19 luglio 2018

Accoglienza a Trieste: fortemente inclusiva e un motore positivo dell’economia locale

el sunto Il sistema di accoglienza a Trieste funziona e sono i dati a dimostrarlo. Stamattina al Circolo della stampa la presentazione del report del 2017.

Il sistema di accoglienza a Trieste funziona. Oltre ad essere fortemente inclusivo e un motore positivo dell’economia locale (come titolo di esempio, la spesa di mezzo milione di euro all’anno per i trasporti va alla Trieste Trasporti) è infatti un sistema che evita ghettizzazioni e pericolose concentrazioni, poiché stimola l’autonomia delle persone accolte, le quali entrano subito in contatto con il tessuto sociale, culturale e linguistico locale accelerando il percorso di inclusione nel nuovo contesto.

Questi sono solo alcuni dei dati che emergono dal report statistico 2017 sul sistema di accoglienza triestino, presentati stamattina al Circolo della Stampa di Trieste.

Come riportato da Triesteprima, l’incontro è stato così introdotto dal giornalista Pierluigi Sabatti: «È importante dare un’informazione corretta, per il fatto che certe cose vanno dette e bisogna spiegare soprattutto come funzionano. Il fatto che si possa immaginare il ritorno ai “lager” come qualcuno vorrebbe, è terribile. Siamo alle prese con un decremento demografico e abbiamo bisogno di queste persone. La città dove viviamo da sempre è stata resa grande dagli immigrati, dalle persone che sono venute da fuori. Per questo bisogna diffondere i dati reali, anche sui social, per ragionare bene su questo tema estremamente importante».

Nel rapporto si parte da numeri reali e dalle presenze sul territorio. Nel 2017 sono state  433 le persone tra i 18 e i 25 anni, 459 tra i 26 e i 35 anni, 173 che hanno più di 36 anni e 120 sono i 18 anni.  1410 sono i frequentanti dei corsi di lingua italiana, 113 i minori iscritti nella scuola pubblica, 55 gli adulti iscritti alla terza media, 49 i tirocini attivati, ai corsi di formazione 414 i frequentati.

Don Amodeo della Caritas Diocesana ha dichiarato: « Sentiamo spesso parole sbagliate che portano a una lettura differente dello stesso problema. Noi non abbiamo la verità in tasca ma questo è il nostro modo di affrontare la vicenda. Dal 2002 facciamo accoglienza con il sistema Sprar e, ci tengo a sottolinearlo, siamo stati la prima città in Italia, ancora16 anni fa».

Il report completo è scaricabile qui.

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