe.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2010/05/èstoria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-33211" title="èstoria" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2010/05/èstoria.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>La serata è a ingresso gratuito ma ad invito: il pubblico potrà ritirare gli inviti – fino a esaurimento dei posti disponibili – ancora oggi dalle 17 alle 19 alla biglietteria del Teatro Verdi (via Garibaldi 2/A), e domani dalle 19.30.</p>
<p>ÈStoria entrerà poi nel vivo da venerdì: per l’intero weekend nel cuore di Gorizia tornerà a pulsare il “Villaggio della Storia”: un’estensione di 1250 metri quadrati che include le due tensostrutture Erodoto, da 380 posti, e Apih, da 150 sedute, più la Tenda Mostra, la postazione per Radiouno Rai, che trasmetterà in diretta da Gorizia, e il Gazebo “Il gusto della Storia” per degustazioni e aperitivi. Imperdibile sarà la sosta lungo i “Libri in Giardino”, l’area su corso Verdi che propone ben 27 Gazebo di espositori provenienti da tutta la regione, con una zona antiquaria dedicata alla “Storia fuori catalogo”.</p>
<p>Presso la Cicchetteria ai Giardini sarà allestita la postazione della Colazione con la Storia, condotta ogni giorno alle 8.45 dal giornalista e scrittore Giorgio Dell’Arti: insieme al pubblico sfoglierà le notizie di giornata, da gustare fra caffè e brioche. In tutto sono oltre 150 gli ospiti italiani e stranieri che faranno tappa al festival, per 70 eventi in programma. Tra questi la consegna, sabato, del premio FriulAdria “Il romanzo della storia” al giornalista e scrittore Corrado Augias.</p>
<p>Fra musica e parole, sarà invece l’artista yiddish Moni Ovadia a suggellare l’edizione 2012, nella serata di domenica con “Il registro dei peccati”. Disponibile la  diretta streaming sul sito www.estoria.it, mentre su www.estoriatv.it sarà possibile accedere alle registrazioni degli incontri. Tra gli altri appuntamenti, si rinnova quello con la Notte Bianca di èStoria per venerdì sera. Tornano anche gli itinerari di èStoriabus, mentre sul fronte espositivo saranno proposti 4 percorsi.</p>
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		<title>Trieste: presidio in piazza per Alina, ne parlano il Fatto Quotidiano e il Manifesto</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Matijacic</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa Succede a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Top1]]></category>
		<category><![CDATA[Alina]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[questura di opicina]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Trieste</strong> Ieri, in piazza della Borsa, in zona Questura, si è svolto il primo sit-in “Libertà e giustizia per Alina” contro la procedura usata dalla Questura nel trattenere gli stranieri da espellere, nel commissariato di Opicina. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accade a Trieste,la mattina del 14 aprile 2012. Alina Bonar, una ragazza ucraina di 32 anni, vien prelevata direttamente all&#8217;uscita dal carcere da una volante e tradotta nella cella di sicurezza del commissariato di Opicina. Aveva scontato 10 mesi per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina. Formalmente e giuridicamente era libera, in attesa di espulsione. Per la disperazione, si è uccisa impiccandosi nella stessa cella lunedì 16 aprile. Ora il capo dell’ufficio immigrazione di Trieste Carlo Biffi è indagato per omicidio colposo e sequestro di persona.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/0c6837610967ad2ef1fb60b696a45787.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-56189" title="0c6837610967ad2ef1fb60b696a45787" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/0c6837610967ad2ef1fb60b696a45787.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il caso in questione ha scosso profondamente la cittadinanza e  ha suscitato l&#8217;interesse nazionale. <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/trieste-lufficio-immigrazione-rinominato-epurazione-dagli-agenti/230329/">Qui</a> l&#8217;articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano</strong>. <strong><a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7407/">Qui</a> invece l&#8217;articolo uscito sul Manifesto</strong>.</p>
<p>Ieri, in piazza della Borsa, in zona Questura, si è svolto il primo sit-in “Libertà e giustizia per Alina” contro la procedura usata dalla Questura nel trattenere gli stranieri da espellere, nel commissariato di Opicina. L’iniziativa è stata indetta da varie organizzazioni tra le quali Occupy Trieste, centri sociali, Arci, Unione degli studenti, Fiom e a cui hanno aderito anche Rifondazine comunista e Sel. <a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/dfgbdhy-400x300.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-56188" title="dfgbdhy--400x300" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/dfgbdhy-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nel frattempo continuano le indagini  e potrebbero allargarsi. Il capo della Procura di Trieste, Michele Dalla Costa, parlando della vicenda con l&#8217;Adnkronos afferma che «ci sono altre persone sulle quali si è appuntata l&#8217;attenzione della Procura». In altre parole, tutto fa pensare che non possa essere attribuita solo all’”eccentrico” Baffi (“in ufficio e nell’abitazione è stata rivenuta un’autentica collezione di memorabilia del Ventennio fascista compreso materiale antisemita”) la responsabilità di quanto avvenuto nella cella del commissariato di Opicina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scampoli di storia: Barcola e la linea tramviaria numero &#8220;6&#8243;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Geri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa Succede a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Top2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo geri]]></category>
		<category><![CDATA[scampoli di storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Scampoli di storia</strong> Il mito della linea tramviaria numero “6” che collegava la città alla frazione di Barcola, continua a resistere all' usura del tempo, nonostante siano passati oltre quarant' anni da quando ha ceduto il posto all' autobus. E‘ un rapporto assai stretto quello fra Barcola e il tram iniziato nel lontano 1883 ... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rubrica a cura di Paolo Geri</em></p>
<p>Il mito della linea tramviaria numero “6” che collegava la città alla frazione di Barcola, continua a resistere all&#8217; usura del tempo, nonostante siano passati oltre quarant&#8217; anni da quando ha ceduto il posto all&#8217; autobus. Non c’è triestino di una certa età che non sia montato sul tram “6” per andare al mare su quel caratteristico tram con il rimorchio.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Tram-6-Barcola.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-56184" title="Tram 6 Barcola" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Tram-6-Barcola-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><br />
E‘ un rapporto assai stretto quello fra Barcola e il tram iniziato nel lontano 1883 con l&#8217; istituzione di un servizio di vetture ippotrainate, aperte per l&#8217; estate e chiuse per affrontare la stagione rigida. Era l’ epoca della “Società Triestina Tramway”, ditta privata che gestì sino al 1913 in esclusiva il servizio di trasporto pubblico a Trieste.</p>
<p>Il primo servizio di trasporto pubblico nella nostra città era stato inaugurato il 30 marzo 1876: si trattava di una linea tranviaria a trazione animale Torrente-Boschetto, cioè lungo l’ attuale percorso via Battisti &#8211; Rotonda del Boschetto. La prima &#8220;ferrovia a cavalli&#8221; entrò quindi in servizio a Trieste un solo anno dopo Parigi ma in anticipo di un anno rispetto a quelle di Roma e Bologna e di sei anni rispetto a Milano. Nel 1900 Trieste fu poi tra le prime città in Europa ad avere una linea elettrificata con l’ inaugurazione della tratta Torrente-Barcola, con mezzi costruiti dalla “Union” di Vienna, dotati di illuminazione interna &#8211; fatto quasi incredibile per l’ epoca. Barcola era già luogo di villeggiatura e di scampagnate per i triestini e la “Società Triestina Tramway”, conscia dei benefici che tale servizio avrebbe reso alla città ma anche attenta ai propri interessi economici e alla popolarità che ne sarebbe derivata, decise di attivare una linea tranviaria a trazione elettrica per Barcola.<br />
Già negli ultimi anni del Ottocento a Barcola erano sorte numerose abitazioni ma anche trattorie e perfino uno stabilimento balneare. Ormai creare un collegamento veloce con la città era diventato indispensabile.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Tram-6-elettrico-inaugurazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-56186" title="Tram 6 elettrico inaugurazione" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Tram-6-elettrico-inaugurazione-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><br />
La solenne cerimonia di inaugurazione del tram elettrico si svolse alle ore diciotto di domenica 1 ottobre 1900, al calar della sera per meglio evidenziare l&#8217; importanza dell&#8217; avvenimento: un escamotage affinchè l&#8217; effetto delle vetture illuminate, in uno scenario disseminato di lampade e lanterne, costituisse il principale effetto pubblicitario. Con un quarto d&#8217; ora di ritardo sul tempo previsto uscirono dalla rimessa di via Margherita &#8211; appena realizzata proprio per ospitare questo nuovo tipo di veicolo &#8211; tre convogli composti da tram e rimorchio diretti ai Volti di Chiozza per accogliere gli invitati e per dirigersi poi verso il capolinea di Barcola.</p>
<p>Le cronache de “Il Piccolo” parlano di questo fatto come di un grandioso evento cittadino, con lunghe file di persone accalcate nelle strade già un&#8217; ora prima dell&#8217; ora stabilita perchè interessate al transito inaugurale dei carrozzoni. Fin dalla sua istituzione venne chiamata anche “linea scacciapensieri”, forse perchè conduceva in un luogo idilliaco dove ogni pensiero negativo poteva venir meno di fronte alla bellezza della natura.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Tram-6-Corso.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-56185" title="Tram 6 Corso" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Tram-6-Corso-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><br />
Il 30 dicembre 1969 l’ ultima corsa: si concludeva definitivamente il servizio tranviario sulla linea “6”. Non ci furono cerimonie, fu solo un mesto addio ad un pezzo di storia e di vita di Trieste.<br />
Mi risulta che è possibile ripercorrere la lunga storia del tram “6” in una esposizione allestita al Museo Ferroviario di Trieste.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Imu a Trieste: istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Trieste</strong> Il Comune ha realizzato una specifica guida cartacea sull'IMU, anche scaricabile dal sito www.retecivica.trieste.it.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Promosso dall’Amministrazione comunale di <strong>Trieste</strong>, si è svolto lunedì pomeriggio, nell’auditorium del Civico Museo Revoltella di via Diaz 27, il primo incontro di presentazione della “Guida all’ Imu 2012”, rivolto in particolare ai rappresentati di CAAF, Patronati e degli Ordini dei dottori-commercialisti e dei ragionieri-commercialisti.</p>
<p>Nel corso dell’incontro -presenti l’assessore alle Risorse economiche e finanziarie Maurizio Consoli, il direttore del Servizio Finanziario e Tributi Vincenzo Di Maggio e il direttore di Esatto Paolo Cavazzoni- sono state illustrate le principali caratteristiche e modalità legate all’Imu 2012, in modo da affrontare e superare al meglio lo “scoglio” rappresentato da quest’imposta, per la quale il Comune di Trieste ha realizzato una specifica guida cartacea (e già distribuita ai presenti nel corso della riunione e recuperabile all’Urp di via Procureria, presso Esatto in piazza Sansovino 2 e negli uffici Tributi di via Genova 6, secondo piano) ma anche scaricabile dal sito www.retecivica.trieste.it.</p>
<p>Questo –ha spiegato l’assessore Maurizio Consoli- è il primo di una serie d’incontri promossi dall’Amministrazione comunale per fare chiarezza e fugare dubbi legati all’Imu, altri ne seguiranno come ad esempio quello con i sindacati e le associazioni dei consumatori che si terrà mercoledì 16 maggio, alle ore 15.00 nella sala giunta del palazzo municipale. Consoli ha ricordato ancora che l’Area Risorse economiche e finanziarie di via Genova ha attivato un servizio di supporto normativo sull’Imu rivolto agli operatori qualificati, che potranno fissare un appuntamento telefonando ai numeri 040/6758110 e 040/6754506.</p>
<p>Nel corso dell’affollata riunione, dove non sono mancate domande e puntualizzazioni, è stato inoltre ricordato che tra la fine di maggio e i primi di giugno saranno inviati precompilati a casa gli avvisi di pagamento e i modelli F24 (56 mila ndr) ai contribuenti che hanno dichiarato ai fini Ici una abitazione principale ed una unica unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali C2, C6 e C7. In pratica sarà così fatto fronte e risolto il 50% delle dichiarazioni Imu 2012.</p>
<p>Sempre sul sito internet della retecivica, a breve sarà inoltre messo a disposizione un motore di calcolo dell’imposta con le relative istruzioni, che darà la possibilità di stampare il modello F24 per il versamento dell’Imu</p>
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		<title>Rigassificatore: il perché di un no, oltre le problematiche tecniche</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Matijacic</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa Succede a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Rigassificatore]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Bertuzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Focus Rigassificatore</strong> Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Stefano Bertuzzi, dottorando in Biologia Ambientale e membro del Forum ambiente di SEL Trieste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo il contributo di<strong> Stefano Bertuzzi</strong>, dottorando in Biologia Ambientale e membro del Forum ambiente di SEL Trieste.</em></p>
<p>L’incontro con il Tavolo Tecnico Transnazionale sui rigassificatori, che si è tenuto lo scorso giovedì 10 maggio presso l’Università di Trieste, è stato un’ottima occasione per far conoscere agli universitari molte delle ragioni che spingono a ritenere poco opportuna la costruzione del rigassificatore di Zaule. Molti docenti e forse troppo pochi studenti hanno ascoltato con interesse gli esperti che hanno riproposto, con i loro ottimi argomenti, le già note problematicità dell’impianto: quelle ambientali, riassumibili nel raffreddamento delle acque e nel loro arricchimento in cloro e cloro-derivati, fattori che rischiano di portare ad un depauperamento della flora e della fauna del golfo; i problemi legati alla sicurezza, che appaiono tanto gravi quanto sottovalutati nei rapporti di Gas Natural; il serio rischio di un impatto considerevole sulle attività portuali, con una chiara e difficilmente quantificabile perdita economica per il porto e per il suo indotto.<a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2010/05/Rigassificatore-Trieste2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34297" title="Rigassificatore Trieste" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2010/05/Rigassificatore-Trieste2-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p>Osservazioni che rendono sempre più evidente quanto un impianto simile, oltre ad essere poco appetibile economicamente, diventerebbe una minaccia concreta a ciò che abbiamo di più caro, cioè al nostro mare. Non possiamo permetterci l’ennesima ipoteca sui beni comuni, la quale metterebbe a serio rischio un ambiente già depauperato che abbiamo il dovere di consegnare alla prossima generazione migliorato, e non peggiorato, rispetto a come l’abbiamo ricevuto da quella precedente.</p>
<p>Particolarmente interessante è stato poi l’intervento del Prof. Ing. Trincas che ha rilevato come l’impianto rischi di essere sottoutilizzato: infatti, se è vero che la richiesta è l’utilizzo di gas naturale sono previsti in aumento nei prossimi decenni, complici il prezzo stabile e le grandi riserve ancora inutilizzate, esistono già ora progetti internazionali come quello denominato “South Stream” che potrebbero sopperire a buona parte del fabbisogno nazionale di questa materia prima.</p>
<p>Tale dato è significativo considerando quanto l’investimento sul solo gas quale fonte energetica sia molto pericoloso: infatti, se l’Italia potesse contare su un surplus di gas proveniente da oltre mare, risulterebbe poco stimolante l’investimento in termini di ricerca e sviluppo sulle fonti energetiche alternative, la vera svolta nel momento in cui si vorrebbe essere meno dipendenti dall’estero. Il nostro paese è povero di fonti tradizionali, ma abbiamo sole e vento in grande quantità ed è forse giunto il momento di spendere un po’ di soldi per risparmiarne in futuro.</p>
<p>Dire “no” al rigassificatore non significa dunque solamente impedire l’insediamento di un impianto potenzialmente pericoloso, dannoso e forse inutile: ribadire tale “no” potrebbe voler dire “sì” ad un nuovo tipo di sviluppo del quale Trieste potrebbe, anzi dovrebbe, farsi capofila.</p>
<p><strong>Stefano Bertuzzi</strong></p>
<p><em>Per partecipare e restare in contatto con la campagna Focus Rigassificatore scrivi a rigassificatore@bora.la  o seguici su <a href="https://www.facebook.com/rigassificatore">Facebook</a>.</em></p>
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		<title>I misteri di Trieste: la nuova piscina di Barcola</title>
		<link>http://bora.la/2012/05/16/i-misteri-di-trieste-la-nuova-piscina-di-barcola/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 22:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Manna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quel dela Quela]]></category>
		<category><![CDATA[Barcola]]></category>
		<category><![CDATA[dorian lorenzutti]]></category>
		<category><![CDATA[misteri di trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi xe ogi: <strong>Dorian Lorenzutti</strong>
La nuova piscina di Barcola viene dedicata a un certo Mauro. Ma chi xe questo ciò? Mistero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>El mulo <strong>Dorian Lorenzutti</strong> segnala questa nova strana piscina comparsa in zona Barcola. Eco el suo intervento:</em></p>
<p>Barcola, caldòn.<br />
Vegno fora de Pipolo con dò balete de gelato e voio traversar la strada, ma xe &#8216;ssai trafico. Me apropinquo al sotopassagio, ma me ricordo che xe mesi che el xe serado perché el xe alagado. Ma el fastidio se trasforma in ridada co vedo che anche in &#8216;sto caso l&#8217;ironia dei triestini no manca. Ma dopo me vien un dubio. Chi xe Mauro? Un che se ga pena imparà a nudar? Una sporcugna? Un speleosub del CAI? Misteri de Trieste&#8230;&#8230;..<br />
<em>Dorian Lorenzutti</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Sottopassaggio-Barcola.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-56179" title="S" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/Sottopassaggio-Barcola-1024x768.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></p>
<p><em>Hai scritto qualcosa (o fatto foto, o video, o pupoli&#8230;) di divertente/ironico/satirico su Trieste, Gorizia e dintorni? Mandacelo al Quel dela Quela! Scrivi a manna@bora.la</em><br />
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		<title>Il Corno: una storia infinita e poco chiara</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 17:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Luciani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa Succede a Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia TOP]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Top3]]></category>
		<category><![CDATA[torrente corno]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Gorizia</strong> Nei giorni scorsi il vicepresidente della Regione Luca Ciriani ha rivolto una richiesta urgente al ministro degli Esteri e al ministro dell'Ambiente affinché trattino il tema del fiume Corno a livello di relazioni internazionali con la Slovenia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vicepresidente della Regione Luca Ciriani ha nei giorni scorsi rivolto una richiesta urgente al ministro degli Esteri e al ministro dell&#8217;Ambiente affinché trattino il tema del fiume Corno a livello di relazioni internazionali con la Slovenia, in particolare nell&#8217;ambito del prossimo incontro della Commissione mista italo slovena per l&#8217;idroeconomia. <a href="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/43631.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-56177" title="43631" src="http://bora.la/wp-content/uploads/2012/05/43631-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Il torrente Corno in Slovenia, arriva a Gorizia e la attraversa inquinato da scarichi fognari non depurati: il Governo sloveno infatti non ha ancora realizzato il depuratore di Nova Gorizia, che avrebbe invece dovuto essere disponibile già nel 2011, nè tantomeno è mai stato possibile costruire il progettato impianto di depurazione transfrontaliero ( quello, per intenderci, concordato nel “programma di riconciliazione” del 2000).<br />
Alla depurazione ci pensa il nostro impianto, e quindi ci costa, lamenta Ciriani. Ci pensa il nostro impianto? Ma siamo sicuri? Se ci pensasse davvero quali preoccupazioni ci dovrebbero essere per il nostro fiume e per il Golfo di Trieste? Semmai dovremmo avanzare rivendicazioni economiche per il fatto di sostenere il costo del trattamento delle fognature slovene.<br />
In tal senso ha provveduto il consigliere regionale Giorgio Brandolin in una interrogazione del 21 dicembre 2011: spiegava che l&#8217;ATO della provincia di Gorizia aveva  ordinato, già nel 2010, di eseguire le azioni di depurazione delle acque provenienti dal torrente Corno e che il solo costo di gestione era di 317.000 euro, a carico dei cittadini dell&#8217;intera provincia di Gorizia che pagano la tariffa del ciclo integrato dell&#8217;acqua. I lavori, aveva precisato Brandolin,  sono necessari, perchè nel caso non si realizzassero &#8220;ne deriverebbe un forte inquinamento del fiume Isonzo e conseguentemente dell&#8217;intero golfo di Trieste&#8221;. L’interrogazione concludeva chiedendo alla Giunta di intervenire per alleggerire  Irisacqua Srl dai costi di trattamento.<br />
Il vicepresidente Ciriani, che comunque  ha tutte le ragioni per riaprire il caso, però forse un sospetto ce l’ha, e cioè che l’attuale depuratore di Gorizia non copra nemmeno il reale fabbisogno della città. Insomma, prima di chiederci come fare a non subire l’inquinamento del Corno, dovremmo chiederci quanto inquiniamo noi le acque del nostro fiume.</p>
<p>Un impianto, come quello attuale, calibrato teoricamente per circa 50 mila abitanti non è sufficiente: i tecnici infatti calcolano la popolazione equivalente, e non solo quella residente. Ed il fabbisogno reale, che tien conto di attività lavorative artigianali e industriali, si attesta intorno ai 62 mila abitanti equivalenti (calcolo che si rifà alla stima effettuata nel 2004 al netto della crisi economica che ha ridotto l’apporto delle attività produttive). Figurarsi se l’impianto riesce a far qualcosa anche per tutto quello che ci viene consegnato dal torrente Corno: una valutazione attendibile calcola un apporto aggiuntivo attorno ai 60 mila abitanti equivalenti, immesso nel torrente a pochi metri di distanza dal confine italo sloveno.<br />
Come tutti sanno, il Corno è stato recentemente intubato, così da allontanare dagli occhi e dal naso dei cittadini italiani i suoi torbidi e multicolori flutti ed i suoi miasmi, ma che non per questo fa meno danni. E sul cui effettivo collegamento con gli impianti di trattamento del depuratore di Gorizia (di per sè, come già detto,  inadeguato al trattamento degli ulteriori volumi di acque che gli venissero conferite) meriterebbe discutere. Perchè essendo il sistema fognario di Gorizia di tipo misto, qualora il Corno fosse ad esso collegato, attiverebbe le difese idrauliche contro il carico ulteriore:  gli scaricatori di piena lungo l&#8217;Isonzo fanno infatti sfiorare il liquame eccedente nel fiume non appena la portata superi un certo valore. Quale nazionalità abbiano i liquami finiti nell’Isonzo, in questa ipotesi,  potrebbe essere oggetto di interessante dibattito che demandiamo agli esperti.<br />
E’ davvero troppo lungo elencare i capitoli che precedono l’attuale iniziativa della vicepresidenza della Regione, compiuti con regolarità nel corso dei decenni per risolvere questo problema. La prima, forse, è stata la segnalazione del sindaco di Gorizia Ferruccio Bernardis, che nel 1960 già evidenziava al nostro Governo la questione del Corno a fronte dell’edificazione di Nova Gorica. Passano gli anni (nel 1987, lo stesso Bernardis scriveva ad Andreotti che la faccenda del Corno in 27 anni non aveva segnato alcuno sviluppo), passano i sindaci e le giunte, le amministrazioni provinciali, i presidenti, i vicepresidenti e i consiglieri di regione, la questione non cambia: essenzialmente perchè l’amministrazione di Nova Gorica, qualsiasi essa sia,  non ha nessuna convenienza economica -  nello spendere un sacco di soldi per il depuratore -  e politica -  nel caricare sui propri cittadini il costo della depurazione &#8211; quando può liberarsi gratuitamente dei propri scarichi fognari.<br />
L’unica soluzione possibile è che si attivi da parte dell’Unione Europea un processo sanzionatorio a carico della Slovenia, e si possa considerare, visti i mutati pesi delle reciproche convenienze e aspettative, con più urgenza la gestione transfrontaliera del problema specifico: perchè in verità  non è che non ci si pensi, e forse ormai nemmeno più che non si voglia (si veda ad esempio l’Interreg GOTRAWAMA, coinvolti i comuni di Gorizia, Nova Gorica, Šempeter Vrtojba) ma è che non ci si sbriga. C’è sempre un’altra riunione, un altro workshop, un altro interreg. E questo vale per la questione del Corno ma anche del Vipacco e del Vertojbica, che vantano anch’essi acque di cattiva qualità,  e per tutte le altre questioni ambientali che ricadono nel bacino territoriale condiviso tra amministrazioni comunali italiana e slovene.<br />
Intanto, nell’ultima riunione della Commissione mista per l’idroeconomia si è saputo che il depuratore sloveno potrebbe entrare in funzione nel 2015, il che sposta tutta la storia di qualche anno in avanti ancora, anche perché il finanziamento dell’annunciata fantastica somma di  60 milioni di euro ancora non risulta esserci; risulta anzi che il mega progetto sia  oggetto di grande curiosità da parte dei tecnici italiani che, a quanto pare, non sono ancora riusciti a dargli un’occhiata.</p>
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