13 dicembre 2017

Videoserata in ricordo di Federico Manna, sabato 16 dicembre

el sunto Sabato 16 dicembre, dalle 17.30 alle 19.30 in via Don Luigi Sturzo 4, la proiezione pubblica di alcune delle opere di Federico Manna

Il 22 ottobre 2017 è mancato Federico Manna, mio papà. Nel ricordarlo, non posso non ringraziare tutte le persone che gli sono state vicine negli ultimi mesi e che sono state vicine anche a noi.
Per chi non avesse avuto la fortuna di conoscerlo, papà aveva una grande passione: il cinema. “Nato” come fotografo (ricordo le tante trasferte per seguire i risultati dei concorsi quando ero bambino e più interessato al buffet finale che alle proiezioni delle diapositive), era passato negli anni ’90 alla produzione video, realizzando negli anni almeno un centinaio di cortometraggi, molti dei quali visibili sul suo canale youtube.
Tramite i video a mio papà piaceva raccontare storie, far divertire ma soprattutto far emozionare. Così abbiamo pensato di organizzare una serata in modo da poter condividere ancora una volta assieme la visione di alcuni dei suoi video più significativi. La scelta è stata difficile, ma abbiamo voluto ripercorrere tutti gli anni della sua produzione, fino dal primissimo, nel 1996, quando ancora tutto funzionava a VHS.
L’appuntamento è per sabato 16 dicembre alle 17.30 presso la sala cinema della Parrocchia Madonna del Mare, in via Don Luigi Sturzo 4.
La data non è casuale, il 16 dicembre sarebbe stato il suo settantesimo compleanno.

La serata è a ingresso libero, ma per chi lo vorrà ci sarà la possibilità di lasciare una donazione per il Centro Tumori Lovenati.

Queste le belle parole dedicate a papà dagli amici del Club Cinematografico Triestino:

Federico veniva dal mondo della celluloide. Le sue foto sono state pubblicate su periodici, quotidiani, riviste di moda, libri e pubblicazioni pubblicitarie. Ha esposto in mostre personali e collettive. Nel 1990 ha abbandonato la fotografia, ma in lui l’amore per l’”immagine” è sempre stato vivo e forte, per cui, quasi inconsapevolmente, è approdato nel mondo del cinema amatoriale.
Nel 1996 si iscrive al Club Cinematografico Triestino.
Comincia con una videocamera “a spalla” (che incuteva tanto rispetto), per continuare poi con altre macchine più moderne, anche per assecondare l’evolversi del mercato, fino all’attuale HDV.
Ha sempre prediletto i soggetti piuttosto che i documentari, infatti diceva “non amo tanto narrare quanto piuttosto emozionare”.
Ha realizzato un centinaio di “filmati” facendo incetta di premi. Ricordava volentieri ”La Signora (nel quadro)”, uno dei primissimi soggetti che lo avevano impegnato parecchio, dandogli però tante soddisfazioni; “Nino” (Giovanni Spagnoli), il suo ritratto permeato dal suo “vissuto” con lui e che purtroppo non ha potuto mostrargli a lavoro finito. E’ riuscito a realizzare il suo sogno nel cassetto, girando, alla fine dell’anno scorso, il suo ultimo film intitolato “Quella panchina”.
Diceva sempre che per lui la differenza fra fotografia e cinematografia andava ricercata nel fatto che per fare una bella immagine basta 1 click, per fare 5 minuti di un bel filmato invece ne occorrono 7500!
In questi ultimi anni il suo attaccamento al Club Cinematografico Triestino lo ha portato a curarne l’archivio, infatti si deve a lui la presenza dei lavori dei soci nel sito www.clubcinematograficotriestino.it oltre che un prezioso catalogo cartaceo che racchiude la documentazione storica degli ultimi 70 anni di vita sociale e quindi, di riflesso, triestina.
La sua disponibilità è sempre stata grande, e non ha mai esitato ad aiutare tutti i consoci assumendo ruoli davanti o dietro alla telecamera o con arguti consigli. Fino a quando il male glielo ha permesso si è prodigato da Presidente del Club, ma ha anche svolto quei mille ruoli, forse meno appariscenti ma altrettanto importanti, che sono necessari per un buon andamento di un Circolo.
Sarà certamente ricordato per la sua bravura tecnica e per la sua sensibilità nel campo dell’immagine e della narrazione cinematografica, ma anche, e soprattutto, per la sua grande disponibilità e umanità.

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Un commento a Videoserata in ricordo di Federico Manna, sabato 16 dicembre

  1. Fiora

    Quela finestra…el cocal triestin…grazie per l’emozione sig. Federico.
    Un commosso abbraccio a te Diego e ‘vanti per el tuo personale percorso de triestinità, sul suo tracciato.

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