15 maggio 2018

Il confine: su Rai 1 la miniserie girata a Trieste

el sunto Va in onda stasera e domani 16 maggio alle 21.25 su Rai 1, Il confine, la miniserie girata nel 2015 a Trieste e in altre località del Fvg.

1914: tre amici nella Trieste multiculturale, a un passo dal baratro della Prima Guerra Mondiale, destinati ad entrare anche loro in conflitto.

E’ questa la trama della miniserie “Il confine” che va in onda stasera e domani 16 maggio alle 21.25 su Rai 1. Coprodotto da Rai fiction e Paypermoon e girato nel 2015  nove settimane tra Trieste e i luoghi reali delle trincee di allora, Il Confine vuole celebrare il centenario del primo conflitto mondiale, mettendo in risalto soprattutto le vite e i destini della generazione poco più adolescente dell’epoca.

Nel film non mancheranno scene di guerra e scene di massa, per le quali sono state utilizzate oltre mille comparse.

La miniserie coprodotta da Rai Fiction e Paypermoon Italia (A.P.T.), è diretta da Carlo Carlei e interpretata da Filippo Scicchitano, Caterina Shulha, Alan Cappelli Goetz, Stefano Dionisi, Fiorenza Tessari, Edoardo Purgatori, Roberto Chevalier e con Fabrizia Sacchi e Massimo Popolizio.

Qui per maggiori info sul film.

 

 

 

Tag: .

25 commenti a Il confine: su Rai 1 la miniserie girata a Trieste

  1. roberto spazzali

    Questa fiction è uno strazio recitativo e una boiata totale dal punto di vista storico. Ma chi sono gli sceneggiatori? E’ un insulto al buon senso e all’intelligenza. Fulgido esempio di spreco di denaro pubblico per un lavoro totalmente inutile e ridicolo, sotto tutti i punti di vista.

  2. Molto bello ho visto la prima parte ieri rispecchia la realtà della mia Trieste di quei tempi !

  3. A.

    Peccato che di Trieste ci sia ben poca roba,……..la fiction è stata girata a Cividale del Friuli e Udine

  4. Fiora

    io invece ho un personalissimo blocco che mi obbliga a cambiare canale ogniqualvolta è
    inquadrata la mia città, quale che sia il soggetto l’epoca e lo spessore della narrazione.
    E’ inesplicabile, perché ci vivo e quindi non si tratta di nostalgia. Un’emozione troppo forte nel riconoscere i luoghi che magari ho appena attraversato….
    mi sarebbe piaciuto seguire la trama e farmi un’idea degli interpreti e dell’aderenza storica,ma come al solito non ce l’ho fatta.Mi sono fermata poco dopo che la protagonista, la ragazza ebea legge ” Trieste ha una scontrosa grazia…”
    convengo con A che già dal poco che ho visto in molte inquadrature riconoscevo Udine, ma appena scorgevo Trieste mia, Piazza Grande, il mare, come mi accade sempre non riuscivo a starmene serena a guardare….

  5. Fiora

    Dovessi definire quel che mi prende non appena vedo Trieste in una fiction è come se beccassi il mio uomo con un’ altra

  6. Fiora

    ” come un amore con gelosia”, ecco cosa!

  7. gianna

    @1. condivido e ha detto pure poco. Se le inquadrature siano di Trieste, di Udine o di Mazara del Vallo è totalmente ininfluente. Per questo baratro di abominio culturale, storico, di sceneggiatura, di recitazione (?), di inettitudine, viene esatto un canone. Ignobile, grottesco, delinquenziale. Ormai peraltro la tv di servizio pubblico questa è. Basta spegnere, sì dirà. Non basta.

  8. A.

    Di certo non è un capolavoro,però volevasi dimostrare che la GUERRA è sempre orripilante e stupida

  9. gianna

    Non occorreva spender quattrini pubblici e ingaggiare attori che tali non sono e sceneggiatori inetti che fanno questo come dopolavoro (nella realtà sono commercialisti o chirurghi maxillofacciali o stradini) per cogliere questo elementare concetto. Mi piacerebbe dare un’occhiata alla c.d. lista dialoghi per vedere se sono riportati anche interi quarti d’ora fatti di urla mugolii strilli e spari di cannone senza uno straccio di battuta, trama e ordito. Credo di no perché non le sanno scrivere le battute e infatti ce ne sono 4 ignobili soggetto verbo complemento, tutte da dimenticare. Immagino che questa orripilante monnezza abbia raccolto ascolti da delirio, ed è giusto così: questo ci meritiamo. Il popolo è disabituato ai capolavori ma gli basterebbe la decenza. Però magari Trieste avrà una ricaduta in termini di affluenza turistica, come per le altre squallide ‘miniserie’ qui girate: è un set filmico ideale, pare.

  10. A.

    Gianna,sono d’accordo con te,tutte le fiction girate qui a Ts,non sono affatto dei capolavori,però devi pensare che ci lavora tanta ma tanta gente (me compresa),comparse,attori (quelli della serie in questione non sono proprio attoruncoli da quattro soldi,alcuni sono veramente bravi),tecnici dei suoni,elettricisti,…..c’è un mondo intorno a una fiction o film cinematografico,……..e di questi tempi lavorare è da considerarsi una gran fortuna!

  11. gianna

    @10. Considerazioni vere e sagge. Resta il fatto che molte tra le persone che lavorano ‘attorno’ al variegato mondo del prodotto cinematografico-filmico non occorre che cambino mestiere perché un elettricista se bravo è bravo resta, sia esso alle dipendenze di Antonioni o di un quaquaraquà qualsiasi. Il punto è che il mestiere se lo deve cambiare, per l’appunto, il quaquaraquà qualsiasi; il quale, come nel nostro caso, è pagato fior di quattrini e comunque migliaia di volte tanto rispetto al tecnico del suono ecc ecc, ma per non saper fare niente o anzi danni. Men che meno sa dirigere come diocomanda o almeno al minimo sindacale questo quattro ragazzetti che poco sanno fare se non guardare fissi nel vuoto con aria trasognata e mesta, o ridicolmente feroce, e ben peggio sono diretti. La ‘location’ Trieste non entra in linea di conto: scarti del genere possono essere girati dovunque e infatti lo sono.

  12. Ivan

    @1 Mi aggiungo al coro di quanti hanno trovato la fiction perlomeno imbarazzante. Al confronto, il buon lavoro di Franco Giraldi “La Frontiera” ne esce come un’opera d’arte di giganti.

  13. Valentina

    Aggiungo un’altra critica a questa come a precedenti miniserie (spero costruttiva per future eventuali pellicole). Se non si vuole – per non so quali motivi – far parlare in triestino, basta usare l’italiano. Non c’è bisogno di far parlare i personaggi triestini in veneto o in altri dialetti non meglio definiti.

  14. gianna

    @13: parole sante. Questo è un vezzo becero, incolto e analfabeta che affligge molti presunti ridicoli cineasti o cinematografari o fictionari odierni una volta varcata la soglia di Bologna. Da non triestina e appassionata di lingua in tutte le sue mirabolanti sfaccettature, lo trovo raccapricciante; idem dicasi per il calderone di un’ inflessione genericamente meridionale non appena si svalica il confine laziale: cadenza di Avellino, Matera, Bari, Agrigento, Oristano, sempre è lo stesso suono, caricaturale e finto come il primo. Altra manifestazione del blob globalizzante?

  15. A.

    @Gianna e Valentina
    Concordo pienamente,è alquanto ridicolo parlare dialetti non ben definiti,…d’altronde gran parte dei registi son di Roma e dintorni,…credono che a Trieste si parli il veneto….comunque giusto per chiarire Gianna,il denaro viene emesso da Case di produzione cinematografica per pagare il cast e in questo caso della fiction da Film Commission Fvg…….non deriva certo dal canone RAI,quella è solo una tassa statale….non va a registi,attori,figuranti,……..

  16. Fiora

    beh letti i commenti non propriamente benevoli, non ho da rammaricarmi se l amore possessivo per la mia città cui accennavo, mi abbia dissuasa dal seguire la fiction.
    ci sarei stata male due volte.

  17. gianna

    @16: anche più di due; diciamo a ogni inquadratura (chiamiamola così, compassionevolmente). Quanto al canone Rai vs. Produttori e a chi paga cosa, la distinzione è nota e chiara, quantunque non sia affatto episodica la compartecipazione finanziaria della TV in certe disdicevoli ‘realizzazioni’. Ci si rammarica piuttosto, e molto, che a noi ‘canonisti’ vengano ammannite simili schifezze entro un tempo e uno spazio televisivi che risultano di fatto esistenti grazie a, e coperti con, quattrini anche miei e che vorrei perciò vedere più decorosamente ammobiliati. Lo stesso discorso, con i dovuti distinguo, vale per la scandalosa mole di pubblicità che inquina palinsesti già comunque da gettare alle ortiche per non dire altrove, nella loro quasi totalità.

  18. Alexander

    Buongiorno. Mi permetto di commentare come segue: come avete potuto constatare di Trieste e della sua architettura c’è ben poco. Ma ancor meno ci sono riferimenti storici esatti. Gli sceneggiatori sanno poco o niente della storia del confine orientale: avranno letto un sussidiario delle elementari e da lì sono partiti per raccontare una storia molto confusa. Il messaggio che è passato è che i triestini di lingua italiana fossero tutti irredentisti (??) e i filoasburgici fossero solo i nativi austriaci. Sappiamo bene invece quali fossero le percentuali… E poi basta con questo erroneo motto tutto risorgimentale “Trieste deve tornare all’Italia”. Prima del 1918 la mia città non è mai stata in territorio italiano. Diciamo più correttamente che è stata annessa al Regno d’Italia.

  19. A.

    @18

    Beh dai era solo una fiction dove si voleva narrare una storia di amicizia/amore tra 2 ragazzi e una ragazza,…non voleva esser un documentario nè un film prettamente storico,ovvio ci son state diverse inesattezze….ma ripeto non era ciò che si voleva creare……gli attori son stati bravini anche se pronunciavano dialetti strani .tutto tranne quello triestino…ma tenete presente che gran parte di essi erano romani o comunque di altre realtà italiane,……a parte il nostro attore triestino L.Acquaviva.
    Buona vita a tutti

  20. gianna

    Li esporrei alla pubblica gogna e al ludibrio sulla pubblica piazza. Tutti questi analfabeti, presuntuosi e inetti.

  21. Alexander

    Buongiorno A. , sì hai ragione.
    Ma vedi la nostra storia la conoscono in pochi e quei pochi la conoscono male. La fiction poteva essere una buona occasione per far conoscere in maniera corretta -alla massa- cosa accadde realmente in quei tempi, anche intrecciando i fatti storici con l’amicizia/amore di tre liceali triestini che incarnavano le varie etnie presenti nei ns territori.
    Insegno storia in un liceo in Lombardia e devo rivelarvi che i ragazzi arrivano in 5° convinti che l’Austria abbia occupato Trieste solo dal 1915 al 1918 e che la provincia di Trento sia contigua a Trieste. Vi rendete conto?

  22. Giorgio Visintin

    Di primo acchito ho valutato numerosi attori come dei filodrammatici.
    Dopo un breve assaggio, per non continuare a scontrarmi con altre deficenze, ho preferito lasciar perdere, cambiando canale.

  23. Fiora

    @21
    ” la nostra storia la conoscono in pochi e quei pochi l conoscono male” indirettamente ,mi hai illuminata sul motivo che m’induce a cambiare canale quando vedo la mia Trieste in tv, Alexander.
    Che ne sanno loro?! dev’essere anche per questo che non mi va di “spartirla” coi foresti . aggiungici il vilipendio del dialetto, puntualmente contrabbandato per veneto ( glissando sull’istro e su tutte le altre componenti, slavo, austriaco, francese che compongono l’inimitabile bouquet ) e mi scatta il rifiuto.
    Trento e Trieste drio el canton ,dici? robetta a fronte del candido stupirsi : ah, ma anche voi parlate italiano?!

  24. A.

    @22
    Non c’è da stupirsi,a Firenze durante una gita scolastica,i ragazzi del luogo ci hanno chiesto se parlavamo l’italiano,convinti che Ts fosse slava,…..poi a Roma un ragazzo mi ha detto se ero trentina quando per l’appunto gli avevo detto di esser di Trieste,…..son fatti che succedono figuriamoci,non offendiamoci per così poco,…….è la vita!

  25. Fiora

    @23
    e chi si offende? infastidisce un pochino la superficialità . la vita è altro .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *