27 ottobre 2017

Trieste e gli immigrati: una battaglia a colpi di click

el sunto Trieste e gli immigrati: una battaglia a colpi di click. E a pagarne le conseguenze sono docenti e studenti.

Oggi l’insegnamento in Italia è un’attività lavorativa molto difficile e piena di ostacoli.

Eppure molti di questi insegnanti, che hanno fatto questa scelta coraggiosa, tengono duro perseguendo l’obiettivo di formare le future generazioni di adulti. Lo fanno nonostante l’incertezza l’economica, l’aumento della mole di lavoro al di fuori dell’orario scolastico, la crescente de-legittimazione del loro lavoro e la difficoltà a interagire con genitori e ragazzi.
Io stessa faccio parte di questo mondo, seppure opero con una fascia d’età diversa. Non mi stupiscono perciò i toni e le polemiche in seguito all’appello di una madre di una studentessa di una scuola media di Trieste. Quest’ultima sarebbe stata “costretta dalla professoressa a intervistare migranti sconosciuti”. Sono bastate alcune verifiche per capire che le cose non erano andate proprio così. Tuttavia nell’era dei social network le conseguenze di un fraintendimento come questo possono avere dei risvolti inaspettati. Per una sintesi dell’episodio, consigliamo il buon articolo di Roberto Toffolutti, scritto per Triesteallnews.
Di fatto A un certo punto la realtà dei social si è sovrapposta alla realtà dei fatti, creando il caos. Da un post pubblicato dalla madre della ragazzina sul gruppo Facebook “Trieste se pol far”, sono apparsi poco dopo i primi articoli sul web. E’ seguita addirittura una mozione urgente presentata in Consiglio Comunale la sera stessa, nonostante quest’organo istituzionale non possa legiferare nelle scuole statali. E vogliamo parlare dell’articolo pubblicato su una nota testata nazionale? Tutto questo senza aver atteso le dichiarazioni dell’insegnante, degli altri genitori, del dirigente scolastico o dell’Ufficio scolastico regionale, l’unico organo preposto a vigilare sulle scuole statali assieme al Ministero competente.

E’ comprensibile e legittima la preoccupazione di una madre.

Ma che dire delle dichiarazioni sui social, delle discussioni “a mo’ di show” in Consiglio Comunale e delle “battaglie a colpi di like” di alcuni rappresentanti istituzionali del Comune di Trieste e aspiranti candidati al Consiglio regionale?
I giorni passeranno e presto ci dimenticheremo della vicenda. Le conseguenze di questa vicenda invece ricadranno sui docenti e sul loro lavoro. E non per ultimo sugli studenti. Come biasimarli se non sapranno distinguere fra immigrati, migranti, profughi e clandestini, se non sapranno elencare le competenze di un consiglio comunale e se si sentiranno legittimati a iniziare anche loro una meno faticosa battaglia a colpi di click?

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16 commenti a Trieste e gli immigrati: una battaglia a colpi di click

  1. Fiora

    il tema mi appare duplice. L’ accoglienza e i nuovi canali d ‘informazione. Ne conseguirebbero due riflessioni distinte. Mi sembra invece abbastanza accettabile sintetizzare entrambe nel concetto del rinnovarsi o morire .

  2. Gianni Bua

    @1….
    Purtroppo stiamo parlando del sesso degli angeli; non so se frequenti Faceb, io poco. Vi trovi la sagra degli insulti, il regno delle bufale,dietro lo schermo dell’anonimato o quasi magna pars degli scriventi da sfogo a tutte le loro vere o presunte insoddisfazioni. Aggiungo, i posts più osceni e/o deliranrti e/o offensivi vengono da utenti donne (vere o false). Così va il mondo? VOGLIO SCENDEREEEEEEEEEEEEEE

    Servus, Gb

  3. Fiora

    come detto, nel rinnovarsi includo pure l’accoglienza. Le mie stesse resistenze vanno sgretolandosi, per sopravvivenza prima del convincimento.
    Come si può procedere col paraocchi sia che si rifiuti di operare un distinguo tra i nuovi arrivati, (come giustamente si accenna nell’articolo) sia demonizzando la comunicazione in rete?
    Nel mio piccolo mi cautelo da banalità e volgarità ignorandole, francamente fregandomene di militare tra flollowers o di collezionarne.
    Se su WhatsApp mi arrivano chilometriche catene di S. Antonio di vario contenuto, schiaccio puntualmente elimina senza leggere e tantomeno diffondere.
    In definitiva non rifiuto ma utilizzo, senza farmi utilizzare e al face book continuo ad anteporre il face to face.

  4. giorgio (no events)

    Sono pienamente d’accordo che nel post vengono evidenziati diversi problemi, nel caso coincidenti nell’accaduto descritto. Personalmente, da tempo, leggo poco le notizie sui social e meno ancora i commenti (esclusi i presenti…). Siccome chiunque può dire qualsiasi cosa in rete, diventa indispensabile saper distinguere e pensare con la propria testa; cosa che, ahimè, negli ultimi anni mi pare si stia estinguendo.
    Personalmente sono sempre più convinto che, purtroppo, stiamo diventando una civiltà scientificamente e tecnologicamente avanzata, ma culturalmente arretrata.
    Ma io non scendo Gianni, al limite chiuderò i finestrini, abbasserò la velocità, ma vado avanti. E se troverò della spazzatura durante il viaggio, la ignorerò come fa Fiora.

  5. Fiora

    …effettivamente Giorgio, andare a social peggio che andare a funghi. Una cifra di funghi velenosi o semplicemente indigesti da scartare….
    Quanti mr. Hyde si scatenano protetti dall’anonimato e magari i dott. Jekyll che li imprigionano nel quotidiano sono l’insospettabile vicino o il collega…
    bon, indiferente ! Con selezione ,ma indietro non si torna.

  6. Fiora

    per me ben vengano quindi i gruppi dei genitori che per motivi anche lavorativi anziché attardarsi fuori dalle scuole o nei baretti limitrofi comunicano in rete, ma da persone informate sui fatti con maturità,buonsenso e assenza di protagonismo.

  7. Fiora

    immigrati, vaccini, omeopatia e via via farneticando …ne ammazza più un clic che la spada!

  8. Con la riunione di ieri a scuola, mi pare si sia conclusa una vicenda spiacevole.
    Spiacevole per l’insegnante incriminata, il corpo docente, il preside e non per ultimi i ragazzi.
    Una riunione così commentata da chi l’ha fortemente voluta: “ E’ ovvio che il preside difenda la propria insegnante”

    Se questa è la fiducia che diamo alla scuola, allora c’è tanto lavoro da fare sulla comunicazione scuola-famiglia-ragazzi.

    Ora sarebbero auspicabili le scuse all’insegnante da parte di chi l’ha accusata per partito preso, senza informarsi.

  9. Fiora

    @8
    quanto scommettiamo che le “auspicabili scuse” non arriveranno? anche solo on line. gruppo ci scusi prof.
    ci vorrebbero i do’ soldi di maturità e buonsenso cui accennavo. Merce rara… rimpiazzata dal protagonismo che da vicende così si alimenta e non arretra.
    Sarei lieta di sbagliarmi, eh?!

  10. Fiora

    Purtroppo il sensazionalismo e l’allarmismo in termini di seguaci pagano di più dell’ umiltà e dell’ autocritica.

  11. giorgio (no events)

    A proposito, notavo che da quando, in questo spazio, “sono calati i toni” dei commenti, la platea si è ridotta in modo considerevole.

  12. John Remada

    [email protected] considerazione.

  13. John Remada

    Tornando all’articolo in questione, e all’ultima voce “Come riconoscere clandestini , profughi, migranti, immigrati ecc.” in realtà il tutto è irriconoscibile , visto che quasi nessuno viene rispedito alle terre di origine, almeno fino a che questi governi farlocchi rimangono in carica; si può solo riconoscere chi lavora in regola e si comporta con le nostre regole, ma tutto il marasma rimanente (Vedi Gorizia) è tutto è di più sul girone Infernale italiano. Per fortuna certi personaggi che imperversano su questo sito in passato sono del tutto spariti, credo per motivi precauzionali conclamando il tracollo totale del buonismo. Ultimo appunto ,il ballerino che si è esibito sul sacrario di Redipuglia, italiano diventato credo, la dice lunga sul quoziente di intelletto di questi soggetti…..e qui mi dolgo che i vari aspiranti guerriglieri non siano presenti, sicuramente avrebbero ribattuto in qualche maniera….Bark at the moon, di Osbourniana memoria!!!

  14. John Remada

    E.C. ” E di più” // ” Imperversavano”. Non uso la brutta copia!

  15. michela

    Basta che tu vada in facebook sulla pagina di questo “artista” a leggere come lo difendono gli amici. Uno spasso. Per equità vorrei vederlo ballare sulla tomba di Maometto.

  16. John Remada

    Si…..sai che fine farebbe!

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