4 settembre 2018

“I gruppi Facebook sono come un grande condominio”

el sunto Perché utilizzare i social network? Qual è il loro impatto socio-culturale? E quello sulla persona? Ecco a voi le parole di Max Tramontini.

Perché utilizzare i social network? Qual è il loro impatto socio-culturale? E quello sulla persona? Queste sono le grandi domande alla base di una serie di interviste volte a sondare il terreno inamovibile e ricco di insidie sul quale ormai tutti camminiamo: quello dei social network. Ad accompagnarci, nel primo tratto di questo percorso, sarà Max Tramontini: esperto nel settore della comunicazione, appassionato di enogastronomia e soprattutto amministratore di alcuni gruppi Facebook tra cui Te son de Trieste se…...

 

Max, come è nata l’idea di questo gruppo?
Prendendo spunto da gruppi simili di altre città, alcuni amici mi hanno proposto di creare questo gruppo e mi sono detto: perché no? L’idea mi è sembrata subito interessante e ho voluto rendere il gruppo particolare sollecitando ad esprimersi solo in dialetto triestino; insomma, ho ritenuto che potesse essere l’occasione adatta per recuperare la forma scritta del dialetto triestino grazie alle persone del luogo che lo parlano quotidianamente.

Il gruppo serve dunque per insegnare ed imparare il triestino o c’è dell’altro?
Ciò che mi preme sottolineare è che, pur essendo l’amministratore del gruppo, non sono io a decidere i contenuti; è la community, le persone che fanno parte del gruppo che, postando e condividendo foto e pensieri, determinano lo sviluppo dei modi e dei contenuti del gruppo stesso. Quello che voglio dire è che il gruppo cresce da solo, indipendentemente da me: se ci sono post o commenti inadeguati o palesemente polemici, sono le persone a segnalarlo e il mio intervento consiste solo nell’atto formale di eliminare ciò che gli utenti stessi avvertono  come qualcosa di non pertinente al gruppo. Proprio per questo mi piace definire Te son de Trieste se….. un “grande condominio” dove le persone possono conoscersi, discutere e scambiarsi informazioni. Col tempo infatti, il gruppo è diventato un riferimento non solo per chi vive a Trieste, ma anche per coloro che dall’estero vogliono rimanere in contatto con l’ambiente triestino o per chi, appena trasferitosi qua, cerca notizie in tempo reale, informazioni su luoghi ed eventi di interesse pubblico. Inoltre, questo grande condominio si è trasformato nel luogo ideale per dare spazio e voce alle persone, un luogo dal quale si può partire per fare qualcosa di concreto e utile alla comunità: da manifestazioni a opere di beneficenza. Tutto reso possibile dalla semplice volontà delle persone di darsi una mano.

Questo mi porta a pensare che ci sia un alto grado di partecipazione; è così?
Assolutamente sì. Essendo le persone il punto di partenza e il fine di questo gruppo, è essenziale la loro partecipazione per compiere il passaggio fondamentale dal mondo prettamente virtuale a quello reale. Dati alla mano, il gruppo conta più di 36 mila iscritti e negli ultimi 28 giorni più di 31 mila sono stati gli utenti attivi, con post che arrivano anche a 18 mila visualizzazioni. Questi dati si potrebbero tradurre affermando che più alta è la partecipazione nei social, più alta sarà la possibilità che si trasformi in qualcosa di concreto.

Alta partecipazione, iniziative per la comunità, beneficenza… ma in un condominio c’è anche chi litiga. Ci sono mai stati episodi polemici e controversie? Se sì, perché nei social gli scontri sono così frequenti?
Purtroppo ci sono stati alcuni episodi infelici causati sia da post non idonei al gruppo, sui quali grazie alle segnalazioni posso intervenire eliminandoli; sia da persone che, fraintendono (più o meno volontariamente) dei commenti, gettano le basi per uno scontro, in questo caso mi trovo obbligato a escludere il cosiddetto “leone da tastiera” dal gruppo. Il perché degli scontri, delle polemiche e in generale anche di tutti quei pericoli cui va incontro la persona condividendo pensieri, foto, ecc. è da ricercarsi, a parer mio, nel non rendersi conto di essere in un contesto sociale diverso da quello abituale. Solitamente siamo abituati a conversazioni personali, a tu per tu, dove ciò che si esprime rimane tra poche persone, dove i fraintendimenti possono essere risolti immediatamente, dove gli interlocutori si conoscono e dunque si possono comprendere. In un social invece non solo viene meno la dimensione privata e personale, ma viene a mancare quella chiave di lettura per comprendere l’altro che appartiene solo a chi si conosce. Se a questo si aggiunge la de-responsabilizzazione causata dalla mancanza del contatto umano dettata dal fatto di essere dietro ad uno schermo, si può capire come le polemiche, i fraintendimenti, gli scontri e i fenomeni ancor più gravi di bullismo, siano alla portata del giorno.

Continuando a parlare di possibili effetti negativi dei social, la creazione di un gruppo atto a risvegliare il senso d’appartenenza alla propria città, può avere come conseguenza negativa una sorta di localismo e quindi di disprezzo verso gli altri paesi?
In base alla mia esperienza mi sento di escludere questa possibilità. Tutte le piccole controversie tra paesi sono sempre state espresse in chiave ironica, anche perché se alcuni anni fa si poteva parlare di astio tra alcune città, ora il clima sembra notevolmente cambiato positivamente. Per quanto riguarda il senso d’appartenenza ci tengo a ribadire il carattere di inclusione del gruppo: aperto a chi è stato triestino, a chi lo è e a chi vuole diventarlo.

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Un commento a “I gruppi Facebook sono come un grande condominio”

  1. Ottima idea Elia. 🙂
    Oramai i social xe diventadi una parte quasi ovvia della nostra vita che nianca no se rendemo conto de certi meccanismi e de come questi meccanismi ne condiziona la vita offline.

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