18 giugno 2018

Martedì 19 a San Giacomo il ricordo di Massimiliano

el sunto Per il 151esimo anniversario della morte di Massimiliano, a San Giacomo verrà celebrata una messa in suo ricordo

L’associazione tredici casade con la collaborazione dell’associazione culturale Friedrich Schiller organizza martedì 19 giugno, alle 18.30, un appuntamento in ricordo di Massimiliano, Principe Imperiale, Arciduca d’Austria e Imperatore del Messico.

L’inizio alle 18.30 presso la chiesa di San Giacomo apostolo, in Piazzale San Giacomo, con un intervento di Pierluigi Sabatti, presidente del circolo della stampa.
Seguirà alle 19 la Santa messa in suffragio.

Gli ultimi istanti di Massimiliano

(…) “S’avanzarono tre plotoni, composti ciascuno di sei soldati e di un ufficiale, e si schierarono di fronte ai morituri. Massimiliano s’appressò ai soldati, strinse loro la mano, donando a ciascuno una moneta d’oro. L’ufficiale, confuso, balbettava parole di scusa, ma lui l’interruppe: «Ella è soldato, deve obbedire». Poi Massimiliano abbracciò Miramón e Mejia, dicendo: “Fra pochi istanti saremo in cielo”.
Dopo aver pronunciato queste parole, ciascuno dei tre condannati, occupò il proprio posto, quindi Miramón nel mezzo, Massimiliano alla sua destra e Mejía alla sua sinistra. I tre avevano il volto scoperto, senza benda sugli occhi. L’Imperatore si tolse il sombrero e si asciugò la fronte con il fazzoletto, dando entrambi gli oggetti al suo servitore Tudos, perché gli inviasse a sua madre l’arciduchessa Sofia (…)
Miramón, mostrando con la mano il cuore disse: “Qui” e alzò la testa, Mejía niente di ciò (…). I tre avrebbero dovuto ricevere la morte nello stesso tempo. I soldati puntarono i loro fucili al petto delle vittime. La folla sentì correre un freddo glaciale nelle vene. L’ufficiale incaricato dell’esecuzione gridò: fuoco! La scarica fu simultanea e i tre corpi caddero a terra, colpiti al petto dai proiettili. Per il generale Mejía furono necessari due colpi prima di vederlo morto. La morte del generale Miguel Miramón fu istantanea.
Erano in quel momento le sette e cinque minuti del mattino.
Massimiliano cadde sul lato destro, ma non ancora morto, pronunciò chiaramente – “Hombre! Hombre!” – muovendosi appena. Allora l’ufficiale lo mise a faccia in su e indicando a uno dei soldati il punto del cuore, gli fu inferto il colpo di grazia.
A Quèretaro, il 19 giugno 1867: a 35 anni non ancora compiuti. (…)

(Tratto da: Edda Vidiz, Maximiliano I, l’Imperatore dal cuore di marinaio, Luglio Editore, Trieste, 2014)

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