16 dicembre 2017

Albero di Natale: meglio quello vero o quello artificiale?

el sunto Con l’arrivo del Natale, una simpatica infografica ci aiuta a scegliere consapevolmente fra albero artificiale e albero vero.

Siamo in pieno periodo natalizio e la maggior parte di noi  si ritrova a chiedersi se sia meglio optare per un albero vero oppure uno artificiale. Qual è la scelta migliore per l’ambiente? Quali sono le cose da sapere per fare una scelta informata?

Il sito Shopalike ha raccolto i fatti più interessanti dal punto di visto storico, folcloristico ed ecologico sia sugli alberi reali sia artificiali per dare un’idea a chi ne avesse bisogno su quale sia la scelta più eco sostenibile e giusta da fare.

E dunque quale sarà la vostra scelta? Un albero vero o un albero artificiale?

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13 commenti a Albero di Natale: meglio quello vero o quello artificiale?

  1. Fiora

    Altro che Amleto….se volevate sconvolgermi ce l’avete fatta!

  2. Fiora

    in realtà piazzo da anni una mastodontica cineseria originariamente bianca e immediatamente tinta a chiazze con lo spray verde effetto albero innevato, perché il modaiolo total white mi pareva raggelante.
    Già tutto ornato l'”albero” ricompare puntualmente dalla cantina. Sistemo qualche festone e gingillo supplementari e voilà il fintone è pronto. Basta il pensiero…
    Già ! il pensiero, ma di non sentirmi complice di abeticidio.Il pensiero che mi fa digerire l’orrendezza che mi si erge in casa, testimone pure lei di serene feste, buona cosa di pessimo gusto cui ho finito per affezionarmi, più che se cambiassi tutti gli anni uno sconosciuto albero vero, reciso e portato a morire sotto il mio tetto.

  3. Fiora

    ….il match albero ( vero o finto,” indiferente”) vs. bestie-di-casa, merita un inciso.
    Se per salvaguardare il temporaneo ospite dal definitivo (cane) l’unico accorgimento è posizionarlo ben fissato a congrua altezza,( festoni soprattutto) sì da neutralizzare attacchi di terra , con il gatto è lotta impari. Il nottambulo felino tenderà silenziosi agguati a gingilli e ornamenti vari fregandosene dell’altezza. I cocci dei raids si troveranno al mattino a terra misti a agnelli e bambinelli dell’ eventuale presepio in disordine sparso. Talvolta lo scempio è segnalato da avviso sonoro nel pieno della notte, quando il bersaglio centrato è una campanellina…

  4. Fiora

    … e nella quotidiana attività natalizia di ricerca e ripristino domestici anche stavolta sostiene e conforta un concentrato di domacia saggezza : far e disfar xè tuto un lavorar.

  5. giorgio (no events)

    @3: a proposito di interferenze tra animali domestici e tradizioni natalizie, ricordo di un inverno degli anni sessanta in cui, per allestire il presepe, si utilizzò del ghiaino per tracciare i sentieri tra il muschio. Il gatto di casa, nottetempo, scambiò la tradizionale rappresentazione per la sua cassetta dei bisognini, creando scompiglio tra le statuine…

  6. sergio

    sempre finto, gli alberi servono non per il Natale

  7. michela

    ad 5) Giorgio, illo tempore il mio gatto vide sulla cima dell’albero un puntale fatto a forma di angelo…. vide le ALI e lo scambiò per un uccellino…. ergo, partì all’attacco del pennuto scalando vigorosamente l’albero tra un precipitare di palline di vetro…. anche questa storia è degli anni Sessanta come la tua, quando le palline non erano di plastica.

  8. Fiora

    “meglio quello vero o quello artificiale?” appurato che in tema di abeti natalizi quello artificiale stravince, passiamo alle amicizie.
    Meglio quelle vere, cresciute in mille condivisioni, con qualcuno testate in brevi ma significativi incontri…
    ad amici come “quelli di Bora.la” invio un sentitissimo Buone Feste

  9. giorgio (no events)

    grazie Fiora, mi auto-nomino “amico-naturale” e, ringraziando, ricambio gli Buone Feste

  10. giorgio (no events)

    …ricambio gli AUGURI di Buone Feste. (Scusate i postumi del pranzo di Natale)

  11. John Remada

    Ma certo che sei scusato,Giorgio! 100 anni di risate con l’american della ramada!

  12. Fiora

    Alberi, amici, per corelazion temporale e “qualitativa” me cori l’obligo de citar i calendari.
    EL CALENDARIO nela fatispecie. Sconsilio vivamente l’incauto acquisto de “Il calendario Trieste d’una volta” ( grafiche Sigem Modena) in vendita ‘ntei tabachini al modico prezo de euri 6. Par che i fazi un, specifico per ogni cità d’Italia.
    Xè un misiòt de foto e proverbi in un Triestin aprosimativo che fa vignir i grizoli. Esemplifico ” gh’è più zorni che luganega” (Ciò ,a chi del vù?!) e tuto cussì. Cola chiusa finale : “per aiutarci ad arricchire il calendario della tua città, sarà cosa gradita ricevere i tuoi consigli”
    No ve conto no ve digo che “consigli” che ghe go ‘pena invià per mail col punto sclamativo rosso de l’urgenza. Terminavo con un “ve sugerisso de documentarve mejo o de lassar perder”.
    Per Triestin? Natural ! Eh fa fazile la zente a inventarse un lavor…Calendario xè più atificial de un albero finto e de un amico de feisbuc…. Sempre con rispeto parlando!

  13. Fiora

    intendevo STO calendario… e s. Giusto me ga vardà dal regalarlo…senza vardar!
    Ciolto lo go ciolto ,ma almeno el Patrono me ga fato la grassia de no farghe cadò al mio picio semibritish e ai amici Triestini che lavora in Germania e che come tuti co’ se va lontan ghe se tien ‘ncora de più ale tradizioni domace.
    Figura de ***** gavessi fato

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