2 novembre 2017

Trieste Science+Fiction Festival 2017: giorno #2

el sunto Hurlok e The Man with the Magic Box sono i film protagonisti di questa seconda giornata del festival di fantascienza e del fantastico

Novembre. Autunno. Le foglie s’ingialliscono. La Bora si alza. La temperatura si abbassa. Ok, ma non accade soltanto questo. Novembre è anche Trieste Science+Fiction Festival.

Dopo il primo giorno programmazione, il Trieste Science+Fiction non ha deluso le aspettative neanche questa volta regalando al pubblico in sala dei film eccellenti in questa seconda giornata di festival.

Noi di Bora.la lunedì 1 novembre abbiamo visto due film: Loop e The Man with the Magic Box.

THE MAN WITH THE MAGIC BOX

Viaggiare nel tempo. E’ ciò di cui parla The Man with the Magic Box. Il film di produzione polacca racconta la storia di Adam, un addetto alle pulizie, che s’innamora di Goria, una dirigente dell’Ufficio delle Risorse Umane di una grande multinazionale a Varsavia. Nonostante il disprezzo che Goria nutre nei confronti di Adam, lei s’innamora di lui. Tuttavia il loro amore viene messo a dura prova quando Adam accidentalmente viaggia indietro nel tempo non presentandosi a lavoro. Goria tenterà in tutti i modi di mettersi in contatto con il suo amato.

The Man with the Magic Box Trieste Science+Fiction 2017Da “Ritorno al futuro” (e ancor prima) ad oggi si sono susseguiti centinaia film che hanno raccontato questo genere fantascientifico.  Tuttavia il regista della pellicola Bodo Kox sembra consapevole di esplorare un mondo dove filmmaker leggendari come Robert Zemeckis, Steven Spielberg, Ridley Scott e James Cameron si sono già confrontati in passato. Per questa ragione Kox, nel secondo lungometraggio della sua carriera di cui è anche sceneggiatore, non ha pretese di raccontare una storia particolarmente originale, bensì si pone l’obiettivo di realizzare un film che sia un punto d’incontro – una sorta di collage – tra diversi film di fantascienza che l’hanno influenzato. The Man with the Magic Box sembra assomigliare a un film di Tarantino in versione fantascientifica dove vengono mescolate e condensate atmosfere e personaggi di altri mondi immaginari.

Per esempio, la lugubre Varsavia del film, dove i colori freddi predominano e i replicanti si mescolano assieme ai normali cittadini, ricorda la Los Angeles 2019 nel film Blade Runner. Se dal film di Ridley Scott Kox riprende le atmosfere, è invece da Eternal Sunshine of the Spotless Mind e Fight Club a cui il regista polacco si rifà per la narrativa del film. Dal primo film Kox riprende le problematiche di coppia. Come accadeva nella pellicola sceneggiata da Charlie Kaufmann, anche la relazione tra Adam e Goria sarà piena di insidie che metterà a dura prova il loro amore. Riguardo al film di David Fincher, oltre a omaggiare esplicitamente in alcune inquadrature, Kox riprende la tematica del divario tra ricchi e poveri. Nella Varsavia del 2030 i ricchi vivono nel lusso e deridono i poveri. I poveri, invece, sopravvivono grazie ai traffici illegali del mercato nero e dormono in edifici sporchi e fatiscenti nelle periferie della città. Più che un futuro distopico la Varsavia del di The Man with The Magic Box assomiglia a una delle grandi città europee odierne dove le persone meno abiette sono destinate a essere relegate negli angoli bui della città.

Infine, la vena umoristica utilizzata nel film e i continui riferimenti alla cultura cinematografica americana ricordano da vicino i dialoghi di Ritorno al futuro.

HUROK (Loop)

Hurok (Loop) è il film di debutto del regista ungherese Isti Madarász, un film di fantascienza che esplora il fenomeno dei loop temporali, tema già ampiamente trattato in numerose produzioni come Edge of Tomorrow (2014), The butterfly effect (2004), Donnie Darko (2001), Source code (2011).

La struttura narrativa è nota: il protagonista è incastrato in un loop temporale che si ripete all’infinito fino a che la consapevolezza delle sue azioni e delle conseguenze delle sue azioni non gli permette di liberarsi e interrompere il ciclo.

Attenzione: spoiler!

Hurok Trieste-Science+Fiction 2017Il protagonista in questo caso è Adams, spacciatore di ormone della crescita prelevato da cadaveri nell’ospedale dove lavora il padre. Adam è solo una pedina nelle mani di Dezso, narcotrafficante internazionale e capo di Adam. In questo duetto si intromette Anna, ragazza di Adam. Lei e il protagonista stanno per mollare tutto e rifarsi una vita altrove rubando 200 fialette di ormone della crescita e rivendendole all’estero, ma il loro piano fallisce quando Anna scopre di aspettare un bambino. Adam decide di abbandonarla e la spedisce dal padre, ginecologo all’ospedale, ma decide di lasciarle un video di addio. Mentre sta registrando si rende conto che la ragazza ha portato con sé i biglietti d’aereo che gli sarebbero serviti per partire e decide di andare a cercarla, lasciando la telecamera accesa in casa.

La trova in strada, molto scossa e le chiede di restituire i biglietti, ma la ragazza è convinta di vedere un fantasma, di averlo visto morire poco prima e di avere le prove delle sue affermazioni in una videocassetta che regge tra le mani tremanti. Adam si rifiuta di ascoltarla e cerca di andarsene quando Dezso arriva e investe Anna, uccidendola. Adam allora si reca in ospedale dal padre per cercare di recuperare un’automobile e lasciare la città, ma prima di andarsene torna sulla scena della morte di Anna dove trova la videocassetta e, tornato a casa per recuperare alcune cose, decide di guardarla. È qui che ricomincia il ciclo di eventi che porteranno Adam a cambiare idea sul futuro, a maturare la volontà di salvare Anna e il bambino e liberarsi una volta per tutte di Dezso.

Loop è senz’altro un film avvincente. Oltre ad una buona analisi degli aspetti psicologici dei personaggi, è l’utilizzo del montaggio ciò che rende avvincente questo film: i colpi di scena si susseguono velocemente, non ci sono pause narrative, non abbiamo tempo di annoiarci, Adam si scontra ripetutamente con Dezso, con il padre, con la morte di Anna e si ritrova anche a dover affrontare sé stesso, determinato a risolvere le cose.

articoli a cura di Massimiliano Milic e Nicole Marcon

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