Trieste Science+Fiction Festival 2018
6 novembre 2018

Il nostro Trieste Science+Fiction Festival 2018

el sunto Dal 30 ottobre al 4 novembre si è tenuto il festival di fantascienza a Trieste

Si è concluso ieri sera il Trieste Science+Fiction Festival 2018.

Un’edizione che conferma l’alta qualità dei film scelti per questa manifestazione e che quest’anno ha portato nelle sale del Teatro Rossetti, Teatro Miela e al Cinema Ariston più di 20.000 spettatori. Hanno fatto il pienone le masterclass del regista ed effettista Douglas Trumbull, dello scrittore (anche in veste di giudice del premio Asteroide) Richard K. Morgan e dell’attrice pornografica e scrittrice Stoya.

Si sono aggiudicati il Premio Asteroide TS+FF2018 “Freaks” di Zach Lipovsky, Adam Stein (Canada, 2018) e il Premio Méliès d’argent TS+FF2018 “Man Divided” di Max Kestner (Danimarca, Svezia, Finlandia 2017).

Questa è invece la nostra personale classifica in base ai film che abbiamo visto.

1) GENESIS 2.0

Genesis 2.0 è uno dei pochi documentari proiettati al Trieste Science+Fiction Festival 2018. Prodotto, diretto e editato dal candidato al Premio Oscar Christian Frei racconta parallelamente la storia di alcuni cercatori di ossa di mammut sulle Isole Siberiane e quella di alcuni ricercatori di DNA e biologi molecolari in Corea del Sud, in Cina e negli Stati Uniti che tentano di riportare in vita animali estinti come lo stesso mammut.

Più di ogni altra pellicola vista al festival Genesis 2.0 racconta un mondo, il nostro, quello odierno, che si sta avvicinando a quello immaginato da Michael Crichton e Steven Spielberg in Jurassic Park e Westworld. Nel film di Frei non servono animatronic, scenografie o grandi storie hollywoodiane per raccontare come l’uomo del XXI secolo stia tentando di sostituirsi a Madre Natura.

In Corea visitiamo un centro di ricerca che per la modica cifra di 100 mila dollari clonano con successo cani defunti per i rispettivi padroni. Poi, come se fossimo al supermercato dove vale lo sconto “paghi 1 e prendi 2”, il centro di ricerca ti regala un secondo cagnolino uguale all’altro. In Cina, invece, c’è un’enorme banca dati del DNA che si pone l’obiettivo di clonare animali oramai estinti come il mammut e, spiega il regista, di creare degli animali ibridi ad uso e consumo del governo cinese (e probabilmente del miglior offerente). A migliaia di chilometri di distanza, invece, seguiamo la storia di questi cercatori d’ossa della Jacuzia che ogni anno, durante l’estate, si addentrano nella steppa delle Isole Siberiane per trovare resti di mammut. Diversi cercatori tornano a casa con le ossa di mammut, ma pochi diventano veramente ricchi. Come spesso accade in territori al confine del mondo dove la povertà regna sovrana, queste ossa vengono infatti vendute a una modica cifra a dei compratori  per poi essere rivendute nel mercato cinese e occidentale al quintuplo del prezzo.

Genesis 2.0 è senza dubbio il migliore film del festival e avrebbe sicuramente meritato di essere candidato a qualche premio del Trieste Science+Fiction. Una pellicola che ci offre un ritratto crudo della società odierna desiderosa di sostuirsi a Dio.

2) SILENT RUNNING

E’ il film d’esordio del regista del Trieste Science+Fiction Festival 2018 Douglas Trumbull, stella di questa edizione del festival. Un film che realizzò nel 1972.

In questo film, il genere umano ha distrutto la vegetazione della Terra. Quel che resta di Madre Natura viaggia conservata in delle grandi serre a bordo di una nave spaziale. Un giorno agli astronauti presenti a bordo viene comandato dai loro superiori di distruggere queste serre. Uno di loro, il biologo della missione, non risponderà agli ordini e ucciderà i suoi compagni di viaggio pur di salvaguardare la vegetazione.

Nonostante sia stato realizzato quasi cinquant’anni fa, “Silent Running” è un film potentissimo perché si rivolge più che mai ai nostri tempi attraverso una forte critica ecologista. Poche settimane fa il The Guardian e il WWF pubblicavano la notizia di come il genere umano avesse cancellato il 60% della biodiversità con le sue azioni. Il film di Trumbull è la proiezione di ciò che oggi sta accadendo alla Terra nell’indifferenza della maggior parte abitanti. A differenza dei suoi compagni di viaggio, il biologo protagonista avverte la catastrofe di veder scomparire definitivamente il polmone verde della Terra. Perché “il verde della Terra” non ci dona soltanto l’ossigeno, ma ci permette di coltivare frutta e ortaggi che non potranno mai avere lo stesso gusto di alimenti prodotti in laboratorio.

Silent Running è un film emblema dei nostri tempi dove tutti i  cittadini oramai conoscono i gravi problemi ambientali che attanagliano la Terra. Pochi però cercano di risolvere questi problemi.

3) EDELREZI RISING

Edelrezi Rising è sicuramente uno dei film che è stato meno apprezzati dal pubblico del Trieste Science+Fiction Festival 2018. A detta di molti dei presenti, il film del regista serbo Lazar Bodroza non offriva nessun spunto, ma era soltanto una pellicola infarcita di cliché del genere fantascientifico da “Blade Runner” a “Ex Machina”. La storia è semplice: a bordo di una navicella spaziale, un’androide (interpretato da Stoya) e un cosmonauta sono diretti verso Alpha Centauri. Presto tra i due nasce una storia d’amore.

Chiariamo. Edelrezi Rising non è un film innovativo. Non offre un’analisi critica verso la società odierna come molti dei film del genere. Come Hollywood ci ha ben insegnato con i suoi blockbuster degli ultimi trent’anni, i film possono anche essere puro intrattenimento. Ed è quello che fa Edelrezi Rising. E’ una storia struggente dove si affrontano le problematiche e le difficoltà che un robot e un essere umano incontrano in una relazione pressocché impossibile tra una macchina e un essere vivente fatto di carne. Una storia che come spesso accade non andrà a buon fine tra i due. Una menzione speciale va all’attrice Stoya, perfettamente calata nei panni di una robot, dimostrando di essere pronta a recitare in altre fiction.

 

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