23 ottobre 2018

Quella notte a Kinshasa, quando Muhammad Ali sfidò George Foreman

el sunto Grazie a un excursus geografico e storico e politico, tra musica e aneddoti, Federico Buffa ci racconta un match che rappresenta il riscatto dei dirit

A Kinshasa (Zaire) sono le 4 del mattino del 30 ottobre 1974, quando Muhammad Ali sfida il campione del mondo di boxe George Foreman, soprannominato “The Greatest”, Il Migliore.
Entrambi gli sfidanti sono americani e sono neri ma la folla tifa per Ali perché Foreman rappresenta l’America ma Ali rappresenta l’Africa.
L’incontro è uno spettacolo assoluto. L’atmosfera è tesa, la temperatura è di 40 gradi e l’umidità al 90% quando i due sfidanti lottano senza tregua. “Float like a butterfly, sting like a bee”. Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Era questa la tecnica di Ali che gli permise, di nuovo, di diventare il campione mondiale di boxe dei pesi massimi, in questo match che è passato alla storia con il nome di “Rumble in the jungle”.

Come nel precedente spettacolo “Olimpiadi del 1936”,  in “A night in kinshasa – Muhammad Ali vs George Foreman”, in scena ieri sera al Rossetti di Trieste, abbiamo visto un Federico Buffa capace di coinvolgere il pubblico del Rossetti e farlo calare nell’atmosfera di questo match di 44 anni fa.

Buffa non si ferma mai al mero elenco degli eventi, ma ci racconta le persone, le amicizie e le tensioni politiche che in quegli anni imperversavano sulle persone afroamericane e non. Per citarne alcune il 1974 è il culmine della guerra fredda, dell’apartheid e della guerra in Vietnam, che Muhammad si rifiuta di combattere in quanto in un’intervista sostenne che “No vietcong called me nigger”.

Tutto lo spettacolo è accompagnato dal pianoforte di Alessandro Nidi (che lo affiancava anche in occasione de le “Olimpiadi del 1936) e i le percussioni di Sebastiano Nidi, a richiamare i tamburi dell’Africa.

Attraverso questo excursus geografico e storico e politico, tra musica e aneddoti, Federico Buffa ci racconta che questo match rappresenta molto di più che una vittoria sportiva. Rappresenta il riscatto dei diritti civili, di pace e di coraggio.

 

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Un commento a Quella notte a Kinshasa, quando Muhammad Ali sfidò George Foreman

  1. Archibald

    Articolo veritiero, Clay mi era antipatico all’epoca ,lo consideravo troppo spaccone sul ring; tifavo K.Norton e J.Frazier anche perché venne loro offerta una cifra stellare per combattere fra loro ,ma rifiutarono perché erano amici. Poi anche Clay mi entrò in simpatia ,non era poi quello che si mostrava sul ring .

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