14 giugno 2018

I personaggi eccentrici di Trieste: Jimmy, el sienziato american

el sunto E voi vi ricordate di “Jimmy l’american”? Nella puntata di oggi scopriamo la storia di questo eccentrico scenziato americano, a Trieste dal 1968.

Jimmy: qui a Trieste era conosciuto come ..”el sienziato american che costruiva la macchina del tempo” nel bosco del Pian del Grisa ( in quel bosco dove tra l’altro viveva). Ecco la sua storia.

Siamo nella Trieste fra gli anni settanta e novanta e spesso lo si vede sia in giro per Trieste sempre con borse di nylon in mano, sia camminare o chiedere l’autostop sull’Altopiano nel tragitto della ex camionale – quadrivio di Opicina – capolinea della 4-. per raggiungere la città. Se la mia memoria non mi tradisce mi pare che sia passato a miglior mondo proprio per un investimento mentre camminava sul ciglio della s.s.202.

Si chiamava Jimmy Bynoe. Nato a San Francisco nel 1938, aveva studiato architettura all’Hold College, ed era rimasto nella sua città natale fino al 1966, dedicandosi alla pittura e alla progettazione di macchine non meglio identificate. Considerandosi un inventore e non nutrendo particolare fiducia nel sistema americano delle lobby, al punto da temere per la propria incolumità fisica, decide di trasferirsi In Europa. Visitò la Svizzera, la Norvegia e la Francia e si stabilì e per un certo tempo a Parigi.

Nel 1968 approda a Trieste. Qui  dorme alla casa dello studente e mangia alla mensa universitaria.  Frequenta la facoltà di architettura dell’Università degli studi di Trieste e stringe amicizia con il professor Costantino Giorgetti e con Margherita Haack. E’ in questo periodo che la sua attenzione si concentra sull’idea di realizzare una macchina del tempo, alla quale lavora anche di notte, con esperimenti che richiedono la massima riservatezza e isolamento.

“La mia macchina in funzione assorbe energia, la corrente elettrica tutto attorno“. A chi incuriosito chiede di saperne di più, affabilmente, Jimmy spiega la dimensione temporale come una sorta di nastro di Moebius e non nasconde i paradossi che presentano le sue teorie.

Gli suggeriscono una radura del Carso nei pressi del camping Pian del Grisa e decide di stabilirvi non solo il laboratorio ma anche la propria dimora. Un rifugio improvvisato con sassi, cemento, teli di plastica e pezzi metallici recuperati da vecchi elettrodomestici.

Si nutriva prevalentemente di latte, ma apprezza il pane triestino e il vino terrano, che ritiene ricco di calcio. Si vestiva con indumenti ricavati da pezze di stoffa, che confezionava personalmente.
Durante un’intervista rilasciata negli anni Ottanta, il prof. Giogetti  ne parlerà con affetto e grande stima: “Effettivamente (Jimmy) è un uomo di cultura, ho avuto modo di metterlo in contatto con dei grossi studiosi, tecnici dell’Unesco e sono rimasti sbalorditi dalla sua conoscenza della teoria di Einstein.  Credo abbia una teoria molto precisa nel ruolo della forma nella filosofia, nella scienza, nella politica.”

Quali i vostri ricordi di Jimmy? Scriveteli sui commenti!

 

*notizie tratte anche dal gruppo Facebook Trieste di ieri e di oggi

17 commenti a I personaggi eccentrici di Trieste: Jimmy, el sienziato american

  1. giorgio (no events)

    Se xe quel che me ricordo mi, iero convinto ch’el fussi un indian (de l’India), ma comunque un toco de mato con la sua dignità che gà fato la sua strada… intendo caminando a pìe su e zò per el carso.

  2. Fiora

    Una volta tornando dal campeggio di Pian del Grisa verso città gli abbiamo dato un passaggio direzione Università. Imponente, bizzarro,ma dignitoso, suscitava simpatia e rispetto. il suo abbigliamento era realizzato da lui stesso con pezzi di tessuto cuciti insieme. Strada facendo, in inglese ci aveva accennato qualcosa di sé e si era diffuso sulla sua invenzione, lasciandoci però l’impressione che fosse uno fuori di testa. arrivato nelle vicinanze dell’Università era sceso, ringraziandoci educatamente, lasciandoci in ricordo una persistente puzza che emanava da un corpo che da anni un bagno non lo conosceva…. un matto gentile con fantasia e asociale. Così avevamo finito per considerarlo. Ora da quel che leggo , eravamo noi ad esserci sbagliati. Era uno scienziato per davvero..

  3. Fiora

    Tra i personaggi eccentrici della nostra città ,spero si parlerà anche qui della nostra Margherita Hack. Più “nostra” di molti nativi!
    Non sembri riduttiva la mia definizione riferita alla grande scienziata.
    Eccentrica per la semplicità , la cordialità, l’animalismo, lo stile di vita, l’umorismo, che costituivano un’eccentricità in rapporto a usi e costumi di parecchi personaggi pubblici anche di ben minore levatura.

  4. A Jimmy ghe gavemo dedicado la maldobria de Trieste furlana del futuro, scoperta grazie al suo masinin del tempo 🙂

    http://bora.la/2013/05/07/la-trieste-furlana-del-futuro-unanteprima-di-polska-rivemo/

  5. Fiora

    visto a tu per tu, dopo una bona lavada e con un dress code più consono, se gaveria podù portarlo in giro pei loghi e…farghe anche un pensierin! ;(

  6. Personaggio indubbiamente “strano”, quando lo incontrai la prima volta (credo fosse nei pressi della stazione attorno gli anni 80) si rivolse a me dicendo di conoscermi, che avevo tirato su due atleti ma sopratutto che i miei due ragazzi erano speciali perché capaci di “cambiare il mondo”. Non capendo molto l’inglese misto alla nostra parlata, pensai alludesse a due delle mie bambine. Oggi, grazie a voi, scopro il suo curioso hobby e, trovando sconcertanti le sue parole, non posso fare a meno di pensare che lui, nel futuro, abbia veramente avuto la possibilità di viaggiare.

  7. Jacques Centonze

    Me Lo ricordo perfettamente, devo aver cenato allo stesso suo tavolo in mensa universitaria, anche un paio di passaggi in auto. Proprio quel vestito che appare sulla foto ricordo. Gli chiedevo sempre come procedevano i lavori sulla macchina del tempo, era evasivo nella risposta, ma per lui tutto procedeva bene. Mi sono spesso chiesto che fine avesse fatto. Oggi finalmente ho una triste risposta. RIP.

  8. A.

    Strano che un uomo dall’America giunga fino a Trieste per studiare all’Università…negli Stati Uniti ci sono Università di gran prestigio,…….poi comunque non si giudica mai una persona da come veste o se si lava o meno,….di sicuro era un’anima vagante in questo folle ma folle mondo.

  9. Fiora

    @7″ e comunque non si giudica mai una persona da come veste o si lava o meno…”
    e dagghe A. ! lezioncine a cottimo tu! mi pare che giudizi continui a darli tu a chi commenta ,nella fattispecie a me x la seconda volta dopo l’ appunto sulla “Contessa” !.
    scrivere da parte mia che m’aveva inondato la macchina del suo olezzo è riportare la pura verità.
    Scrivere che ripulito a dovere sarebbe stato un cavaliere perfetto in società, è nel contempo una battuta e sinonimo di accettazione …
    l’hai visto di persona? ci hai mai parlato? io e altri qui, sì! Nessun giudizio. solo note di colore che meglio ci restituiscono il personaggio.
    Dai teorici didascalici( quale ti manifesti)ci salvi iddio…Vedi di astenerti dal giudicare chi NON giudica. Grazie

  10. Fiora

    chiedo venia. l’appuntino didascalico numero uno che suonava” non offendiamoci per così poco” era in realtà riferito alla mia e altrui insofferenza vs una fiction ambientata a Trieste , pregna di svarioni assortiti in particolare dialettali.
    Manifestare insofferenza NON è offendersi.!
    …e stavolta la lezioncina è scappata a me! x penitenza farò un fioretto

  11. A.

    @fiora
    Forse mi confondi con un’altra persona,…..è la prima volta che posto qui un mio commento,riguardo alla “contessa” non so nemmeno chi sia e non ho postato alcun commento al riguardo,…..ho solo detto che non è da persona educata giudicare chi magari per svariati motivi si ritrova in mezzo a una strada senza lavoro,affetti,casa,…….tutto lì,ciao!

  12. Fiora

    @10
    dell’aver confuso la discussione, mi sono immediatamente scusata al post 9. Che la “contessa” riposi quindi in pace
    Invece il commento 24 del 19 maggio. discussione sulla fiction “il confine”. Non è tuo? nick e piglio identici.mah!
    Qui ognuno esprime le proprie idee sugli argomenti,non sui commentatori .Lezioncine sull'”educazione” (che c’entri l’educazione qui in questo caso specifico, mi riesce oscuro…) dei …commentatori, oltreché fastidiosi,penso siano di competenza della redazione.
    Ti rinnovo la domanda ,tu a Jimmy l’ hai conosciuto? “solo in mezzo a una strada,senza lavoro affetti,casa…” ‘ndemo dei! Ma perché trinci sentenze da libro cuore,tanto per polemizzare?

  13. Fiora

    …e giacchè noi tutti che Jimmy l’abbiamo visto e persino conosciuto un po’, ne abbiamo tracciato il concorde ritratto di uomo eccentrico sì, ma libero nelle sue scelte, colto,perfino attraente (io).
    Quindi sono i i tuoi pietismi che mi appaiono inappropriati e riduttivi.
    Un’ultima domandina a te che “non giudichi dall’aspetto esteriore “. Uno conciato così ,in macchina te lo saresti preso? io l’ho fatto! PROPRIO perché non giudico dall’aspetto esteriore!

  14. A.

    @fiora
    Certo che ho commentato su “Il confine” ma non in questo su Jimmy…..non l’ho conosciuto perchè non ero nemmeno nata in quegli anni………buona vita!

  15. Fiora

    nulla di personale, ma allo stra modaiolo buona vita, mi sento di replicare con un più realistico quisque faber fortunae suae … al netto di auguri di maniera.
    Anche il nostro Jimmy, considerato il suo vissuto fuori dagli schemi ,il quisque faber… l’avrebbe apprezzato di più!

  16. Guido

    da bimbo lo incontravo spesso sul tram di opicina e lui saliva sempre alla fermata di campo romano di fonte alla piscina (quella del famoso hotel obelisco mai finito ). Era cordiale e salutava sempre. Ovviamente la scelta di vita lo condizionava ad una scarsa igiene e di certo non passava inosservato a chi non lo vedeva, si lavava nei bagni dei locali pubblici non avendo acqua corrente nella sua dimora. Suscitava simpatia, poi negli anni 80 a Trieste non si era abituati a etnie provenienti da altri luoghi, sopratutto afroamericane… il che condiva tutto, agli occhi di un bambino di una incredibile magia. a me ricordava un pochino lo zio Tom e la sua capanna proprio perchè viveva nel bosco.

  17. Paolo

    Anca mi pensavo che fussi indian. Se diseva che el lavorava al centro de fisica de Miramar. Però anziché a Grignan se lo vedeva spesso a Opcina. Interessante scoprir de più sulla sua vera storia.

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