28 maggio 2018

L’italiana in Algeri: questa sera, finalmente, ci siamo divertiti!

el sunto L’Italiana in Algeri, grande opera buffa di Gioachino Rossini, ha debuttato venerdì 25 maggio al Teatro Verdi. 

di Camilla Soncini

L’Italiana in Algeri, grande opera buffa di Gioachino Rossini, ha debuttato venerdì 25 maggio al Teatro Verdi.  Il responso del pubblico è stato più che positivo. Un successo evidente già dopo pochi minuti dall’inizio dell’opera, visto che il Maestro George Petrou è stato omaggiato con calorosi applausi già alla fine dell’ouverture.

L’italiana in Algeri è molto accattivante e la regia vincente di Stefano Vizioli ha dominato la rappresentazione intera, senza lasciare scoperto neanche un solo minuto dell’opera. Questa Italiana è stata una macchina in continuo movimento, un movimento ben studiato, che ha coinvolto non solo cantanti e coro ma anche abili figuranti che hanno contribuito a rendere piena l’azione dando vita a un’ambientazione briosa.

Molto ben riuscito il gioco di contrasti tra le due figure femminili principali dell’opera, da un lato Elvira, la moglie del Bey d’Algeri, a lui completamente devota, con un carattere piagnucoloso, che si aggrappa a lui in ogni modo possibile, dall’altro lato l’indipendente Isabella, l’italiana capace di farsi beffe degli uomini e di prendere le redini del corteggiamento per ottenere quel che vuole, l’una soprano, l’altra contralto, la prima leggiadra e delicata, la seconda decisa nei modi e nella voce.

Elvira è stata interpretata da un’eccellente Giulia Della Peruta, Isabella dall’intensa Chiara Amarù.

La figura della donna viene presentata dunque sotto un duplice aspetto. Nella prima scena il coro canta «Qua le femmine son nate per servir» mentre la frase finale che conclude l’opera vede un radicale cambio di prospettiva «A tutti, se vuole, la donna la fa»

Isabella tira le fila di un inganno ai danni di Mustafà, il Bey che la vorrebbe in sposa ma anche del povero Taddeo, spasimante che si finge suo zio il quale viene riempito di pizzicotti, sommerso di cipria e ricoperto di nastri da donna dall’esuberante italiana.

Nicola Ulivieri è stato un Mustafà le cui movenze e presenza scenica hanno regalato un personaggio spontaneamente comico, che senza nessuna forzatura conquista la scena oltre che l’udito degli spettatori.

Anche il Taddeo di Nicolò Ceriani è stato impeccabile, tanto per la voce salda quanto per la recitazione.

Grande ammirazione da parte del pubblico per il Lindoro di Antonino Siragusa, tenore dagli acuti limpidi e sicuri, che con grande padronanza ha cantato il difficile Languir per una bella suscitando un’esultanza fuori dal comune.

A rendere il tutto ancor più accattivane la scenografia di Ugo Nespolo. Come lo stesso Vizioli ha commentato «La partitura di Italiana si attaglia perfettamente al segno colorato, provocatorio ma anche dolcemente infantile del pop artist piemontese». Colori e forme, quelle scelte da Nespolo, che accentuano il carattere di quest’opera genialmente delirante.

Tra gli intenti di Vizioli, per questa Italiana, quello di divertire. Una missione tutt’altro che facile quella di coniugare le risa con la raffinatezza ma questo allestimento ha fatto davvero centro.

Uscendo dalla sala, la voce entusiasta di uno degli habitué del Verdi triestino commenta compiaciuto «Questa sera, finalmente, ci siamo divertiti!».

L’Italiana in Algeri andrà nuovamente in scena il 29 e 31 maggio con orario d’inizio alle 20.30 ed infine il 3 giugno con un’ultima pomeridiana.

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