4 aprile 2018

La primavera e i suoi miti femminili, interpretati con aromi e storie

el sunto Elena Cobez e Roberta Schembri guidano un ciclo di corsi a Aurisina dedicato a riscoprire, tramite i miti classici, il "femminile" in tutti noi

«Cerchiamo la saggezza di vita dalle narrazioni del passato. Che in verità non sono passate». È una delle suggestioni che Elena Cobez e Roberta Schembri stanno proponendo nel corso del ciclo di corsi “Profumi Erbe e Miti del Femminile” dedicati a esplorare la mitologia antica per riscoprire aspetti psicologici contemporanei per ognuno di noi.

Domenica 8 aprile la nuova puntata del ciclo è dedicata alla Primavera e si terrà presso l’Agriturismo Juna ad Aurisina. Le qualificate guide di questi eventi sono Elena Cobez, filosofa, coach e formatrice in aromaterapia, assieme a Roberta Schembri, farmacista con studi approfonditi di omeopatia, floriterapia, spagyria e psicosomatica (Elena e Roberta sono nella foto di questa pagina assieme a Maddalena Giuffrida, splendida gestrice dell’agriturismo).

La mitopsichia, l’indagine della mitologia come specchio di movimenti interni della psiche, è l’ambito di questo percorso che offre ai partecipanti spunti per la propria vita interiore e il proprio benessere. In particolare durante il workshop viene evidenziato il rapporto tra piante e miti: tra le piante e gli aromi e le evocazioni olfattive che possono essere sinergiche con gli stati d’animo e i percorsi dei miti narrati.

L’olfatto nella nostra epoca appare un senso dimenticato. Spesso riservato a una piacevolezza estetica che fa fatica a trovare un senso più profondo, l’olfatto è un senso che attende di essere riscoperto e rivalutato.

Annusare un profumo che ci ricorda qualcosa è un’esperienza tridimensionale: spesso ci rivediamo all’interno di un ambiente, lo riviviamo da dentro, non da fuori.

Raramente un ricordo non genera una nuova consapevolezza, un nuovo modo di cogliere ciò che stato – ri-cordare, riportare la cuore, conduce a nuove consapevolezze e ci può dare la possibilità di rileggere la nostra storia personale.

Poter rileggere ciò che siamo stati, attraverso un nuovo sguardo, può cambiare anche il presente e il futuro. In questo la lettura e rilettura dei miti è per noi una occasione di riprenderci in mano: la sapienza elaborata attraverso i secoli arriva fino a noi per darci ancora oggi la possibilità di ritrovare ciò che di più umano e celeste abita in noi. I miti sono ricchi di simboli e di piani di lettura. Dentro di noi ogni mito, con le sue strutture archetipali, rivive, si rinnova, trova un nuovo senso. Dentro ognuno di noi i miti possono essere un balsamo che lenisce, cicatrizza, riconnette parti che sono distanti e che non sanno come fare per ricostruire un’unità interiore.

Il mito è un luogo di unificazione, laddove non solo possiamo ritrovare tracce di noi stessi, ma possiamo accorgerci anche che queste tracce sono figlie dell’umanità, della psiche collettiva.

Affermano Elena Cobez e Roberta Schembri: «Joseph Campbell, James Hillman, lo stesso Carl Jung e tutti i più famosi studiosi del mito e del concetto di archetipo, descrivono l’emozione che prende quota nell’essere umano quando egli si identifica con una storia o con un personaggio: ci si sente rivestiti di un profondo senso di dignità. Veniamo avvolti da una specie di conforto nel sentire che le nostre tribolazioni iniziano ad assumere un sapore trascendente, un connotato che ci ricorda che, in fin dei conti, stiamo attraversando l’esperienza totalmente umana, antica come il mondo, di vivere a metà tra Cielo e Terra».

Mitologia, erbe e profumi sono alleati che forse da sempre custodiscono la possibilità per l’essere umano di ritrovare una via verso casa. Per saperne di più, siete invitati domenica 8 aprile a Aurisina all’agriturismo Juna. Qua l’evento Facebook (sotto, nell’ordine, Elena Cobez, Roberta Schembri e Maddalena Giuffrida ritratte a gennaio 2018 all’agriturismo Juna).

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